﻿{"id":195,"date":"2017-09-18T17:40:13","date_gmt":"2017-09-18T17:40:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.officineputilov.it\/?p=195"},"modified":"2017-09-18T17:40:13","modified_gmt":"2017-09-18T17:40:13","slug":"rivoluzione-e-socialdemocrazia-la-sinistra-ha-smarrito-la-sua-cultura-unitaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pennati.net\/officineputilov\/rivoluzione-e-socialdemocrazia-la-sinistra-ha-smarrito-la-sua-cultura-unitaria\/","title":{"rendered":"Rivoluzione e socialdemocrazia  &#8211; La sinistra ha smarrito la sua cultura unitaria"},"content":{"rendered":"<p><em>Mai come oggi parole come queste trovano attualit\u00e0 storica nel mondo e in Italia soprattutto, dove la fine del millennio con la nascita di forze politiche sempre pi\u00f9 frammentate ci dice a chiare lettere che \u00e8 un\u2019utopia poter anche soltanto immaginare di arrivare a governare un qualsiasi paese del mondo attraverso movimenti come quelli francesi del 1789 o come quelli russi del 1917. <\/em><\/p>\n<p><em>Ne tanto meno \u00e8 pensabile governare oggi un paese come il nostro con posizioni di estrema radicalit\u00e0 anche se in realt\u00e0 la situazione sociale porterebbe spesso all\u2019auspicio tautologico di un rivoluzionarismo liberatore.<\/em><\/p>\n<p><em>La crescita intellettuale di molte generazioni di uomini e di donne trova , o meglio dovrebbe trovare, invece risposte nuove ai mutamenti nazionali e internazionali nell\u2019azione riformista della sinistra, un\u2019idea antica, amata e osteggiata, un idea intesa non soltanto come un riequilibrio delle disuguaglianze, ma anche come una forma democratica di partecipazione tangibile volta alla gestione della cosa pubblica, sia che appartenga alla sfera del diritto istituzionale che al mondo meno complesso della cosa materiale.<\/em><\/p>\n<p><em>E\u2019 costume attuale nella vita politica e sociale<\/em><em> rispecchiare il rivoluzionario di ieri nel radicale di oggi, ma non \u00e8 un concetto pienamente condivisibile, \u00e8 un paragone sbagliato e improponibile, \u00e8 una comparazione di tipo semplicistico che non trova nella realt\u00e0 delle azioni compiute o spesso non compiute ma solo desiderate alcun riscontro storico.<\/em><\/p>\n<p><em>E\u2019 pi\u00f9 plausibile invece ipotizzare che i grandi cambiamenti che stanno gi\u00e0 avvenendo e che avverranno in un futuro prossimo saranno generati dalle crisi che si apriranno sempre pi\u00f9 in modo palese e distruttivo nella societ\u00e0 devastata dalla globalizzazione del neoliberismo sfrenato.<\/em><\/p>\n<p><em>Questo processo \u00e8 gi\u00e0 in cammino, non solo in Italia.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0Il Liberismo \u00e8 l\u2019arma primaria del capitalismo estremo, che non tiene in considerazione alcuna neppure le pi\u00f9 elementari forme di tutela delle popolazioni, sia che appartengano al terzo mondo, sia che appartengano al mondo occidentale pi\u00f9 avanzato.<\/em><\/p>\n<p><em>A tutto questo \u00e8 senz\u2019altro necessario contrapporre un movimento democratico che\u00a0 freni tali effetti distruttivi, un qualcosa che li domini o che almeno ci provi, che li possa guidare, incanalare, controllare, ma \u00e8 altrettanto vero che si \u00e8 consapevoli del fatto che non saranno le fratture sociali e politiche che realizzeranno gli ideali del Socialismo, ideali di giustizia sociale e di uguaglianza che non sono affatto crollati con la crisi politica e il conseguente sfaldamento dei paesi dell\u2019Est.<\/em><\/p>\n<p><em>Per contro \u00e8 indubbio che nel XXI secolo la sinistra internazionale nel suo complesso, e quindi anche la sinistra che si agita in Italia, non si trova nelle condizioni migliori per affrontare le grandi sfide che risultano proposte dall\u2019egemonia del neoliberismo applicato nella forma pi\u00f9 sregolata, un movimento subliminale applicato in modo consapevole o inconscio ma che ha trovato terreno fertile a causa della mancanza di un freno oppositivo e di politiche concrete di regolazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Possiamo per\u00f2 affermare che la stessa sinistra internazionale e in particolare\u00a0 quella italiana \u00e8 in una fase strategica e programmatica che cerca affannosamente un nuovo inizio, \u00e8 ad uno stato embrionale un p\u00f2 confuso, e storicamente, al proprio interno largo e diffuso trova perplessit\u00e0 e dibattito, una sinistra generalmente accusata di aver poco da offrire, un\u2019accusa ingiustificata ma che potrebbe trovare fondamento anche a causa di lacune culturali e intellettuali sullo studio del rinnovamento globale.