﻿{"id":181,"date":"2017-08-31T17:09:33","date_gmt":"2017-08-31T17:09:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.officineputilov.it\/?p=181"},"modified":"2017-08-31T17:09:33","modified_gmt":"2017-08-31T17:09:33","slug":"globalizzazione-e-neoliberismo-la-sinistra-ascolti-il-rantolo-delle-periferie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pennati.net\/officineputilov\/globalizzazione-e-neoliberismo-la-sinistra-ascolti-il-rantolo-delle-periferie\/","title":{"rendered":"Globalizzazione e Neoliberismo La sinistra ascolti il rantolo delle periferie"},"content":{"rendered":"<p>Viviamo nell\u2019epoca della globalizzazione, spesso e in modo distorto considerata la libert\u00e0 nel senso pi\u00f9 altamente descrittivo del termine.<\/p>\n<p>Gli economisti mondiali affermano per\u00f2 tesi contrapposte, per alcuni il fenomeno \u00e8 solamente all\u2019inizio della propria evoluzione, per altri invece \u00e8 gi\u00e0 in una fasce discendente a tal punto che si richiede l\u2019intervento pubblico degli stati per sanare situazioni altrimenti catastrofiche, per altri ancora siamo all\u2019inizio della post-globalizzazione.<\/p>\n<p>Lascio ad altri discernere sul merito puramente tecnico della questione, e preferisco tentare un analisi generale che non sar\u00e0 comunque, nonostante l\u2019impegno, aliena da ampi spazi lacunosi.<\/p>\n<p>Francamente il processo della globalizzazione che racchiude anche effetti positivi, non sembra per\u00f2 essere un processo che custodisce \u00a0contesti di omogeneit\u00e0, infatti ha uno sviluppo che non \u00e8 di tipo paritario, nell\u2019economia mondiale potremmo individuare tre grandi poli industriali e sociali palesemente dominanti sull\u2019intera economia planetaria, l\u2019Europa con il processo di unificazione gi\u00e0 avviato seppur con palese scarso entusiasmo e sempre pieno di intoppi, gli Stati Uniti e l\u2019America del Nord nel suo complesso, i paesi compresi nell\u2019aria Asiatica, Federazione Russa compresa.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 all\u2019interno solamente di una triade cosi composta che si moltiplicano sempre pi\u00f9 gli scambi commerciali, economici e finanziari di peso cospicuo, e questo \u00e8 un fatto.<\/p>\n<p>L\u2019economia globale, paradossalmente ai propri intenti, provoca di conseguenza una spaccatura netta del pianeta tra questi tre poli.<\/p>\n<p>Ognuno di tali poli economico finanziari ha i propri sostenitori tra altri paesi, pi\u00f9 o meno interessati, insomma una sorta Yalta economica se vogliamo.<\/p>\n<p>Su questi tre terminali attuali, la lobby finanziaria globale agisce integrandoli sempre pi\u00f9 e rendendoli pi\u00f9 coesi dall\u2019interesse economico,\u00a0 lasciando il resto del pianeta composto da tutti i restanti paesi, particolarmente buona parte se non tutti i paesi del continente africano e gran parte dell\u2019America Latina al loro destino, oppure assorbendone le risorse in una sorta di neo colonialismo, usando le armi delle multinazionali, fomentando sommosse e guerre, un atto di sfruttamento e schiavit\u00f9 vera e propria delle popolazioni.<\/p>\n<p>In queste parti del mondo escluse le popolazioni sono sempre pi\u00f9 in stato di povert\u00e0 complessiva, e questi paesi, che sono la maggioranza, si trovano quindi ad essere di fatto emarginati, esclusi dai grandi interscambi commerciali e dalla modernizzazione tecnologica, che porterebbe benefici alla crescita della loro emancipazione culturale e sociale, per non dire della sopravvivenza reale.<\/p>\n<p>Ma questa loro emancipazione culturale \u00a0li renderebbe coscienti delle loro forze e quindi temibili per gli interessi dei tre grandi blocchi indicati precedentemente, cosa per loro non accettabile.