﻿{"id":31,"date":"2017-08-04T18:17:46","date_gmt":"2017-08-04T18:17:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.officineputilov.it\/?p=31"},"modified":"2017-08-04T18:17:46","modified_gmt":"2017-08-04T18:17:46","slug":"perche-officine-putilov","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pennati.net\/officineputilov\/perche-officine-putilov\/","title":{"rendered":"PERCHE&#8217; OFFICINE PUTILOV"},"content":{"rendered":"<p><em>DI DOMENICO MAGLIO<\/p>\n<p><em>Francamente devo riconoscere che prima di decidermi a buttar gi\u00f9 queste righe per iniziare il nostro percorso su \u201c Officine Putilov\u201d assieme a compagni che ben pi\u00f9 di me sono qualificati in merito, sono stato a lungo recalcitrante e riluttante a scrivere, proprio per il richiamo storico a uomini e donne che dettero vita ad uno sconvolgimento, politico e sociale, una scintilla che diede fuoco alle polveri del mondo nei primi vagiti di un \u2018900 che si sarebbe quanto mai rivelato complicato.<\/em><\/p>\n<p><em>Il nome \u201cOfficine Putilov\u201d si deve all\u2019intuizione, da noi tutti subito condivisa, del compagno Roberto Finessi, e mai nome potrebbe essere pi\u00f9 appropriato per chi come noi vuole provare a scuotere la pianta della sinistra italiana.<\/em><\/p>\n<p><em>In tutta onest\u00e0, ancora oggi, pur essendomi convinto ad esporre qualche idea, descrivere qualche proposta, lo scetticismo di non essere all\u2019altezza resta tutt\u2019ora per me il sentimento largamente dominante per due principali ragioni.<\/em><\/p>\n<p><em>La prima riguarda la consapevolezza di non padroneggiare un\u2019esposizione corretta dal punto di vista editoriale, che come si potr\u00e0 appurare risulter\u00e0 gravida del dilettantismo conseguente.<\/em><\/p>\n<p><em>La seconda ragione \u00e8 dettata dalla quasi certezza che soltanto personalit\u00e0 di primo piano del mondo politico e intellettuale ricevano ascolto per la divulgazione del\u00a0 loro pensiero.<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019auspicio \u00e8 di smentirle entrambe.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma rileggendo le pubblicazioni mai impolverate di Antonio Gramsci e ripercorrendo la storia di ci\u00f2 che \u00e8 stato il mio\u00a0 partito e di tutto il movimento socialista, l\u2019impulso a non rinunciare ad esprimere liberamente il proprio pensiero e il desiderio di impegnarsi con altri compagni con ogni mezzo per supportare le proprie idee, ha prevalso sulle legittime resistenze suffragate da possibili lacune culturali che in verit\u00e0 hanno spinto fino all\u2019ultimo momento per l\u2019abbandono di questa che pu\u00f2 considerarsi per me una vera e propria avventura corsara nell\u2019attuale mare agitato della politica italiana.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma come siamo arrivati fino alla situazione polverizzata della sinistra in Italia e non solo, ridotta a nicchie ininfluenti, senza peso elettorale, senza pi\u00f9 contatto con il suo popolo? <\/em><\/p>\n<p><em>Come abbiamo potuto permettere l\u2019appropriarsi di parole d\u2019ordine come \u201csinistra\u201d e \u201csocialismo\u201d a chi \u00e8 lontano galassie ideali da tali principi?<\/em><\/p>\n<p><em>Questo per me resta un mistero.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma devo dire con un minimo di speranza che con il trascorrere del tempo questo evento inspiegabile si sta lentamente dipanando, aprendo molti occhi, in Italia, in Europa e nel mondo.<\/em><\/p>\n<p><em>La missione di \u201cOfficine Putilov\u201d \u00e8 proprio questa, contribuire ad aprire gli occhi oramai troppo sofferenti di gran parte della societ\u00e0 pi\u00f9 debole e indifesa.<\/em><\/p>\n<p><em>Speriamo di farcela, ma di certo oltre al nostro servir\u00e0 l\u2019aiuto di tutti.<\/em><\/p>\n<p><em>La militanza di partito nella galassia della sinistra di chi scrive dura oramai da quarantatre anni, pochi per i pi\u00f9 anziani e molti per i pi\u00f9 giovani, una partecipazione attiva e sentita, passata attraverso le esaltazioni di un ragazzino che accompagnava il padre alla Sezione, orgoglioso di sentirsi chiamare \u201ccompagno\u201d, desideroso di ascoltare i pi\u00f9 grandi che esponevano programmi e linee politiche, anche se a volte non ben comprensibili ad una mente ancora immatura pur essendo cresciuto in una famiglia coinvolta e impegnata nell\u2019antifascismo militante.