QUANDO LA CRONACA FA SCIOPERO, LO SCIOPERO NON FA CRONACA

Di solito sono chiamati a fare le cronache degli scioperi, questa volta, invece, tocca a loro scioperare e se anche la cronaca sciopera lo sciopero non fa più cronaca.

Già, perché se è il cronista a scioperare chi ne parla?

Nell’indifferenza più totale degli altri media l’assemblea dei giornalisti di Sky TG24 ha prima votato all’unanimità uno sciopero di 24 ore contro il piano di licenziamenti e trasferimenti comunicato dall’azienda e poi eseguito dalle 12 di oggi, martedì 24 gennaio, fino alla stessa ora di domani.

Quello che succede è ormai storia nota in molti ambienti, un piano di licenziamenti e trasferimenti mina l’organizzazione del lavoro e la stabilità delle famiglie coinvolte, le rivendicazioni sono altrettanto banali, qualità e credibilità del servizio in testa.

Il problema, però, non è se questi lavoratori siano stati fino ad ora dei privilegiati, se comunque sopravvivranno ai trasferimenti o se il loro servizio sia così importante da doverlo cristallizzare così com’è nei secoli dei secoli, il problema è che queste cose avvengono ormai in ogni situazione aziendale senza nemmeno più fare notizia, nemmeno quando sono coloro che diffondono le notizie ad esserne colpiti.

Le ragioni della ristrutturazione non sono state diffuse con il comunicato di sciopero, ma a questi professionisti deve andare la solidarietà che dovrebbe essere data a tutti i lavoratori onesti che si guadagnano da vivere, invece, giorno per giorno, perdiamo la sensibilità a qualsiasi notizia che non ci faccia saltare letteralmente dalla sedia e così perdiamo a poco a poco non solo pezzi di società e di cultura, ma la nostra identità e la nostra dignità: con tutti quelli che perdono il lavoro oggi, cosa vuoi che siano quattro spostamenti e/o licenziamenti.

Alla fine molti diranno che è colpa loro, non si sono mossi in tempo, non sanno gestire la cosa ed in fondo erano dei privilegiati.

Non lasciamoci sopraffare dall’indifferenza e dall’analfabetismo funzionale, salviamo la nostra società, per intero: solidarietà ai giornalisti di Sky TG24, che possano tornare a raccontare la loro avventura al passato e quella di quanti, come loro, la vivranno in futuro, purtroppo al presente. Senza discriminazioni.