AL VOTO IL CODICE M5S, SANZIONE NON AUTOMATICA PER GLI INDAGATI

DI PIERLUIGI PENNATI
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Dopo una gestazione avvenuta in sordina è pronto per il voto il codice etico del Movimento 5 Stelle che da oggi alle 10 potrà essere giudicato online da coloro che risultano iscritti al movimento entro il 1° luglio 2016 con documento certificato.
Quanti siano gli aventi diritto al voto non è dato sapere con precisione ed anche le modalità di certificazione ed approvazione del documento non sono disponibili, fatto sta che i “fortunati” iscritti, da domani, potranno dire se gli sta bene o meno un codice etico preconfezionato e non più discutibile, solo votabile.
Lo scopo dichiarato è di garantire una condotta, nel perseguire gli obiettivi del Movimento indicati nel “Non Statuto” o negli altri atti interni di indirizzo, da parte dei portavoce eletti, ispirata ai principi di lealtà, correttezza, onestà, buona fede, trasparenza, disciplina e onore, rispetto della Costituzione della Repubblica e delle leggi vigenti.
Tra i punti salienti vi sono il dovere, già espresso dall’art. 54 della Costituzione, per i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche di adempierle con disciplina e onore, avendo comportamenti eticamente ineccepibili, anche a prescindere dalla rilevanza penale degli stessi. I portavoce dovranno anche astenersi da comportamenti suscettibili di pregiudicare l’immagine o l’azione politica del Movimento stesso.
Inoltre, negli eventuali procedimenti penali, il Garante del Movimento, il Collegio dei Probiviri od il Comitato d’appello, compiranno “le loro valutazioni in totale autonomia, in virtù e nell’ambito delle funzioni attribuite dal Regolamento del Movimento 5 Stelle, nel pieno rispetto del lavoro della magistratura.”
Secondo il testo da votare, “il comportamento tenuto dal portavoce può essere considerato grave dal Garante o dal Collegio dei probiviri con possibile ricorso del sanzionato al Comitato d’appello, anche durante la fase di indagine, quando emergono elementi idonei ad accertare una condotta che, a prescindere dall’esito e dagli sviluppi del procedimento penale, sia già lesiva dei valori, dei principi o dell’immagine del Movimento 5 Stelle. La condotta sanzionabile può anche essere indipendente e autonoma rispetto ai fatti oggetto dell’indagine.”
“In qualsiasi fase del procedimento penale, il portavoce può decidere di auto-sospendersi dal Movimento senza che ciò implichi di per sè alcuna ammissione di colpa o di responsabilità.”
“Il Garante del Movimento, il Collegio dei Probiviri o il Comitato d’Appello” … ”valutano la gravità dei comportamenti tenuti dai portavoce, a prescindere dall’esistenza di un procedimento penale”
Nessuna tolleranza per i condannati, infatti “è considerata grave ed incompatibile con il mantenimento di una carica elettiva quale portavoce del Movimento 5 Stelle la condanna, anche solo in primo grado, per qualsiasi reato commesso con dolo, eccettuate le ipotesi indicate all’ultimo comma. A tal fine, sono equiparate alla sentenza di condanna la sentenza di patteggiamento, il decreto penale di condanna divenuto irrevocabile e l’estinzione del reato per prescrizione intervenuta dopo il rinvio a giudizio. E’ invece rimessa all’apprezzamento discrezionale del Garante, del Collegio dei probiviri con possibile ricorso del sanzionato al Comitato d’appello la valutazione di gravità ai fini disciplinari di pronunzie di dichiarazione di estinzione del reato per esito positivo della messa alla prova, di sentenze di proscioglimento per speciale tenuità del fatto, di dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione.”
Va però detto che non comporta alcuna automatica valutazione di gravità dei comportamenti potenzialmente tenuti dal portavoce la ricezione, da parte di esso di “informazioni di garanzia” o di un “avviso di conclusione delle indagini”, essendo sempre rimessa alla discrezionalità del Garante e del Collegio dei probiviri o del Comitato d’appello la valutazione della gravità di fatti che configurano i cosiddetti reati d’opinione ipotesi di reato concernenti l’espressione del proprio pensiero e delle proprie opinioni, ovvero di fatti commessi pubblicamente per motivi di particolare valore politico, morale o sociale.
È comunque dovere dei portavoce, quando ne hanno notizia, “l’obbligo di informare immediatamente e senza indugio il gestore del sito dell’esistenza di procedimenti penali in corso nei quali assumono la qualità di indagato o imputato nonché di qualsiasi sentenza di condanna o provvedimento ad essa equiparato”.
Per ultimo “è dovere di ogni amministratore eletto nelle file de Movimento” il far rispettare il codice etico ai componenti delle proprie giunte, anche se in queste non risultano iscritti e/o eletti nel Movimento 5 Stelle.
Insomma, il partito non partito parte con un regolamento non regolamento votato da iscritti non iscritti, ma certificati prima del 1° luglio 2016. Pieni poteri da attribuire al Garante del movimento (Beppe Grillo n.d.r.), al Collegio dei probiviri ed al Comitato d’appello. Staremo a vedere.

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