﻿{"id":1463,"date":"2024-06-18T12:01:14","date_gmt":"2024-06-18T11:01:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.union-net.it\/?p=1394"},"modified":"2024-06-18T12:01:14","modified_gmt":"2024-06-18T11:01:14","slug":"dalla-francia-una-possibile-controtendenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/2024\/06\/18\/dalla-francia-una-possibile-controtendenza\/","title":{"rendered":"Dalla Francia una possibile controtendenza"},"content":{"rendered":"<header class=\"entry-header\">\n<div class=\"entry-meta\">di <strong><em>Andrea Martini<\/em><\/strong><\/div>\n<\/header>\n<p><strong>Credo di non essere stato il solo a considerare le pi\u00f9 che evidenti differenze tra quel che \u00e8 accaduto in Italia e quel che sta accadendo in Francia.<br \/>\nEntrambi i paesi sono stati investiti negli ultimi decenni da una pesantissima controrivoluzione neoliberale. Le classi dominanti non sono affatto legate alle \u201ctradizioni nazionali\u201d. Le loro politiche di fondo sono le medesime a tutte le latitudini e in tutti i continenti. Tanto pi\u00f9 lo sono in due paesi storicamente molto legati e comunque sottoposti entrambi alle politiche economiche dell\u2019Unione europea.<\/strong><\/p>\n<p><span id=\"more-4134\"><\/span>I governi francesi e italiani di ogni colore hanno puntato a privatizzare tutto il privatizzabile, a smantellare i servizi pubblici, a destrutturare le tutele sociali, a partire dalla previdenza. E qui risalta una chiara differenza. In questa opera di devastazione la classe dominante francese \u00e8 parecchio pi\u00f9 indietro di quella nostrana. E non certo perch\u00e9 oltralpe la Repubblica sia pi\u00f9 \u201csana\u201d, n\u00e9 perch\u00e9 la Costituzione francese sia pi\u00f9 politicamente e socialmente garantista. Anzi, la Costituzione della Quinta Repubblica, quella imposta da De Gaulle dopo il colpo di stato del maggio 1958, ha un\u2019indubbia fisionomia pi\u00f9 autoritaria e pi\u00f9 centralista di quanto sta scritto nella nostra del 1948.<\/p>\n<p>N\u00e9 perch\u00e9 il minore indebitamento dello stato francese rispetto a quello italiano consenta una politica meno restrittiva e pi\u00f9 \u201csociale\u201d.<\/p>\n<p>La differenza si basa sui diversi rapporti di forza che il movimento operaio francese, le sue organizzazioni sindacali e la sinistra transalpina hanno saputo difendere rispetto ai clamorosi e disastrosi cedimenti che invece ha conosciuto il movimento operaio italiano durante gli ultimi quarant\u2019anni.<\/p>\n<p>I sindacati italiani, nonostante la loro forza organizzativa (11 milioni di iscritti, almeno sulla carta, a fronte dei soli 2 milioni di aderenti ai sindacati francesi), hanno cominciato a condividere le tesi neoliberali gi\u00e0 nella seconda met\u00e0 degli anni 70, con la \u201cscelta dell\u2019Eur\u201d e la considerazione del fatto che gli andamenti salariali dovevano adattarsi all\u2019andamento delle imprese e alla complessiva competitivit\u00e0 dell\u2019economia \u201cnazionale\u201d.<\/p>\n<p>Non che i dirigenti sindacali francesi non abbiano anch\u2019essi accettato le nuove regole dettate dalla globalizzazione capitalistica. Ma, certo, hanno, chi pi\u00f9 chi meno (di pi\u00f9 la CGT, di meno la CFDT), sentito la pressione della loro base e adottato comportamenti meno arrendevoli e meno collaborazionisti.<\/p>\n<p>Lo stesso \u201csindacalismo di base\u201d francese ha avuto una storia completamente diversa da quella del sindacalismo \u201calternativo\u201d italiano: infatti si \u00e8 quasi interamente raccolto nell\u2019organizzazione\u00a0<strong><em>SUD-Solidaires<\/em><\/strong>\u00a0(circa 110.000 iscritti), conosce in misura molto minore la concorrenzialit\u00e0 tra le diverse sigle che travaglia i sindacati di base italiani, e pratica sistematicamente l\u2019unit\u00e0 d\u2019azione intersindacale con le altre organizzazioni, compresa la \u201cmoderatissima\u201d CFDT.