AFGHANISTAN ESCALATION DI VITTIME SENZA FINE

DI PIERLUIGI PENNATI
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Secondo quanto riportato oggi dall’ANSA, un rapporto UNAMA, la Missione delle Nazioni Unite di Assistenza all’Afghanistan, sostiene che nel 2016 il conflitto in corso in Afghanistan ha causato 11.418 vittime civili (3.498 morti e 7.920 feriti), con un incremento del 3% rispetto al 2015.
Il rapporto specifica  che lo scorso anno in Afghanistan è stato registrato “un complessivo deterioramento nella protezione dei civili” e che l’aumento complessivo di vittime è dovuto ad un calo delle morti del 2%, ma con un aumento dei feriti del 6%, concludendo che dal 2009, anno del primo rapporto statistico, il 2016 ha registrato il maggior numero di vittime frutto di operazioni aeree.
Nel 2014 il numero dei civili morti nel conflitto afghano aveva visto un aumento del 25% rispetto all’anno precedente che era stato a sua volta in aumento del 4% rispetto a prima, confermando un’escalation che non accenna fermarsi.
Anche se negli ultimi anni l’andamento degli incrementi ha una tendenza a diminuire, quando parliamo di queste cifre parliamo di vite umane civili perse in un conflitto che viene a sua volta definito “civile”, nato dopo la rivoluzione di Saur del 1978 tra il Partito Democratico Popolare dell’Afghanistan, Marxista-Leninista, ed il movimento guerrigliero dei mujaheddin, fedele ai principi tradizionali afghani ed islamici, e che da allora non si è mai fermato, vedendo, dopo il primo intervento russo del 1979, anche la partecipazione di molti paesi stranieri come gli Stati Uniti, il Pakistan, l’Iran, la Cina e l’Arabia Saudita.
Dagli attentati dell’11 settembre 2001 in poi, compiuti da al-Qāʿida, ed a seguito un nuovo più massiccio intervento americano che portò all’istituzione della nuova “Repubblica Islamica dell’Afghanistan”, si parla di “Guerra Civile”, dato che le residue forze talebane ancora oggi resistono in una lunga guerriglia e, secondo fonti ufficiali NATO, a fine dicembre 2016 “Almeno 13 gruppi terroristici internazionali sono presenti in Afghanistan”, aggiungendo che i talebani “Hanno già cominciato a preparare la loro offensiva di primavera”.
Ma mentre sul confine afgano sembrano essere stipati molti gruppi Jihadisti, 20 su 98 classificati come attivi nel mondo, L’ONU denuncia che almeno un terzo popolazione è oggi senza aiuti, si tratta di circa 9,3 milioni di persone che avrà bisogno nell’anno di assistenza umanitaria.
Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento dell’aiuto umanitario (OCHA) le persone che hanno bisogno di aiuto sono in aumento del 13% “per l’estensione del conflitto”.
Nel frattempo in giro per il mondo costruiamo muri.

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