﻿{"id":205,"date":"2017-10-16T12:01:38","date_gmt":"2017-10-16T12:01:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.officineputilov.it\/?p=205"},"modified":"2017-10-16T12:01:38","modified_gmt":"2017-10-16T12:01:38","slug":"la-discussione-italiana-a-sinistra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pennati.net\/officineputilov\/la-discussione-italiana-a-sinistra\/","title":{"rendered":"la discussione italiana a sinistra"},"content":{"rendered":"<p><em>Cercare di capire a fondo che cosa sia oggi la sinistra, il socialismo, come raggiungerlo o almeno avvicinarsi ad esso, \u00e8 tema pi\u00f9 complesso di quanto possa apparire.<\/em><\/p>\n<p><em>Non basta l\u2019enunciazione della difesa della classe lavoratrice o la difesa della laicit\u00e0 di uno stato per definirsi tale, socialismo non \u00e8 solo questo, \u00e8 molto di pi\u00f9.<\/em><\/p>\n<p><em>Bisogna comprendere se l\u2019azione politica che svolgiamo, o che ci si appresta a svolgere, \u00a0agisce all\u2019interno di questa perimetrazione ideologica.<\/em><\/p>\n<p><em>Dobbiamo capire se il pensiero che ci anima e che guida i nostri comportamenti sia coerente all\u2019idea, valutare se i nostri pensieri sui grandi temi della societ\u00e0 e del mondo nascono dalla spontaneit\u00e0 dell\u2019animo, senza essere soggiogati anche indirettamente da un indottrinamento di tipo subliminale o palese.<\/em><\/p>\n<p><em>Pu\u00f2 capitare quindi che chi si definisce di sinistra, socialista, scopra nei suoi modi di agire di non avere nulla a che fare con il socialismo, ma non vuole recidere il legame che lo ha contraddistinto per lungo tempo.<\/em><\/p>\n<p><em>Pu\u00f2 viceversa capitare altres\u00ec che chi \u00e8 ostile all\u2019idea socialista scopra invece di essere appieno dentro quella cultura che apertamente osteggia,\u00a0 un caso molto raro ma possibile.<\/em><\/p>\n<p><em>In entrambi i casi a parte rare eccezioni, non ci sar\u00e0 alcun ripensamento, nessuna autocritica, ma verr\u00e0 accettata la situazione consolidata nel tempo cercando di smussare quelle linee che appaiono palesemente ostili al movimento al quale si appartiene e dentro al quale si agisce.<\/em><\/p>\n<p><em>Questo avviene spesso perch\u00e9 ammettere di avere maturato un\u2019idea diversa, anzi opposta potrebbe far perdere quella visibilit\u00e0 e quel riconoscimento nella societ\u00e0 oramai radicato nel pensiero corrente di una comunit\u00e0 o di un elettorato, alimentando in modo masochistico sfiducia e dubbi nella ricerca del consenso.<\/em><\/p>\n<p><em>Spesso si innesca il processo inverso, cio\u00e8 prima viene l\u2019appartenenza ad uno schieramento politico di destra o di sinistra, vuoi per influenze familiari, vuoi per l\u2019ambiente dove si cresce, dove si studia o si lavora e poi matura l\u2019analisi critica dei fatti del mondo, della natura umana, dei diritti inalienabili dell\u2019uomo.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0Ed \u00e8 proprio qui, a questo punto della propria esistenza, che ognuno tira le somme delle esperienze vissute e pu\u00f2 scoprire il proprio sbaglio o trovare la conferma alle proprie idee.<\/em><\/p>\n<p><em>Cos\u00ec come una volta accertata la propria appartenenza politica pu\u00f2 capitare che il movimento o il partito politico di riferimento decida di seguire strade diverse da quelle originarie, come \u00e8 successo in questi primi anni del nuovo secolo dove una forza politica che avrebbe dovuto essere unitaria ha invece provocato laceranti e difficilmente recuperabili divisioni nel campo progressista della sinistra italiana.