<\/p>\n<p>E\u2019 quindi l\u2019innescarsi di tali disparit\u00e0, di tali disuguaglianze, che rende fertile nelle grandi potenze mondiali la possibilit\u00e0, oggi oramai acquisita, di conquistare e difendere la loro posizione di privilegio, una posizione ottenuta non come il risultato di leggi di mercato e di competitivit\u00e0 perfetta cos\u00ec ben sbandierata e pubblicizzata dal neo liberismo, bens\u00ec a causa del controllo pressoch\u00e9 totale ed esclusivo che queste potenze economiche hanno in aree fondamentali laddove alloggia il potere, quindi il controllo dei mercati finanziari mondiali, il monopolio delle nuove tecnologie, l\u2019accesso esclusivo alle risorse naturali, il monopolio dei mezzi di comunicazione, il monopolio delle armi nucleari, di distruzione di massa, della mano d\u2019opera da schiavizzare, delle risorse alimentari, dell\u2019acqua, dell\u2019energia, ecc.<\/p>\n<p>In modo particolare si potrebbe portare ad esempio la politica degli Stati Uniti, che si trova ad avere il controllo pressoch\u00e9 totale dei mercati finanziari del mondo, e soprattutto anche a conseguenza del crollo dell\u2019URSS, anche il monopolio militare del mondo intero, come dimostra l\u2019unilateralismo decisionale di bombardare l\u2019Iraq nel 1998 solo per citare n fatto acclarato e in tempi pi\u00f9 recenti con la salita alla presidenza di Donald Trump, una vera bomba ad orologeria sul destino del mondo.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 grazie a questa loro superiorit\u00e0 nel mondo finanziario, supportata dal controllo esercitato sul Fondo Monetario e sulla Banca Mondiale, che gli Stati Uniti hanno potuto imporre le nuove regole del neoliberismo alle quali tutti sembrano incapaci di una reazione concreta.<\/p>\n<p>Neppure la Cina oramai stabilmente forza mondiale economica pare voglia impegnarsi in tal senso, visto il suo sviluppo capitalistico definito \u201cdi stato\u201d, definizione sulla quale la discussione \u00e8 ampiamente aperta.<\/p>\n<p>La globalizzazione risulta quindi un processo sociale e culturale che presenta ancora derive profondamente asimmetriche, creatrici di enormi disparit\u00e0 all\u2019interno dei ceti sociali anche di diversa estrazione da quella prettamente rappresentata dal mondo operaio e dei lavoratori in generale.<\/p>\n<p>E questo movimento globale manifesta tutta la sua parzialit\u00e0 di azione, rispondendo unicamente al progetto capitalistico inteso come contenitore delle risorse finanziarie.<\/p>\n<p>Ma il progetto capitalistico che trova oggi nuova rigenerazione anche per\u00f2 una sedicente progettualit\u00e0 che abbraccia certamente progetti economici e finanziari, ma si veste anche di falsit\u00e0 come la promozione di progetti sociali, politici, ideologici.<\/p>\n<p>L\u2019insieme infondato di tutti questi progetti lo troviamo racchiuso nel modello neoliberista definito dagli interessati l\u2019unico possibile, ma che in realt\u00e0 che si prospetta davanti a noi oggi con effetti nefasti i cui sviluppi nessuno \u00e8 in grado di immaginare almeno per quanto riguarda un futuro immediato.<\/p>\n<p>Il progetto neo liberista potremmo riassumerlo come un insieme di misure economiche e di programmazione politica che si propone come via di uscita relativista alle crisi economiche iniziate gi\u00e0 negli anni scorsi e mai attenuate in modo stabile e duraturo, un progetto che trova massima espressione alla contrariet\u00e0 di interventi statali nell\u2019economia e favorevole invece all\u2019assoluta mobilit\u00e0 incontrollata dei capitali finanziari.