CON STEINMEIER LA GERMANIA SCEGLIE LA STABILITÀ

DI PIERLUIGI PENNATI
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Dal dopoguerra ad oggi la Germania ha sempre inseguito stabilità e certezza, privilegiando la previdenza e la moderazione, per questo cinque anni fa il presidente Christian Wulff fu costretto a dimettersi per aver ottenuto un mutuo di 500.000 euro ad un tasso agevolato del 4% che aveva indotto dubbi sulla sua moralità, gli era succeduto Joachim Gauck, pastore protestante ed attivista per i diritti umani ai tempi della Germania Est, simbolo di moderazione, impegno sociale e stabilità, per il quale, però erano occorse tre votazioni.
Oggi l’Assemblea Federale ha eletto al primo scrutinio Frank-Walter Steinmeier a presidente della Repubblica con 931 voti a fovore su 1243 votanti, con 1229 voti validi, 14 non validi e 103 astenuti, il quorum era di 631 voti.
Con ben 300 voti oltre il quorum più che un’elezione è stato un plebiscito e non poteva essere altrimenti, infatti di Steinmeier molti tedeschi dicono che parla come un sacerdote, quindi per succedere ad un sacerdote vero serviva almeno uno pseudo sacerdote.
Scherzi a parte le previsioni davano Steinmeier eletto già alla prima votazione, a maggioranza assoluta, grazie all’appoggio della coalizione al governo e gradito a Verdi e Partito liberale (FDP), ma va ricordato anche che le funzioni del presidente in Germania sono simili a quelle nostrane, per lo più si tratta di rappresentanza, ruolo necessario per evitare un presidenzialismo che possa compromettere la democrazia parlamentare, come avvenuto durante la Repubblica di Weimar.
Il voto è espresso dall’Assemblea Federale, con i suoi 620 deputati, e da altri 620 delegati, con ruolo paritetico, inviati dai gruppi parlamentari dei singoli parlamenti regionali che compongono la Federazione Tedesca e che possono essere personalità non politiche ma provenienti dalla vita comune, come scienziati, sportivi, filosofi e persino attori.
Steinmeier era stato candidato alla cancelleria nel 2009 finendo sconfitto dalla Merkel e dall’attuale governo e fino al 2013 era stato a capo dell’opposizione in Parlamento per poi tornare a ricoprire la posizione di ministro degli Esteri che aveva avuto già in precedenza.
Il Frankfurter Allgemeine dipinge Frank-Walter Steinmeier come “meccanico delle dinamiche del potere”, grande mediatore ed uomo dell’unità, quindi non è una grande sorpresa che molti partiti abbiano hanno trovato una convergenza sul suo nome, Angela Merkel ha immediatamente commentato l’elezione dicendo che “Frank-Walter Steinmeier sarà presidente della Germania in tempi difficili e io sono certa che, nella sua funzione, potrà accompagnare molto bene il Paese in questi tempi”.
Le sue prime parole da presidente direttamente all’Assemblea plenaria sono state un elogio della Germania diventata simbolo di speranza nel mondo: “Non è meraviglioso che il nostro Paese, questa patria difficile, sia diventato per molti nel mondo un’ancora di speranza? Anche dopo la riunificazione c’era un po’ di risentimento contro gli stranieri, ed è stata superata. Sono sicuro che ci riusciremo anche oggi”.
Le elezioni federali del prossimo 24 settembre aspettano ora la Germania e sia che vinca ancora Angela Merkel che Martin Schulz, con Steinmeier alla presidenza, convinto ciecamente dello stretto legame tra gli interessi UE e quelli tedeschi, allergico ai facili populismi, e considerato da molti un presidente “anti-Trump”, la Germania potrebbe diventare il baluardo europeo contro il populismo dilagante.
Nel suo discorso ha ha esortato ad «avere coraggio» e aggiungendo che «quando il fondamento della democrazia altrove vacilla, allora noi dobbiamo restare saldi di fronte a questo fondamento».

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