<\/em><\/p>\n<p><em>Questo succede sia perch\u00e9 legittimamente quel partito o movimento politico matura l\u2019idea di cambiamento radicale sconfessando le proprie promesse, oppure per opportunismo, o ancora perch\u00e9 inconsciamente sbaglia pur nella convinzione di essere nel giusto.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma sia l\u2019esattezza del cambiamento che l\u2019errata valutazione dello stesso saranno giudicati solo dal lungo tempo della politica, e capita che chi non si riconosce nei cambiamenti prospettati decida di abbandonare la via primaria che lo ha contraddistinto, vuoi per coerenza alle proprie convinzioni, vuoi per aver maturato la certezza che il cambiamento del paese verso politiche pi\u00f9 giuste sia perseguibile e realizzabile con altri progetti.<\/em><\/p>\n<p><em>Purtroppo le cronache raccontano molto spesso che il cambiamento di posizione non deriva da attente valutazioni ma da opportunismo \u00a0e conseguente o auspicato arricchimento personale.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma al di la ditali valutazioni una cosa comunque \u00e8 certa : per essere di sinistra, per essere dentro l\u2019ideale del socialismo, non basta agire da tale ma bisogna pensare come pensa il socialismo, bisogna esserne convinti.<\/em><\/p>\n<p><em>E\u2019 un p\u00f2 come parlare una lingua straniera, la conosci, ti capiscono e tu capisci, ma ne hai la padronanza soltanto quando inizi anche a pensare in quel modo.<\/em><\/p>\n<p><em>La convinzione di costruire il bene collettivo, non \u00e8 una particolarit\u00e0 che pu\u00f2 essere misurata ne pu\u00f2 essere in qualche modo legiferata, \u00e8 un qualcosa che o si ha dentro o non la si ha.<\/em><\/p>\n<p><em>Potremmo quindi porci a sinistra la domanda : ma io lo sono veramente? Ho queste cose dentro di me?<\/em><\/p>\n<p><em>Che cosa sia il socialismo \u00e8 quindi la domanda complicatissima che ha sempre tormentato coloro che al socialismo si richiamano, dai rivoluzionari ai riformisti, dal socialisti liberali ai socialdemocratici, ed \u00e8 a partire dagli albori dei primi movimenti fino ad arrivare ai giorni nostri, che si \u00e8 accesa una discussione politica profonda sul tema, dove ognuno ha la certezza della propria verit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Analizzando per quanto possibile la storia per\u00f2 non vanno elusi alcuni tratti fondamentali che possono aiutare a dare qualche risposta, non definitiva certo, ma danno lo spunto per capire ci\u00f2 che si \u00e8 succeduto nell\u2019ampio e sfaccettato mondo socialista e della sinistra tutta durante i suoi 150 e pi\u00f9 anni di storia, e possono dare un quadro pi\u00f9 reale per il posizionamento del pensiero politico di questo grande movimento che ha coinvolto \u00a0e sconvolto l\u2019umanit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Molte sono le questioni sulle quali poter focalizzare i processi che si sono sovrapposti, soprattutto mettendo a fuoco l\u2019attenzione su quei paesi, come il nostro con l\u2019oscuro periodo portato dal regime fascista, o come la Spagna con il franchismo, o ancora come la Germania con la tragedia del nazismo, quindi quei paesi dove maggiore \u00e8 stata l\u2019influenza di regimi dittatoriali, nei quali l\u2019impronta della sinistra, del socialismo ha lasciato comunque tracce profonde.<\/em><\/p>\n<p><em>La prima questione si potrebbe classificare come teoria ed ha prodotto interi fiumi di inchiostro in letteratura, cercando un significato adeguato al termine \u201csocialismo\u201d, un gigantesco sforzo intellettuale e culturale tradottosi in voluminosi trattati enciclopedici, mai veramente\u00a0 completati e che si aggiornano in continuazione visto che il socialismo si \u00e8 costantemente adattato alla realt\u00e0, e io credo che l\u2019ideale di sinistra, socialista, continuer\u00e0 a farlo durante il suo cammino, pur con alti e bassi, sbandamenti e certezze, successi e delusioni.