<\/em><\/p>\n<p><em>La sinistra se tale vuole essere e governare i grandi processi politici ed economici italiani e dire la sua in quelli mondiali deve proporre per ci\u00f2 che \u00e8 possibile fare, e non lanciarsi in improponibili progetti utopistici.<\/em><\/p>\n<p><em>Queste lacune sembrano in parte anche dovute all\u2019ancoraggio su opzioni adeguate forse a modelli non pi\u00f9 riproponibili oggi.<\/em><\/p>\n<p><em>Alla piazza sede di discussione popolare si \u00e8 andata sostituendo una fase mediatica non ancora a disposizione di ognuno nella sua forma pi\u00f9 libera, basti pensare all\u2019approccio con le nuove rivoluzioni informatiche e di comunicazione che ci vedono un passo indietro rispetto all\u2019impatto comunicativo che le classi dominanti impongono, l\u2019esempio pi\u00f9 calzante potremmo forse trovarlo in Brasile, dove la maggior parte dell\u2019elettorato della destra (60% dei consensi) era prima rappresentato dalle classi pi\u00f9 povere, esenti dal pasteggiare giornalmente\u00a0 ma abbondantemente saziate di comunicazione incanalante e settariamente falsa, ma convincente.<\/em><\/p>\n<p><em>Tali effetti in Italia li abbiamo potuti vivere dal 2001 in poi, e li stiamo vivendo ancora dopo anni, nel nostro paese dove grandi campagne mediatiche sono riuscite a far passare progetti e proposte che come si \u00e8 visto si sono dimostrati deleterio per la societ\u00e0 italiana nel suo complesso, pur essendo il nostro stato di benessere di livello per il momento superiore a quello latino-americano citato prima.<\/em><\/p>\n<p><em>E\u2019 quindi irrinunciabile per la sinistra italiana una riorganizzazione politica, culturale e anche materiale che le consenta di affrontare in modo appropriato le grandi sfide del millennio appena iniziato, a cominciare dalla ricerca di progetti comuni che nascano da un percorso unitario di idee e di persone, di metodo di lavoro, una ricerca di contatto proficuo con la popolazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Per poter ottemperare all\u2019esigenza di una progettualit\u00e0 che guardi all\u2019ideale del Socialismo come noi ci proponiamo e auspichiamo, \u00e8 per\u00f2 necessario capire le ragioni che ci impongono oggi di intraprendere un percorso unitario che deve trovare la celerit\u00e0 necessaria.<\/em><\/p>\n<p><em>Sono le ragioni della sinistra che devono trovare una sintesi in idee radicate nei nostri tempi politici, diventando opportunit\u00e0 di guida sociale e istituzionale, come quelle che hanno visto crescere negli anni la sinistra diventata \u201c sinistra di sostanza\u201d, una sinistra che ha maturato con successo esperienze amministrative ad ogni livello, distraendosi per\u00f2 troppo dalla coltivazione di quei valori fondanti del suo essere. <\/em><\/p>\n<p><em>La mancanza di una cultura unitaria che sintetizzi valori e progetti \u00e8 una lacuna che a sinistra va colmata con un percorso culturale e ideologico, che non pu\u00f2 certo consumarsi in un dibattito congressuale di pochi giorni, o con lancio di manifesti programmatici utili solo a ricompattare pochi adepti.<\/em><\/p>\n<p><em>Serve un percorso che affronti i nuovi problemi sorti dall\u2019evolversi irrefrenabile del mondo, problemi di carattere sociale, politico, umano, ambientale, come non citare per esempio le grandi scoperte tecnico scientifiche e i loro effetti sui processi produttivi, sulla ricerca, come non citare l\u2019imposizione del neoliberismo in forma egemonica fautore di enormi fortune per pochi a scapito di molti, il ruolo del debito estero nella subordinazione del Terzo Mondo agli interessi delle grandi potenze.<\/em><\/p>\n<p><em>E ancora non va dimenticata la questione della fame che pur non guadagnando le prime pagine dei giornali miete con un colpo di falce migliaia e migliaia esseri umani ogni giorno per la maggior parte bambini, il problema dei conflitti armati che distruggono con le armi pi\u00f9 sofisticate intere generazioni, o ancora come dimenticare il ruolo sempre pi\u00f9 preponderante acquisito dai mezzi di comunicazione di massa con la incontrollata pericolosit\u00e0 psichica di gestori irresponsabili, e come tralasciare il pressante pensiero sulla crescente globalizzazione dell\u2019economia, sospinta da un vento senza regole verso la sua via delle Indie, verso il suo nuovo mondo dell\u2019arricchimento sfrenato.<\/em><\/p>\n<p><em>Una societ\u00e0 planetaria che sta evolvendo pi\u00f9 velocemente del pensiero, una societ\u00e0 formata da donne e uomini che per\u00f2 avverte il disagio e che chiede risposte tutelative, un grido di aiuto che nessuno sembra ascoltare.