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 chiaro anche ai neofiti dell\u2019economia che tale strada porter\u00e0 a sbattere.<\/p>\n<p>Il progetto economico neoliberista indica misure economiche per favorire la libera circolazione dei capitali finanziari, come l\u2019apertura incontrollata dei mercati, (la famosa deregulation), e quindi l\u2019assenza di ogni regola, la privatizzazione delle imprese dello stato e delle istituzioni che prestano servizi sociali come ad esempio l\u2019istruzione e la sanit\u00e0, la riduzione del ruolo dello stato, la diminuzione ai minimi termini o addirittura la cancellazione delle spese del Welfare, la lotta prioritaria contro le rivendicazioni sindacali, il trasformare il lavoro in un\u2019opzional da sfruttare solo in casi estremi, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il liberismo, bisognerebbe che nella sinistra italiana ci si rendesse conto di tutto ci\u00f2, senza accontentarsi della critica della giornata buona solo per qualche applauso da improvvisate platee.<\/p>\n<p>E\u2019 possibile per una forza di sinistra in Italia combattere tutto questo? Non solo \u00e8 possibile ma \u00e8 necessario.<\/p>\n<p>Lo scopo unico del modello liberista che sta strozzando le popolazioni pi\u00f9 indifese, noi compresi, \u00e8 il raggiungimento della stabilit\u00e0 finanziaria e del profitto da raggiungere, esigendo un contenimento della spesa sociale e un tasso naturale di disoccupazione, cio\u00e8 una massa sufficientemente ampia di disoccupati che tenderebbe alla spaccatura del movimento sindacale di tutela, un sindacato che si vedrebbe accusato di essere la causa di tale condizione, si verrebbe a creare una vasta area di disoccupazione resa docile e sfruttabile dallo stato di precariet\u00e0 e dalla minaccia permanente dell\u2019assenza del posto di lavoro.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo \u00e8 un punto gi\u00e0 raggiunto purtroppo.<\/p>\n<p>Ma la condizione alla quale dover prestare attenzione ed alla quale il nostro paese \u00e8 pi\u00f9 vicino, \u00e8 il fatto che l\u2019emulazione sfrenata verso l\u2019oltre Atlantico, verso altri modelli di societ\u00e0, visti come modelli applicabili e duplicabili ovunque, pone come condizione al neoliberismo nostrano che lo stato assicuri la stabilit\u00e0 economica e politica, che crei le condizioni\u00a0 giuridiche per far si che tutto si realizzi, anche a scapito del precipitare di gran parte dei cittadini in condizioni precarie, anche a scapito di scardinare le istituzioni democratiche.<\/p>\n<p>E\u2019 contro questa opzione che la sinistra Italiana deve confrontarsi oggi.!!!<\/p>\n<p>Contro questo!!<\/p>\n<p>Nella sua prospettiva strategica di potere il neo liberismo ha purtroppo anche un progetto sociale, che tende ad ottenere una grande frammentazione della societ\u00e0, perch\u00e9 se una societ\u00e0 \u00e8 divisa i vari gruppi non riescono a formare nessuna aggregazione critica verso il potere vigente, e questa \u00e8 la formula migliore per non avere grosse preoccupazioni dal punto di vista politico.<\/p>\n<p>Una strategia che non viene solo applicata al mondo del lavoro dove si cerca di ottenere la massima divisione possibile, ma anche a tutta la societ\u00e0.<\/p>\n<p>Una societ\u00e0 cosi divisa pur ponendosi criticamente di fronte alle scelte di governo, non riuscir\u00e0 ad avere forza contrattuale significativa a causa proprio della sua frammentazione, non riuscir\u00e0 ad intraprendere lotte comuni, rivendicazioni collettive, e vedr\u00e0 cadere nel nulla la capacit\u00e0 di negoziazione per concludere qualunque patto sociale.