<\/em><\/p>\n<p><em>Un\u2019altra questione riguarda la sfera politica, perch\u00e9 l\u2019ideologia socialista tende a governare quando pu\u00f2 o indirizzare le strategie, i disegni sociali e gli obiettivi dei partiti che vi fanno riferimento, ne definisce il programma nelle sue linee fondamentali e guida quando riesce l&#8217;azione di governo, ma \u00e8 anche oggetto di contrasti di opinioni interne a ciascun partito, controversie tra i militanti, tra gli elettori, conflitti che nascono principalmente dalla discussione che si pone sul piano ideologico e su quello culturale, ma anche per rivalit\u00e0 di potere non sempre comprensibili.<\/em><\/p>\n<p><em>Altro passo fondamentale riguarda l\u2019identit\u00e0, dato che il socialismo \u00e8 un movimento che abbraccia il mondo del lavoro in ogni sfaccettatura, il mondo intellettuale, dell\u2019arte, della cultura, del welfare, anche se si vuole di una parte di imprenditoria sana,\u00a0 della cooperazione, ed \u00e8 in grado di\u00a0 trasmettere un significato concettuale molto stretto all\u2019esistenza dei suoi militanti, dei suoi simpatizzanti, definendone in modo collettivo tutta l\u2019azione che viene esercitata dalla sinistra.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma stabilire se la sinistra sia ci\u00f2 che sostiene di essere, o\u00a0 se persegue gli obiettivi che si pone potrebbe rivelarsi piuttosto complesso e fuorviante nella riflessione, rischiando alimentare confusione anzich\u00e9 provare a dipanare dubbi, contraddicendo le parole di Norberto Bobbio \u201c la sinistra deve fomentare dubbi e non dare certezze\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>Meglio \u00e8 provare a costruire un esposizione sulla natura del socialismo, evitando di postularne l&#8217;omogeneit\u00e0 e schivando per quanto possibile l\u2019iscrizione negli elenchi di coloro che indicano le cose da fare e promuovono passaggi ineludibili e obbligati, surfando incomprensibilmente sulle onde della demogogia.<\/em><\/p>\n<p><em>Appare quindi, senza dubbio alcuno, molto pi\u00f9 ragionevole esaminare l\u2019evoluzione storica della sinistra e del socialismo anche senza arretrare troppo nel tempo ma restando nell\u2019immediata semi attualit\u00e0 di fine anni \u201980, perch\u00e9 proprio in questo periodo e fino ad arrivare ad oggi, ha preso forma una profonda destabilizzazione del sistema politico italiano, e in generale hanno iniziato a scricchiolare tutte quelle componenti sociali che erano state le principali certezze del XX\u00b0 secolo, per raggiungere le quali tanta sofferenza era stata spesa.<\/em><\/p>\n<p><em>Prendiamo il 1989, l\u2019anno in cui il comunismo, sia esso ortodosso o riformatore, segna il suo fallimento storico, anche se per la verit\u00e0 la sua debolezza iniziava palesemente a mostrarsi indebolendosi gi\u00e0 nel periodo immediatamente precedente, ma tra la fine degli anni \u201980 e i primi anni del 1990 subisce una clamorosa e definitiva sconfitta ed entra definitivamente sulla via della dissoluzione aiutata dalla crisi dell\u2019Unione Sovietica, con un tardivo tentativo riformatore di Gorbaciov, il successivo tentato golpe, l\u2019epoca dissolutoria di Eltsin fino ad arrivare ai giorni nostri.