<\/em><\/p>\n<p><em>Effettivamente oggi noi viviamo nel periodo delle rivoluzioni informatiche, nuove tecnologie che spaziano dalle microbiologie alle telecomunicazioni satellitari, computer che elaborano dati e informazioni sono oramai strumenti comuni di lavoro e anche di svago, si potenziano le possibilit\u00e0 di calcolo facendo progredire le scoperte<\/em><em> scientifiche dalla biotecnologia all\u2019ingegneria genetica, aprendo dibattiti tra convinti assertori di queste politiche innovative e gli scettici che vorrebbero vedere il grano crescere nei campi e non in un laboratorio.<\/em><\/p>\n<p><em>Si pu\u00f2 quindi affermare che queste nuove evoluzioni informatiche e comunicative divenute essenziali per il nostro vivere e per il nostro lavorare, hanno a poco a poco alterato l\u2019ordine del mondo, indirizzandone il futuro dove persone divise da un oceano possono vedersi e comunicare semplicemente premendo un tasto, dove per la prima volta viene trasmessa in diretta la pi\u00f9 grande delle tragedie dell\u2019uomo : la guerra.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><em>La comunicazione ha sostituito le piazze nel pubblico confronto dialettico e nella battaglia politica, internet per fare un esempio \u00e8 diventato un formidabile mezzo per comunicare rendendo la presa di distanza critica molto complicata per chi legge e a sua volta dice la sua.<\/em><\/p>\n<p><em>Un veicolo potentissimo che per contro fa molto spesso crescere anche odio.<\/em><\/p>\n<p><em>E\u2019 vera anche la considerazione che questo potente mezzo di comunicazione di massa ha il controllo sempre pi\u00f9 ristretto in un sempre minor numero di persone che manipolano l\u2019informazione in funzione delle classi dominanti ben sapendo che il messaggio arriva oggi anche agli strati pi\u00f9 poveri, facilmente condizionabili.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma per fortuna \u00e8 anche vero che questi nuovi orizzonti innovativi che si sono spalancati sul pianeta si accompagnano ad una diffusione di massa di fatti economici e sociali non mimetizzabili, fatti che creano un malessere generalizzato nei recettori, un malessere fatto di periodi angosciosi di guerra, di violenza fisica e morale, periodi pieni di confusione e incertezza, che fanno prendere coscienza della vera realt\u00e0, innescando ragionamenti e pensieri in larghi strati della popolazione che si scopre cos\u00ec capace di recepire anche un messaggio solidale, di presa di coscienza, di rifiuto, l\u2019esatto contrario della concezione subliminale del \u201ctutto bene\u201d che si voleva far passare. <\/em><\/p>\n<p><em>Ricordo per esempio anni fa che si cercava di convincere la gente che il conflitto Iracheno era risolto, si magnificava il funzionamento dei semafori stradali mesopotamici, mentre le immagini da tutto il mondo trasmettevano negli schermi dei PC presenti nelle case distruzione e sangue quotidiano di giovani soldati e civili.<\/em><\/p>\n<p><em>Il vantaggio \u00e8 quindi che non \u00e8 pi\u00f9 possibile nascondere la verit\u00e0 e questo \u00e8 anche uno dei motivi per cui la politica arrogante \u00e8 in difficolt\u00e0 di consenso non potendo occultare i fatti.<\/em><\/p>\n<p><em>La domanda che la sinistra si deve porre in una sintetica generalizzazione potrebbe essere la seguente :<\/em><\/p>\n<p><em>E\u2019 possibile ristabilire le condizioni democratiche, in ogni campo sociale, istituzionale, economico, politico, lavorativo, comunicativo, condizioni necessarie per costruire nuove prospettive di sviluppo sostenibile e di equit\u00e0 sociale ? <\/em><\/p>\n<p><em>E\u2019 possibile senz\u2019altro. Ed \u00e8 una delle possibilit\u00e0 dell\u2019intelletto umano, e si potr\u00e0 concretizzare se verranno affrontati i grandi temi con uno sforzo comune di studio della realt\u00e0 sociale, un approfondimento critico, onesto, che colga i lati positivi e faccia tesoro di ogni possibile\u00a0 deviazione disastrosa. <\/em><\/p>\n<p><em>E sar\u00e0 in questo capire il mondo che i popoli si metteranno veramente in cammino verso un nuovo sorgere del sole, un sole dell\u2019avvenire che richiama antiche nostalgie in qualcuno, ma che rischiari un orizzonte nuovo e veramente libero, onesto, radicandosi\u00a0 nell\u2019unit\u00e0 che tutta la sinistra che guarda agli ideali mai morti del Socialismo pu\u00f2 costruire.<\/em><\/p>\n<p><em>Per farlo serve una volont\u00e0 che ad oggi sembra lontana.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Mai come oggi parole come queste trovano attualit\u00e0 storica nel mondo e in Italia soprattutto, dove la fine del millennio con la nascita di forze politiche sempre pi\u00f9 frammentate ci dice a chiare lettere che <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.pennati.net\/officineputilov\/rivoluzione-e-socialdemocrazia-la-sinistra-ha-smarrito-la-sua-cultura-unitaria\/\" title=\"Rivoluzione e socialdemocrazia  &#8211; 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