Il tempo secondo Seneca:

“..nessuna epoca ci è preclusa, a tutte abbiamo libero accesso: lasciamo che il nostro spirito esca dai limiti angusti che ci soffocano e potrà spaziare nel tempo. Ci sarà possibile disputare con Socrate, dubitare con Carneade, raggiungere con Epicuro la felicità, vincere la natura con gli stoici, scavalcarla coi cinici.”

La filosofia di Seneca è così: una conversazione ininterrotta con se stesso, con gli amici, con gli uomini, fuori dai limiti di spazio e di tempo; egli cerca risposte e soluzioni, mettendo in luce la nobiltà degli slanci ma anche i dubbi, le incertezze, le contraddizioni dell’uomo e della società. Ci parla come fosse ancora vivo, esponendoci le sue considerazioni e aprendo la strada alle “nostre“ soluzioni, ben conscio che anche i pensatori vissuti prima di noi “non ci hanno lasciato risposte definitive, ma problemi da risolvere“.

A rendere attuale il pensiero di Seneca contribuisce il tono colloquiale dei suoi scritti, quel suo spezzare le riflessioni in considerazioni staccate, che, pur rispondendo a uno sviluppo unitario di meditazione, sembrano scaturire volta per volta (e in parte è così) dalle sollecitazioni quotidiane della vita, dagli interrogativi etici che essa ci pone.

In un passo degli Essais (II, 10) Montaigne dice delle Epistole di Seneca “che sono la parte più bella dei suoi scritti e anche la più utile” e aggiunge “…posso lasciarli in un punto qualunque, dove mi piace. Perché non hanno una successione obbligata…”

I motivi rimbalzano da uno scritto all’altro, ripresi, approfonditi, corretti, così come suggerisce la varietà di aspetti della condizione umana.

Il tema del tempo è uno di questi motivi.

La vita e le opere
Il tempo
Lettera a Lucilio I° e brani dai Dialoghi e dalle Lettere