<\/em><\/p>\n<p><em>In seguito vivendo la commozione della prima volta al voto, l\u2019entusiasmo delle vittorie elettorali degli anni \u201970 e contemporaneamente la delusione, per quel qualcosa in pi\u00f9 che sempre mancava alle pur alte percentuali di consenso ottenute, quei voti mancanti complessivamente alla sinistra, che negavano la maggioranza parlamentare.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma altres\u00ec le esperienze vissute anche attraverso gli anni bui del terrorismo, con la veemente resistenza dell\u2019Italia democratica alla quale il movimento studentesco dava il suo contributo forte, pulito, sincero, ma non esente da rischi, dove l\u2019essere etichettato come \u201crosso\u201d poteva costarti caro, e non solo fisicamente come in effetti m accadde.<\/em><\/p>\n<p><em>E su quella scia gli attentati, le stragi degli anni di piombo ancora oggi vergognosamente irrisolte, l\u2019attacco al cuore dello Stato, e poi tangentopoli, il crollo del comunismo in Unione Sovietica e nei paesi dell\u2019Est, la svolta della Bolognina, e tutta la storia fino ad oggi che \u00e8 superfluo ripercorrere qui, una valanga di eventi dei quali ancora dopo tanti anni non si vede il punto di arresto.<\/em><\/p>\n<p><em>Alcune domande di allora comunque non mi hanno ancora restituito una risposta convincente, sia nella visione forzatamente immatura del ragazzino \u201ccompagno\u201d della vecchia sezione, ma anche nell\u2019uomo di oggi, in grado pi\u00f9 di ieri di valutare e approfondire gli avvenimenti politici. <\/em><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 in Italia non pu\u00f2 esistere un grande partito rappresentato da tutte le forze politiche di una moderna sinistra, democratica, non demagogica,non impolverata?<\/em><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 tutto il movimento che si richiama al socialismo, riformista o radicale, si \u00e8 cos\u00ec diviso e frammentato?<\/em><\/p>\n<p><em>Forse la risposta non arriver\u00e0 ancora, qualche appassionato matematico azzarda che forse sia giunto il momento della conta, c\u2019\u00e8 invece chi rappresenta le divisioni esistenti come muri invalicabili e azzarda altri legittimi ma alquanto incerti obiettivi, chi \u00e8 convinto al contrario che le diversit\u00e0 nate comunque da una stessa base iniziale siano arricchenti, se racchiuse in una discussione autocritica.<\/em><\/p>\n<p><em>Francamente chi scrive pensa che tutte le opinioni in merito a questo tema abbiano legittimit\u00e0, debbano essere mantenute in un contesto di pari dignit\u00e0, ma \u00e8 altres\u00ec convinto che alla base di tutto ci debba essere un sincero confronto, un progetto per il futuro, e soprattutto qualunque sar\u00e0 la strada che la sinistra italiana intraprender\u00e0, debba essere frutto di un coinvolgimento popolare collettivo, sentito e vero, cosa fondamentale che al momento non da segni di vita concreta.<\/em><\/p>\n<p><em>In questo \u201cOfficine Putilov\u201d si impegner\u00e0, con umilt\u00e0, senza arroganza, aperta ad ogni discussione e confronto.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma un\u2019altra sensazione \u00e8 sempre stata in me pi\u00f9 che mai viva e sentita nella crescita della mia generazione, piena di certezze e grandi speranze, ma anche di dubbi e apprensioni, ed era, ed \u00e8, la sensazione, il sentimento ma soprattutto la convinzione di essere sulla sponda giusta, di partecipare ad un grande impegno collettivo, l\u2019orgoglio di essere parte di una grande forza della sinistra, demoralizzata, delusa, nascosta nel sottobosco sociale , con radici profonde, con estesa rappresentanza nelle periferie abbandonate, dove si soffre la vita vera, dove il disagio si sente sulla pelle, un popolo dimenticato dalle luci mediatiche, distrutto nei diritti del lavoro, schiacciato e sbeffeggiato, stritolato nel frullatore fumoso della finanza internazionale per l\u2019interesse di gruppi di potere se non di singoli.