<\/p>\n<p>E\u2019 quindi l\u2019obiettivo neppure tanto celato di fare a pezzi la societ\u00e0 e di rendere impossibile la maturazione di concetti maggioritari che la sinistra deve combattere, \u00e8 la costruzione di un progetto di divisione che sfocia anche in conflittualit\u00e0 interna nel mondo del lavoro uno dei punti sui quali la sinistra deve lavorare per contrastare tutto questo.<\/p>\n<p>E\u2019 in atto una strategia globale che tende a sfavorire l\u2019incontro di vari gruppi sociali convinti che le ideologie non siano finite.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che preoccupa in misura maggiore chi scrive al riguardo del tema in oggetto \u00e8 per\u00f2 il progetto politico neoliberista, che mira per poter applicare la propria ricetta ad avere uno Stato partecipante, e quindi consenziente all\u2019attivazione di uno sforzo mascherato ma progressivo di indebolimento e di eliminazione delle conquiste politiche di tutta la classe lavoratrice, per non parlare del tentativo di delegittimazione delle istituzioni repubblicane democratiche, viste come un impiccio e un ostacolo agli obiettivi da raggiungere.<\/p>\n<p>Il primo bombardamento alla Costituzione \u00e8 stato respinto dagli italiani nel dicembre 2016, ma altro sta bollendo nelle pentole del servilismo interessato, pentole sotto le quali va spento il fuoco, e questo \u00e8 il compito di una sinistra cosciente e responsabile, che torni ad ascoltare il rantolo delle periferie.<\/p>\n<p>Questo progetto liberista palesemente di stampo autoritario, auspica di conseguenza due cose : da una parte uno Stato minimo per difendere gli interessi dei lavoratori non potendo esimersi dal farlo senza suscitare malcontenti violenti, dall\u2019altra parte uno Stato forte in grado di imporre tutto ci\u00f2 che vuole restando nelle regole democratiche del voto a maggioranza istituzionale.<\/p>\n<p>Il pensiero conservatore, che la societ\u00e0 che si riconosce nella sinistra osteggia, ha come punto centrale non la governabilit\u00e0 dei paese, ma la governabilit\u00e0 delle democrazie che governano i paesi.<\/p>\n<p>Il problema del conservatorismo liberista \u00a0\u00e8 il raggiungimento della compatibilit\u00e0 tra istituzioni democratiche che potremmo definire borghesi e i risultati economici da raggiungere, risultati che creerebbero crescente disuguaglianza e favorirebbero soltanto una piccola percentuale della popolazione, in perfetto stile fascista.<\/p>\n<p>Ma siccome gli Stati che abbracciano il progetto neoliberista in generale non possono rischiare che una consultazione democratica prenda strade non volute, tendono a rafforzare ogni loro potere proprio impegnandosi affinch\u00e9 la maggioranza non prenda atto della propria consistenza numerica, dato che va mantenuta in facciata una ritualit\u00e0 non cancellabile come le elezioni libere, il pluripartitismo, ecc, ma raggiunge questo scopo proprio con il controllo di ogni forma di comunicazione.<\/p>\n<p>E\u2019 quindi non valutabile numericamente l\u2019influenza che tali mezzi possono esercitare sull\u2019opinione pubblica, e non valutabile psichicamente la distorsione dei pensieri che restano ingabbiati senza vedere uscita.<\/p>\n<p>La canalizzazione del pensiero che svia da ogni possibile studio evita qualsiasi analisi di idee che prendendo lucidamente coscienza potrebbero contrapporsi e prendere forma, aggregarsi a tal punto da sovvertire con il voto elettorale la stabilit\u00e0 del potere.<\/p>\n<p>E\u2019 una specie di tentativo di addomesticamento delle greggi con il controllo dei mezzi per costruire il consenso necessario, per trasformare la politica in un mercato di idee, per condurre il cittadino reso inconscio verso i partiti in grado di salvaguardare interessi precisi.