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma la sinistra pur governando in quegli anni molti paesi in Europa entra in crisi comunque e per ragioni diverse anche il socialismo democratico, pur non avendo nulla che fare con l\u2019idea totalitaria della Russia staliniana, l\u2019iniziale flebile legame con il socialismo reale era gi\u00e0 stato reciso ben prima degli strappi berlingueriani, e si era costruita come detto con alterni successi nell&#8217;Europa occidentale la strada social democratica della politica di governo.<\/em><\/p>\n<p><em>Il socialismo e la sinistra assumevano quindi forme diverse, con andamenti cronologici variabili e procedimenti mutevoli da un paese all\u2019altro, con alleanze elettorali adattate al periodo storico da amministrare, molte incomprensibili, dove i principali partiti della sinistra alla ricerca di nuova storia e i partiti socialisti, una volta perfezionato il progetto originario con la rinuncia alla rivoluzione, alla socializzazione dei mezzi di produzione e alla centralit\u00e0 della classe operaia, contribuiscono in modo decisivo anche se non esclusivo, al rafforzamento della democrazia, alla costruzione di un potente stato sociale che in pratica muta definitivamente l\u2019aspetto sociale complessivo non solo nei paesi dove ha responsabilit\u00e0 di governo ma anche nell&#8217; Europa, post\u00a0 seconda guerra mondiale e sulla strada della conclusione della guerra fredda.<\/em><\/p>\n<p><em>La funzione del socialismo comunque declinato nell\u2019emancipazione sociale diviene quindi determinante ma quelle formidabili conquiste vengono per\u00f2 contrassegnate da processi contraddittori, basta ricordare che la precarizzazione del lavoro che oggi ci attanaglia parte da quel periodi li, con le sinistre, o sedicenti tali, \u00a0al governo.<\/em><\/p>\n<p><em>Da una parte, il successo crescente e il consenso riscosso presso l&#8217;opinione pubblica riesce a coinvolgere anche una importante parte sia del mondo centrista cattolico che della destra pi\u00f9 moderata, ma incomprensibilmente questa fase anzich\u00e9 rafforzare devitalizza il socialismo che si impregna di idee lontane dai propri principi fondativi.<\/em><\/p>\n<p><em>Dall\u2019altra parte i pilastri dello stato sociale, del Welfare, faticosamente conquistati vengono destabilizzati dalla nascente idea della globalizzazione, aiutata da un&#8217;Unione Europea sempre pi\u00f9 incline alla deregulation dei mercati, dall&#8217;affermarsi del pensiero liberista, della necessit\u00e0 delle multinazionali, dalle trasformazioni subentrate nelle societ\u00e0 post industriali, che presentano caratteri sempre pi\u00f9 individualisti e poco inclini alle cooperazioni.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutte queste trasformazioni danno vita a molte rivendicazioni e non solo da parte degli attori classici\u00a0 rappresentati dai lavoratori dipendenti, dalle confederazioni sindacali, dal mondo intellettuale, dal mondo delle professioni ma anche da tutti quei nuovi soggetti che approdano in massa alla sfera pubblica come le donne, come gli immigrati, gli ecologisti, come coloro che in misura sempre pi\u00f9 preoccupante e crescente fanno parte del mondo della disoccupazione o sono colpiti dalla precariet\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Masse di persone che al tempo stesso domandano pi\u00f9 protezione e meno stato, rispetto delle scelte individuali, uguaglianza e libert\u00e0, pi\u00f9 politica sociale e meno tasse, riconoscimento di diritti collettivi nuovi e inediti, chiedono anche,- con stupefacente contraddittoriet\u00e0, accettazione delle differenze e impennate autoritarie, apertura al vasto mondo e ripiegamento xenofobo, tolleranza verso l&#8217;altro e paura davanti all\u2019insicurezza.<\/em><\/p>\n<p><em>Ed \u00e8 qui che l\u2019assenza forte dello Stato emerge in modo esplosivo.