<\/em><\/p>\n<p><em>Sarebbe infantile negare e nascondere, come fanno alcuni coetanei in un esercizio non credibile di revisionismo da spendere pubblicamente, ci\u00f2 che in realt\u00e0 era :\u00a0 l\u2019appartenenza e la vicinanza a quella che era la pi\u00f9 grande forza politica italiana della sinistra, il PCI, ci dava coscienza di sicurezza e in qualche modo ci sentivamo protetti, pur essendoci allontanati da tempo da sotto l\u2019ala protettrice del fratello pi\u00f9 grande, pur senza vedere le distorsioni di un burocratismo di stato.<\/em><\/p>\n<p><em>E\u2019 insensato oggi negare tutto questo, e ingiusto cercare il plauso generale affermando di non essere mai appartenuti a quel mondo, un mondo che ha dato potere e popolarit\u00e0 proprio a molti di coloro che oggi lo rinnegano.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma quella storia \u00e8 finita, non sono invece finiti i principi cardine del socialismo dei quali oggi avremmo un gran bisogno.<\/em><\/p>\n<p><em>Con il passare degli anni questi valori non si sono attenuati, tutt\u2019altro, la rielaborazione delle ideologie, la rivisitazione storica, i suoi sviluppi hanno invece contribuito a\u00a0 rafforzare la convinzione che una societ\u00e0 giusta non pu\u00f2 fare a meno dei principi del socialismo.<\/em><\/p>\n<p><em>Nella nostra terra ligure, quando parliamo di sinistra, oggi come ieri,l\u2019identificazione automatica \u00e8 con la Resistenza, con le lotte Partigiane, con la vittoria sul fascismo, una regione che ha dato moltissimo alla nascita della Repubblica, ha dato sangue e sacrificio, ma anche impegno politico di deputati, senatori e un Presidente della Repubblica espressione di quella storia. <\/em><\/p>\n<p><em>Si sa, noi liguri siamo gente tosta, testarda, tenace, avvezza a conquistare sempre con fatica ci\u00f2 che abbiamo, anche strappando la terra da coltivare alle montagne se necessario, e proprio questa nostra ostinazione ci spinge a voler sempre dire la nostra, con onest\u00e0, con una franchezza che si spera venga apprezzata per l\u2019impegno e si auspica anche per il contenuto politico e programmatico, aperto, dialogante, che \u201cOfficine Pultilov\u201d sapr\u00e0 dare.<\/em><\/p>\n<p><em>A tutto questo bisogna aggiungere che personalmente non ci sono da raccontare vicende nuove, come quelle che\u00a0 segnarono e temprarono altre compagne e altri compagni di generazioni pi\u00f9 vecchie della mia, sia per l\u2019epoca drammatica vissuta che per le difficolt\u00e0 delle prove sostenute nella prima met\u00e0 del \u2018900 e anche fino ad oggi. <\/em><\/p>\n<p><em>E non \u00e8 una casualit\u00e0 che questi uomini e queste donne, protagonisti di straordinarie pagine di storia, abbiano potuto scrivere di quel periodo, siano state in grado di lasciarci il racconto delle loro esperienze e dei fatti accaduti nella loro epoca, di quei grandi mutamenti sociali e politici, avendo anche il merito di suscitare in noi, che venivamo un paio di generazioni pi\u00f9 tardi, un cos\u00ec grande interesse, facendo diventare nostri quei loro percorsi, facendo diventare nostra quella che \u00e8 stata la loro storia.<\/em><\/p>\n<p><em>Comunque se mi sono infine deciso a dare pubblica testimonianza di alcune mie riflessioni, con l\u2019intento di ricercare un coinvolgimento pi\u00f9 ampio, provando ad andare al di l\u00e0 di una pura opinione personale, \u00e8 stato solo perch\u00e9 questo pensiero pur rappresentando i tratti di un normale percorso politico di un qualsiasi militante, coincide con un periodo particolare della vita politica della sinistra italiana, ancora una volta sulla strada di una trasformazione, alla quale nessuno dovrebbe restare indifferente.<\/em><\/p>\n<p><em>Sta infatti prendendo vivacit\u00e0 in Italia un passaggio storico e politico importantissimo, direi epocale che forse segner\u00e0 l\u2019avvenire delle forze politiche socialiste, una fase determinante e caratterizzante per il futuro delle attuali generazioni e di quelle che seguiranno.<\/em><\/p>\n<p><em>Sta nascendo in tutto il paese una discussione che per la ricchezza del dibattito, ma anche per l\u2019evidente problematicit\u00e0 dell\u2019obiettivo finale indicato, rivela molti aspetti non marginali che ancora meritano di essere valutati molto attentamente.