<\/p>\n<p>Appare dunque chiaro a chiunque che il libero mercato applicato come \u00e8 applicato oggi senza regole definite, senza tutela sociale non porta come si vuole far credere alla libera opinione e al benessere generalizzato ed equamente distribuito.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la spiegazione per cui i partiti politici pi\u00f9 conservatori, scomparsi e riapparsi sotto diverse sigle, diventati strenui difensori di una minima parte della popolazione, siano riusciti a diventare quantitativamente partiti \u201cdi massa\u201d, e si spiega cos\u00ec il perch\u00e9 del loro consenso trovato anche in Italia negli strati della popolazione che con opulenza e ricchezza sfrenata hanno nulla a che spartire.<\/p>\n<p>Il compito del pensiero socialista \u00e8 proprio quello di contrapporsi a tutto questo, e lo potr\u00e0 fare solo plasmandosi alla nuova forma societaria, facendo propri i mezzi a disposizione, utilizzandoli per informare correttamente, per portare conoscenza, per tutelare le classi pi\u00f9 deboli oggi in crescita esponenziale, renderle coscienti che un\u2019altra societ\u00e0 \u00e8 possibile.<\/p>\n<p>Il progetto ideologico del neoliberismo di oggi, punta invece ad evidenziare il fallimento del socialismo, l\u2019esaurimento dei modelli di uno Stato bollato come benefattore e non come tutelatore di pari opportunit\u00e0, contrapponendo la potenzialit\u00e0 del capitalismo, dell\u2019impresa privata e del mercato libero deregolato come unici mezzi per la crescita economica.<\/p>\n<p>Con questo pensiero si cerca di convincere il mondo che non esiste alternativa alla soluzione capitalistica neoliberista dove \u00e8 soltanto il potere economico a poter rendere dinamiche le imprese fonte di modernizzazione permanente e benefica per tutti, si demonizza lo Stato con il concetto che tutto ci\u00f2 ad esso legato sia inefficiente, burocratico, corrotto, una struttura da privatizzare completamente, la persona non deve valere pi\u00f9 per quello che \u00e8 ma per quello che possiede, si sottolinea la morte del socialismo, si disarma ideologicamente il mondo del lavoro manuale e intellettuale utilizzando la flessibilit\u00e0 e trasformandola in precariet\u00e0 permanente.<\/p>\n<p>Lo Stato come azienda \u00e8 un concetto improponibile.<\/p>\n<p>A questo progetto tutto il movimento socialista mondiale, ma soprattutto italiano per guardare al nostro specifico, \u00a0deve opporsi con una formazione culturale che metta chiunque in grado di fare le proprie valutazioni, le proprie scelte, affinch\u00e9 ognuno di noi sia in grado di formarsi il proprio percorso ideologico senza forzature, con convinzione, con un\u2019informazione completa ed esaustiva, partendo dall\u2019aggregazione sociale, dalla discussione all\u2019interno dei movimenti dei cittadini, nelle associazioni, nella scuola che \u00e8 il luogo dove una concezione sbagliata pu\u00f2 trasformarsi in convinzione irreversibile.<\/p>\n<p>Il disagio palpabile che avvertiamo noi in Italia, le nostre paure\u00a0 di oggi, le nostre angosce sul domani, non sono leggende metropolitane, sono fatti reali, ma da questo stato per\u00f2 possono trasformarsi in grande forza di rinnovamento sociale e democratico, basta sforzarsi di capire il passato e da l\u00ec costruire il futuro.<\/p>\n<p>Un passaggio da costruire con umilt\u00e0 e impegno, senza fughe in avanti, ma in un insieme collettivo di riscatto.<\/p>\n<p>Officine Putilov\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Domenico Maglio<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div 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