<\/em><\/p>\n<p><em>Sono i primi germi avvelenati gettati sul terreno del disagio che provocher\u00e0 ci\u00f2 che si vede oggi, intolleranza, individualismo sfrenato, personalismo, xenofobia, ricerca di sicurezza a tutti i costi, giustizia fai da te, paura del diverso, ghettizzazione delle periferie, proliferare della corruzione imprenditoriale e istituzionale, distruzione dei diritti del lavoro, massacro della sanit\u00e0 e della scuola. ecc ecc<\/em><\/p>\n<p><em>Ne risulta di conseguenza che il welfare diventa non pi\u00f9 una rivendicazione esclusiva di una parte politica, non \u00e8 pi\u00f9 appannaggio soltanto della sinistra che nell\u2019ideale del \u00a0socialismo si riconosce, e neppure il Welfare stesso pu\u00f2 al contempo rimanere immutato e sente il bisogno di crescere e plasmarsi alle nuove esigenze sociali. <\/em><\/p>\n<p><em>Ma se queste trasformazioni hanno avuto e stanno avendo il merito di spingere verso un rafforzamento dell\u2019unit\u00e0 delle forze della sinistra in Europa per contrastare le distorsioni di un sistema neo liberista, al tempo stesso hanno accentuato le fratture interne alla protesta stessa, sottolineando ancora una volta le differenze tra le varie correnti di pensiero all\u2019interno del movimento socialista, ognuna delle quali rivendica l\u2019esattezza delle proprie scelte.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutto ci\u00f2 porter\u00e0 a meno di assunzioni di responsabilit\u00e0 ragionate ad un massacro istituzionale della sinistra difficile da recuperare nel breve periodo.<\/em><\/p>\n<p><em>La ricerca di unit\u00e0 che fa da collante e consolida le idee della sinistra sono l\u2019analisi del fatto che l&#8217;opposizione frontale e storica tra socialisti rivoluzionari e socialisti riformisti con il tempo ha tirato il freno a mano delle contrapposizioni attenuandosi notevolmente anche se non ancora scomparsa del tutto.<\/em><\/p>\n<p><em>D\u2019altronde le sue divisioni storiche oggetto attualmente di rivisitazione culturale, si sono ancor pi\u00f9 marcate con l&#8217;emergere di alcuni nuovi orientamenti che esprimono anch\u2019essi sensibilit\u00e0 diverse, e ognuna di queste posizioni vuole rispondere in modo differente alle nuove sfide,\u00a0 affrontando la destra in generale, gli schieramenti di centro destra e altri movimenti nati dalla spinta antipolitica,\u00a0 principalmente portatori dell\u2019idea che si richiama al populismo plebiscitario.<\/em><\/p>\n<p><em>Nella sinistra definita pi\u00f9 radicale, le formazioni politiche neocomuniste si collegano con una galassia di movimenti di protesta e con il mondo dell\u2019associazionismo pi\u00f9 intransigente, movimenti organizzati che rivendicano giusti diritti, osteggiando la globalizzazione nel suo sviluppo complessivo, e anche se in alcuni casi queste formazioni politiche fanno parte di coalizioni di governo la loro radicalit\u00e0 non si trova completamente d\u2019accordo con la linea tenuta dalla sinistra che alza le bandiere del socialismo.<\/em><\/p>\n<p><em>E\u2019 quindi evidente che qualcosa a sinistra non funziona ancora nell\u2019elaborazione della risoluzione delle esigenze sociali.<\/em><\/p>\n<p><em>La sinistra ha realizzato che \u00e8 inutile negare il sistema globalizzazione, lo ritiene una parte dell\u2019evoluzione della societ\u00e0 e dei mercati, \u00a0il suo scopo \u00e8 di cercare invece con azioni e decise politiche di governo la giusta organizzazione generale, cercando il modo di dominarla per indirizzare le disuguaglianze evidenti e le disparit\u00e0 portate dall\u2019estremo liberismo deregolato verso l\u2019equit\u00e0 sociale.