<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019estensore del Manifesto del Partito Comunista del 1848 affermava che lo sviluppo delle tecnologie poteva portare grandi possibilit\u00e0 o grandi disastri, noi oggi potremmo dire che il processo politico che riguarda la sinistra potrebbe portare a una moderna forza politica socialista, molto forte, di respiro europeo o all\u2019emarginazione proprio in Europa, ma anche in Italia, del socialismo stesso, confinandolo in un contesto di nicchia senza alcun peso e con poco ascolto, anche se in realt\u00e0 nel nostro continente alcune luci iniziano a schiarire il buio che avvolge il campo progressista.<\/em><\/p>\n<p><em>E in questo momento di confronto politico \u00e8 opportuno che ognuno esprima la propria opinione, senza condizionamento alcuno e senza timori, perch\u00e9 \u00e8 la democraticit\u00e0 stessa del socialismo che pone sullo stesso piano la parola dell\u2019ultimo dei militanti e quella del primo dei dirigenti, parificando dignit\u00e0 di ascolto e di pronunciamento, dove\u00a0 il giudizio reso ha lo stesso peso.<\/em><\/p>\n<p><em>La cosa peggiore che in questi passaggi epocali, chi crede nel Socialismo, possa fare \u00e8 quella di non fare niente e di non dire niente, adattandosi e conformandosi al disegno generale, risolvendo erroneamente l\u2019equazione che la vicinanza politica ad una possibile maggioranza sia fonte di chiss\u00e0 quali opportunit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>La realt\u00e0 che si delinea invece dice che a seconda della piega che si prender\u00e0, non ci saranno possibilit\u00e0 per chi ne \u00e8 alla ricerca, ma soprattutto sar\u00e0 grande la delusione di molti e complicato il recupero della fiducia e del consenso, si proceder\u00e0 alla distruzione di quanto ancora esiste nel campo dei diritti, del lavoro, delle opportunit\u00e0, delle tutele, e non va dimenticato il tentativo di violenza alla nostra Costituzione respinto in modo schiacciante dalla volont\u00e0 popolare. <\/em><\/p>\n<p><em>E quest\u2019ultimo fatto non va sottovalutato perch\u00e9 nega la vulgata che le persone si disinteressino al loro destino.<\/em><\/p>\n<p><em>Comunque senza disconoscere limiti e lacune personali i pensieri che potr\u00f2 esprimere su \u201cOfficine Putilov\u201d in seguito, magari abbondanti di spunti provocatori, spero riescano utili per una discussione approfondita a sinistra che ci si auspica prenda forma al pi\u00f9 presto.<\/em><\/p>\n<p><em>La necessit\u00e0 di sintetizzare, dote sulla quale non ho alcun controllo, potrebbe essere la causa principale delle tante omissioni, delle superficialit\u00e0 che si potranno leggere, delle mie disattenzioni, delle mie imprecisioni che si potranno trovare, delle quali mi scuso con quanti avranno modo di scorrere \u201cOfficine Putilov\u201d, <\/em><\/p>\n<p><em>Sar\u00e0 soltanto il pensiero e le sensazioni di un militante espresse fuori dai denti.<\/em><\/p>\n<p><em>Non si troveranno quindi pretese di ricercata completezza, di metodicit\u00e0 nella descrizione dell\u2019evento storico che potr\u00e0 trovarsi nella lettura, ma in generale si spera di proporre qualche spunto efficace, propedeutico alla discussione sul futuro della sinistra e del movimento socialista in Italia.<\/em><\/p>\n<p><em>La mia preoccupazione sar\u00e0 quella di non cadere in forme retoriche cercando invece la schiettezza e la genuinit\u00e0, descrivendo le impressioni, le perplessit\u00e0 e i dubbi sul periodo che stiamo vivendo, soprattutto per reagire al sospetto di sentire la corresponsabilit\u00e0 del presunto del \u201csilenzio della massa\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>Una storia, quella attuale che si sta nconsumandoa sinistra, che deve essere vista come momento di verit\u00e0, gettando un occhio e una riflessione anche sui passaggi compiuti susseguenti le rivoluzioni geopolitiche avvenute e su quelle che da noi dovranno compiersi.<\/em><\/p>\n<p><em>Su questa traccia ho preso spunto per questa elaborazione introduttiva al seguito che sar\u00e0 qui pubblicato, con impegno di provare a trasmettere tutte le tensioni, gli interrogativi, le perplessit\u00e0, le avversit\u00e0, e non risparmiando giudizi severi e autocritici quando mi parr\u00e0 giusto, doveroso e utile accennarli.<\/em><\/p>\n<p>Domenico Maglio<\/p>\n<p>Auguri a tutti noi, ne avremo un gran bisogno<\/p>\n<p>Benvenuti su \u201cOfficine Putilov\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>DI DOMENICO MAGLIO Francamente devo riconoscere che 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