LA GUERRA
di Mario Maurizi

Non sempre la guerra si può combattere con armi convenzionali, molto spesso si deve combattere in modo subdolo così com’è subdolo il nemico da affrontare.

Il mostro con cui mi trovo a combattere oggi è così inattaccabile che, anche se gli ho inferto ferite profonde, è riemerso sempre e in forme diverse, a volte addirittura prendendo le sembianze di chi si ama profondamente e quindi rimane impossibile reagire in maniera efficace, forse è questa la difficoltà più grande e non ho idea come affrontarla.

Forse bisognerebbe rileggere le battaglie fatte fino a questo momento.

Sono passati circa sette anni da quando il mostro è apparso per la prima volta nella mia vita e non ho recepito a suo tempo la pericolosità di quello che stava accadendo, ho reagito con le conoscenze presuntuosamente scarse che avevo ed ho perso più di una battaglia.

Ho creduto a tutto ciò che mi hanno propinato nel tempo, ho letto nei loro occhi la disperazione, o ho creduto che fosse, e mi sono gettato anima e corpo nell’aiutarli, mi sono impegnato ad attraversare mari pieni di squali, a scalare montagne a piedi nudi ed ho sempre creduto in me e nella mia donna sempre presente al mio fianco, sempre pronta a soccorrermi e curarmi anche a scapito di se stessa, ma purtroppo non è servito a nulla, il mostro era sempre lì pronto a colpire nei momenti a lui più favorevoli.

Ricordo che quando un prete mi disse che non erano più i miei figli gli ho risposto che lui si stava sbagliando che non li avrei mai persi e che avrei combattuto fino all’ultimo anelito di vita, non sapevo a quel tempo che il mostro se li era già fagocitati.

Fagocitati si è il termine esatto, il loro comportamento è, purtroppo, legato a ciò che il mostro ha lasciato dentro di loro e che in parte ha sostituito quello che come genitori di solito diamo ai nostri figli, perché diventano bugiardi, ladri, saprofiti e nel contesto della vita si comportano come tali, tutte queste cose le ho viste troppo tardi, per meglio dire non le ho volute vedere per tempo anche perché il pensiero è sempre lo stesso la protezione a tutti i costi, da un lato egoistica perché è più semplice dire di si che non contrastare con un no, dall’altro il nascondere la testa sotto la sabbia per non voler credere a ciò che è così evidente con la frase fatta “a me non può succedere”.

Lo stesso pensiero mi ha sfiorato quando il medico mi ha detto “hai un cancro” io l’ho guardato e con un sorriso gli ho risposto non può essere a me non può succedere, invece era lì con tutte le sue radici piantate nel mio corpo così com’era lì il mostro che si è impossessato di ciò che io amo profondamente, ho combattuto il male con tutte le mie forze con tutto me stesso sapendo che la medicina avrebbe potuto fino ad un certo punto e alla fine l’ho sconfitto.

Questo mi ha dato la forza di riprovare a combattere una guerra che per me era in una sorta di tregua ,a per il mostro era invece in una fase cruciale approfittando del tempo che sono stato costretto a dedicare a me stesso, ho ricominciato a battagliare senza dargli respiro ed in certi momenti ho visto degli spiragli di luce subito oscurati da nubi nere ma spiragli e se riuscissi a sfruttarli potrei forse infliggere una ferita così profonda al mostro da convincerlo a lasciare che la vita riprenda il suo giusto corso.

Ho letto in un libro una frase che mi ha colpito in particolar modo “alla verità il fatto di non essere conosciuta non le impedisce d’essere vera” a ciò mi vorrei riallacciare per esprimere un altro sentimento che ho in me che quello della non sopportazione alla bugia, cosa che invece indotta dal mostro, regna sovrana su tutto, bisognerebbe far mente locale sulla frase letta sul libro e inoltrarsi su una strada piena di sole verità anche se scabrose, dolorose o quant’altro facendo in modo che il mostro possa essere smascherato ed alla fine vinto.

Quello che mi spinge avanti è il solo fatto di essere responsabile nei confronti di chi con il mostro non ha niente a che vedere e deve essere protetto anche se in qualche modo ha già subito e sofferto per colpe non sue, quando mi ha guardato negli occhi e mi ha chiesto cosa fosse il mostro, gli ho risposto in maniera da fargli comprendere cosa in realtà fosse, mi ha risposto che allora il mostro esiste perché lui lo ha visto da vicino e ne è spaventato. Dovendo proteggerlo, cosa bisognerebbe fare se non allontanarlo da chi in questo momento è sotto l’influenza del mostro, non ho idea di quanto male o bene si potrebbe fare perché lui lo ama profondamente.