<\/em><\/p>\n<p><em>E\u2019 una lotta difficilissima che necessiterebbe non divisioni a sinistra ma unit\u00e0 d\u2019intenti che ancora resta soltanto nelle parole.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa diversit\u00e0 di fondo porta alla discussione tra due culture perch\u00e9 la sinistra socialista pi\u00f9 conservatrice, da sempre molto diffidente verso il mercato e a volte critica verso alcuni atti compiuti dall\u2019Europa, afferma la necessit\u00e0 di tornare ad erigere le tavole della legge socialista, con il tutto Stato e la nazionalizzazione, una posizione questa che per\u00f2 potrebbe condurre a una deriva social nazionalista. <\/em><\/p>\n<p><em>La sinistra riformatrice al contrario cerca di aggiornarsi portando avanti la tradizione pi\u00f9 classica della linea politica fondativa, ad esempio con la tendenza ad annunciare livelli di tassazione progressivi, cercando di costruire uno stato moderno e appunto cercando una regolamentazione della globalizzazione e del mercato. <\/em><\/p>\n<p><em>Almeno \u00e8 questa la sensazione che si percepisce oggi in Italia.<\/em><\/p>\n<p><em>Altra posizione espressa dalla sinistra \u00e8 quella socialista liberale che ha come proposta politica il superamento dei confini classici del socialismo, con la limitazione degli interventi dello Stato, lo sfruttamento in modo equo di tutte le potenzialit\u00e0 offerte dal mercato, la ridefinizione dell&#8217;uguaglianza come concetto irrinunciabile per la sinistra, sottolineando il ruolo essenziale della libert\u00e0 e dell&#8217;individuo, accentuando l&#8217;importanza del problema della sicurezza, ma rimarcando la necessit\u00e0 di organizzare\u00a0 la solidariet\u00e0 e il sostegno ai pi\u00f9 indigenti.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutte le convergenze e le divergenze, le alleanze e gli scontri che nascono tra queste sensibilit\u00e0 interne al mondo socialista spesso si rivolgono anche a fasce di popolazione diverse, e nel loro insieme compongono il quadro di una sinistra estremamente frammentata, che appare confusa e non solo per il gran numero di partiti esistenti, per esempio in Francia i gruppi trotzkisti sono collocati\u00a0 nell&#8217;area della sinistra radicale, il partito comunista si pone a met\u00e0 tra quest&#8217;ultima e la sinistra conservatrice, il Partito Socialista comprende nei suoi ranghi tutte le sue correnti sopra descritte, tra le quali quella social-liberale \u00e8 per\u00f2 molto minoritaria, il risultato \u00e8 stato il crollo del socialismo transalpino, qualche segnale della sinistra radicale e l\u2019ascesa al potere di una nuova destra.<\/em><\/p>\n<p><em>Diverso il discorso della Gran Bretagna, dove sta nascendo e consolidandosi in modo sempre pi\u00f9 forte l\u2019idea socialista.<\/em><\/p>\n<p><em>In Italia, le formazioni politiche che si definiscono di sinistra sono spezzettate in mille rivoli, oscillano tra posizioni semi conservatrici e oltranziste, riformiste e radicali, in sintesi non esiste pi\u00f9 una forza numericamente consistente in grado di costruire consenso con programmi certi e decisi. <\/em><\/p>\n<p><em>Chi sceglie uno schieramento politico lo fa con la certezza della strada da seguire e con obiettivi certi, e non sulla base di astratte conclusioni o peggio ascoltando proclami demagogici su progetti irrealizzabili.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Domenico Maglio<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Cercare di capire a fondo che cosa sia oggi la sinistra, il socialismo, come raggiungerlo o almeno avvicinarsi ad esso, \u00e8 tema pi\u00f9 complesso di quanto possa apparire. 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