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ALITALIA AL MOMENTO IN UNA DERIVA, L’ESECUTIVO NON TROVA ADEGUATE SOLUZIONI DI MERCATO

DI VIRGINIA MURRU

 

La Compagnia di bandiera italiana sta affrontando uno dei momenti più tormentati della sua storia, si è arreso anche il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, il quale in modo disarmante, davanti alla Commissione Industria, dichiara: “Al momento non esistono soluzioni di mercato”.

E lo sconcerto aumenta. E’ stata la decisione di Atlantia a condurre in questo vicolo cieco e ad aggiungere un altro capitolo al lungo repertorio di traversie della Compagnia italiana. Atlantia, uno dei soci del Consorzio che stava per concludere solo una settimana fa l’accordo che avrebbe acceso lo start sulla Newco, con una governance affidabile e tanti buoni progetti. Il rimpianto sulle riserve di Lufthansa certo restava, dato l’espresso rifiuto dei tedeschi di entrare a fare parte dell’equity, ma si poteva comunque lasciare una possibilità in un ‘cantiere’ aperto, e qualche sviluppo strada facendo poteva delinearsi, soprattutto se in termini di conti fossero emersi i risultati che si auspicavano.

Ci contava il Governo tramite il supporto diretto del Mef, FS, Delta, il vettore americano che aveva fiducia in quel convoglio di partner ormai fermo a pochi passi dal traguardo. Insomma tutto da rifare, e di proposte allettanti, in grado di cambiare sul serio la sorte della Compagnia italiana, nemmeno l’ombra, per ora. Solo ipotesi, idee che viaggiano nel buio dell’incertezza.

Intanto, Alitalia, che malgrado tutto produce utili incoraggianti – secondo il resoconto dei Commissari, costretti a fare slalom in termini di strategie nell’amministrazione straordinaria – continua anche imperterrita a divorare risorse: inghiotte 900mila euro al giorno. E accanto ai ricavi messi in rilievo dai tre Commissari spunta il passivo: nel 2019 la Compagnia avrebbe registrato 600 milioni di perdite.

Il Governo ha già deciso, poche settimane dopo il suo insediamento, di stanziare 400 milioni a supporto della Compagnia, ma devono ancora essere resi i 900 milioni del cosiddetto ‘prestito ponte’, anche quelli macinati in un vortice che  non si riesce a bloccare.

E allora quanto ci sta costando il vettore simbolo dell’Italia nel mondo? Possibile che tanto prestigio possa essersi dissolto dietro le pieghe di tanti, troppi errori di gestione? Non sembra verosimile che un Paese assediato dal turismo straniero – secondo le statistiche infatti, dal 2009 è aumentato del 35% –  Alitalia non abbia svolto quel ruolo strategico che dovrebbe essere quasi scontato. Come non si trovasse posto in casa propria, in una mensa bene apparecchiata.

C’è un rapporto diretto tra turismo e collegamenti, e non c’è da esserne fieri se Alitalia ha lasciato alle Compagnie  più blasonate la parte del leone sul mercato. Così i conti non tornano, e ad ogni ‘ripartenza’ corrisponde una ‘ricaduta’, nella voragine di una crisi diventata  ormai  male cronico che non si riesce a portare in remissione. Per questo il suo dossier è in perenne attesa di soluzioni. Alitalia resta la Cenerentola tra le Compagnie europee, che si presentano con  ben altra ‘grinta’.

L’esecutivo ora è molto cauto, ma secondo le dichiarazioni degli ultimi giorni non si vorrebbe tornare alla formula che si è appena chiusa, anche se resta la disponibilità di FS e Delta, e con il Mef pronto a fare parte della cordata, qualora in quel benedetto orizzonte s’intravedessero prospettive degne di questo nome.  Nelle ultime ore il premier Giuseppe Conte, accende un tenue bagliore nel tunnel in cui è stata lasciata la Compagnia di bandiera: “Stiamo valutando in questo momento delle alternative, si vedrà..”

E Patuanelli, sempre con prudenza, gli fa eco: “Stiamo valutando una serie di opzioni, ma è necessario farlo con attenzione. Di sicuro non ci sarà la proroga sul Consorzio che si era costituito, non c’è più possibilità per quella strada. Ma non ci sarà nemmeno una vendita di asset separati.”

Atlantia si è sfilata dalla cordata del Consorzio perché non si sentiva sufficientemente garantita col piano industriale; certo l’ingresso di Lufthansa nell’equity darebbe un volto solido alla governance, e più fiducia nel futuro. Ma la Deutsche Lufthansa AG, tra le più grandi al mondo (secondo i dati Iata ha 130 mila dipendenti, settima al mondo), il cui slogan è “Say yes to the world”, non gioca mai per perdere, e ritiene che al momento Alitalia non abbia le carte in regola in termini di affidabilità;  le tormentate vicende e i fallimenti ai quali si è esposta negli ultimi vent’anni non costituiscono le credenziali migliori per un partner così attento alle scelte di mercato.

Il management ha dichiarato infatti che prima di decidere un’eventuale coinvolgimento nell’azionariato, è necessario intervenire con una durissima ristrutturazione, in primis con esuberi pesanti al seguito (circa 5 mila unità da sacrificare al risanamento). Solo i piloti salverebbe eventualmente Lufthansa, questi esuberi sarebbero dirottati in altre Compagnie controllate dai tedeschi, per gli altri si aprirebbero le porte della disoccupazione. Conseguenza che i sindacati rifiutano con forza.

L’attuale mancanza di competitività non rende semplici le scelte del Governo sulla sorte della Compagnia di bandiera, da qui la proposta solo commerciale di Lufthansa, anche se il suo migliore destino sarebbe la privatizzazione, purtroppo non facilmente realizzabile.

Si sta valutando la possibilità di nominare un ‘supercommissario’, che sostituirebbe i tre attualmente in attività, ossia Stefano Paleari, Daniele Discepolo ed Enrico Laghi. Ma al momento si tratta di ipotesi, non tuttavia lontane da un’effettiva realizzazione.

Secondo il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, dopo il disastro Atlantia, occorre del tempo per trovare i puzzle veramente giusti, le idee corrono ancora e sempre sul possibile disgelo di Lufthansa, di sicuro è necessario trovare in tempi brevi quel partner internazionale del quale la Compagnia ha bisogno per ripartire con slancio. Alitalia merita un destino migliore, e una governance che non la porti ancora una volta sulla via del dissesto.