Mi sono chiesto nel tempo quali sono state le ragioni che hanno generato una situazione del genere, in verità non ne ho trovate molte, la ragione più credibile è che nei momenti importanti non sono stato presente lasciando tutto quello che era mio in balia di se stesso e mancando un riferimento certo le conseguenze sono state quelle che sono ora sotto gli occhi di tutti.

Prendere una decisione ora non mi è possibile, come fidarsi anche se le promesse sembrano sincere c’è sempre da considerare che il mostro è ancora dentro di loro, non più nella forma iniziale ma pur sempre presente, presente al punto tale da manifestarsi ancora con bugie e reazioni più o meno violente con azioni che inducono i miei pensieri a non credere assolutamente in niente di quello che oggi si tenta di farmi credere.

Nel tempo ho sviluppato un sesto senso e che è quello di capire a pelle quanto sia vero quello che ho intorno in quel momento e purtroppo vedo che di VERITA’ intorno a me non è presente nella giusta maniera.

Molto spesso ritorno con i pensieri a quando da marinaio andavo per mare e nelle notti di luna piena vedevo intorno a me una sorta d’alone che induceva in me una serenità quasi esaltante, quante volte sono rimasto a bocca aperta nel vedere nascere il giorno rendendomi conto che in ogni caso sarebbe nato un nuovo giorno, allora pieno di gioia di vivere e conoscere, oggi invece pieno di dubbi di voglia di non conoscere le verità che sono lì, in ogni caso il sole nascerà forte e pieno di vita noncurante del fatto che possa essere vissuto da ognuno nel giusto modo, anche quando è esplosa la bomba che ha falcidiato migliaia di vite umane il giorno è sorto spandendo la sua luce sul terrore e sul sangue ed ha iniziato la sua ascesa fino a raggiungere la notte, sempre incurante del fatto che c’erano uomini felici e uomini disperati, il giorno nascerà sempre e noi da ciò dovremmo imparare che in ogni caso la vita vale la pena di essere vissuta, questa è la vera speranza, la sola ed unica verità che dovrebbe spingerci a combattere anche se la stanchezza a volte prevale su tutto.

Questa sera ho perso un’altra battaglia convinto di aver scoperto il fianco molle del mostro con troppa fretta ho agito e lui si è riparato nella sua corazza senza darmi il tempo di colpire anzi è riuscito ad indurre in me la rabbia ed ha inflitto una dolorosa ferita.

La rabbia, l’ira sono sentimenti negativi che fanno il gioco di chi non avendo argomenti fa in modo di indurli in noi, con parole o azioni subdole, quando sento salire l’ira in me smetto di lottare immediatamente per non provocare più danni di quelli già fatti, mi hanno insegnato che bisogna controllare questi sentimenti al fine di essere sempre e comunque lucidi sempre e comunque presenti, in ciò mi ha giovato la meditazione la chiusura totale verso il mondo esterno d’ogni mia energia cercando di curare immediatamente le ferite aperte ma non sempre riesco a farlo non sempre perché dentro di me c’è una confusione tale da impedire ogni tipo di dialogo con me stesso.

La confusione totale è uno dei mezzi di cui il mostro si serve per mascherare le sue malefatte, induce chi è posseduto ad imbrogliare le acque, a creare il caos per poi potersi muovere nella nebbia della confusione con agilità, questo è un aspetto che trovo difficile da affrontare.

In questo frangente mi trovo a pensare a tutte quelle volte che ho rinunciato a qualche cosa per dare, a chi amo, di più di quello che potevo, nel contesto generale verrebbe da pensare che ciò che ho fatto è stato errato, ma alla luce dei fatti non solo è stato sbagliato, ma dannoso.

Dannoso perché chi riceve non comprende l’importanza del ricevere e pensa, nel tempo, che tutto sia dovuto, anzi alla fine sarà preteso, per esperienza vissuta questa è sicuramente una delle cause che generano poi in alcuni casi i mostri che sarà poi difficile sconfiggere, la comprensione, la presa di coscienza, le regole servono a dimostrare che il ricevere è dimostrazione d’amore e come tale va gestita, sia a livello materiale sia a livello spirituale sia sicuramente è la parte più nascosta ma non meno importante, le regole servono a fissare concetti che nel tempo porteranno a comprendere sia noi stessi sia gli altri e daranno la possibilità di poter affrontare a testa alta qualsiasi problema.

Purtroppo il mostro è riapparso non c’è modo di combatterlo, credo che questa sia la battaglia conclusiva, quella in cui bisognerà prendere delle decisioni belle o brutte che siano andranno prese, siamo diventati troppo deboli ed attaccabili, quindi tra non molto, se non ci proteggiamo, saremo coinvolti anche fisicamente in questa discesa verso l’ignoto, il percorso che è stato intrapreso dal mostro è probabilmente senza ritorno è entrato in un tunnel dal quale non c’è e non potrà esserci ritorno, mi piange il cuore ma se voglio salvare il resto debbo sacrificare qualcuno, mi sacrificherei io in fin dei conti ho visto e fatto ciò che mi piaceva e mi sento soddisfatto di quello che ho dato, in questo ambito purtroppo non posso dire la stessa cosa per quanto ho ricevuto.

Il mostro porta via parte di me lasciando un vuoto incolmabile non posso fare altro che diventare spettatore di questa farsa incomprensibile, in fin dei conti cosa posso fare se non rimanere ad osservare e poi prendere una decisione, il problema potrebbe essere il tempo, quanto tempo ho?

Non ne ho la minima idea, forse il tempo è già finito ed io non ne ho più.

Seneca diceva che il tempo è l’unica cosa che in realtà è nostra e se trovi qualcuno che te ne dedica una sua parte, ti ha onorato essendo SUO il tempo e lo dedica a te, è un concetto estremamente profondo e non credo interpretato dai più nel giusto verso, in fin dei conti per comprendere certi concetti bisogna essere consapevoli di ciò che ci circonda e stare con i piedi ben piazzati per terra.

Lo stare con i piedi per terra significa non straparlare, significa prendersi degli impegni senza promettere cose che poi non si potranno mantenere, significa guardare in faccia la realtà con serenità qualsiasi essa sia, perché così è possibile costruire per il futuro, un futuro che non sempre è così lineare a volte è contorto e nasconde delle difficoltà enormi, ma sono proprio quelle difficoltà che dovrebbero stimolare l’azione determinante, invece in questo caso hanno aiutato il mostro a tornare in piedi e forte come non mai, un po’ perché la forza di combattere è scemata un po’ perché bisogna difendere anche altri valori imposti dal nostro modo di essere, in fin dei conti una volta presa coscienza dei fatti bisognerebbe essere consapevoli, ma come si fa a rispondere serenamente a chi ti rendi conto ti sta prendendo in giro con bugie e illazioni saltando da un punto all’altro senza cognizione, ad esempio mi è capitato di vedere dei cambiamenti così repentini che da un lato mi hanno sconvolto, non tanto per quanto riguarda l’effetto sulla persona ma per il male che inducono, e dall’altro mi hanno reso consapevole dell’impotenza, della certezza di non poter fare nulla. Quanto sono cambiati, il mostro li ha fatti diventare delle persone diverse io non li riconosco più, a volte ho voglia di piangere, come in questo momento ma non credo che serva versare delle lacrime, servirebbe solo a me per scaricare la rabbia che ho dentro a volte ho voglia di sparire, come capisco ora coloro i quali decidono di far perdere le loro tracce, non è sfuggire alle proprie responsabilità ma è una sorta di ultima difesa, in fin dei conti alla fine rimane solo la possibilità della difesa, ma a chi gioverà questa situazione, a nessuno solo al mostro e forse neanche a lui perché avrà degli adepti dementi, senza cervello, questa sofferenza latente mi sta togliendo le ultime forze, non ho più dentro di me la voglia di sconfiggere chi mi ha tolto la possibilità di un futuro con chi amo, sono stanco mi sento indebolito da questa situazione, a volte ho paura che riaffiori il male che mi ha perseguitato e che credo sia stata una delle concause, ripenso a quando ero spensierato e vivevo una vita piena di emozioni, a volte anche troppo forti, ma mi facevano sentire vivo, ora sono uno spettatore che in alcuni casi deve intuire ciò che accade.

Quando a volte penso alle persone che non ci sono più, mi trovo a riflettere se ci fossero oggi cosa ci sarebbe di diverso, chissà come avrebbe affrontato mia madre questa situazione, chissà come l’avrebbe affrontata il mio secondo padre, forse non avrebbero permesso che si sviluppasse, ora preso nel vortice degli avvenimenti non posso fare altro che attendere e sperare che i danni derivanti siano comunque recuperabili, forse bisognerebbe ricominciare da un’altra parte di nuovo per l’ennesima volta, basterebbe averne la forza. In ogni caso la vita prosegue e le energie che abbiamo dentro debbono avere il sopravvento su tutto in modo da non farsi distruggere.

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