<\/p>\n<p>I risultati di tutto ci\u00f2 li abbiamo potuti constatare giusto un anno fa nel corso dello straordinario movimento in difesa del sistema pensionistico transalpino che ha scosso la societ\u00e0 francese per mesi e ha costretto il governo Macron a far approvare la sua controriforma previdenziale attraverso un\u2019antidemocratica forzatura istituzionale.<\/p>\n<p>Certo, la controriforma \u00e8 comunque passata, ma il colossale movimento che \u00e8 sceso in piazza per decine di volte in tutto il paese ha sedimentato nella coscienza delle lavoratrici e dei lavoratori le responsabilit\u00e0 capitalistiche nel peggioramento delle tutele.<\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 noto, in Italia, la raffica di controriforme delle pensioni sono tutte passate con la connivenza delle organizzazioni sindacali o al massimo, come in occasione della legge Fornero del 2011, con una loro presa di distanza del tutto formale e innocua, cos\u00ec come \u00e8 accaduto anche in occasione della distruzione dell\u2019articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.<\/p>\n<p>Oggi le organizzazioni sindacali francesi, dopo il successo delle liste di destra alle europee del 9 giugno (40% tra le due liste di estrema destra),\u00a0<a href=\"https:\/\/andream94.wordpress.com\/2024\/06\/12\/francia-le-richieste-unitarie-delle-organizzazioni-sindacali\/\">sono scese decisamente in campo<\/a>, cosa che non \u00e8 accaduta affatto in Italia, dove hanno guardato all\u2019insediamento della postfascista Giorgia Meloni a Palazzo Chigi come ad un \u201cnormale avvicendamento\u201d. Tanto che il gruppo dirigente della Cgil, il sindacato che ormai del tutto abusivamente si richiama alla tradizione e alla cultura della sinistra, ha avuto la grottesca idea di invitare la stessa Giorgia Meloni a prendere la parola al suo congresso dello scorso anno, per \u201cascoltare che cosa aveva da dire\u201d.<\/p>\n<p>Invece, nella Francia investita dal terremoto della vittoria dell\u2019estrema destra alle europee e dello scioglimento immediato del parlamento da parte di Macron, i sindacati francesi (CGT, CFDT, FSU, UNSA e Solidaires) hanno fatto\u00a0<a href=\"https:\/\/andream94.wordpress.com\/2024\/06\/12\/francia-le-richieste-unitarie-delle-organizzazioni-sindacali\/\">appello ad un\u00a0<em>\u201crisveglio democratico e sociale\u201d<\/em><\/a>\u00a0contro le politiche governative e contro le minacce dell\u2019estrema destra, rivendicando l\u2019abrogazione della riforma delle pensioni e l\u2019abbandono di quella che smantella il meccanismo dell\u2019indennit\u00e0 di disoccupazione, la difesa dei nostri servizi pubblici, della scuola, della ricerca, della sanit\u00e0, e del sistema giudiziario, per la giustizia fiscale e per quella ambientale, per la parit\u00e0 retributiva contro la violenza sessuale e sessista, per la regolarizzazione di tutti i lavoratori stranieri\u2026<\/p>\n<p>La CGT, dal suo canto, ha anche auspicato\u00a0<em>\u201cl\u2019unit\u00e0 della sinistra per evitare la catastrofe annunciata organizzata da Emmanuel Macron e da Marine Le Pen\u201d<\/em>, quell\u2019unit\u00e0 che si \u00e8 realizzata nella formazione del \u201cNuovo Fronte Popolare\u201d, a cui hanno aderito anche le compagne e i compagni del NPA, dichiarando che\u00a0<em>\u201cLa sfida del nostro campo sociale \u00e8 recuperare la leadership in un contesto di tante policrisi (economica, sociale, democratica ed ecologica), che si combinano e si amplificano. \u00c8 fondamentale che tutta la sinistra \u2013 i partiti, i sindacati e tutte le organizzazioni del movimento operaio \u2013 si incontrino e si mobilitino attorno ad un programma chiaro che ci permetta di formare un fronte comune \u2026 un programma volto a migliorare le condizioni sociali delle classi popolari e a difendere i diritti e le libert\u00e0 democratiche\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>La costruzione di questo \u201cfronte comune\u201d non \u00e8 stata facile, viste le divisioni che si erano prodotte dopo le elezioni del 2022 nelle quali la NUPES, raccolta attorno alla France Insoumise, si era affermata come la principale lista di opposizione a Macron. Il PCF, i Verdi, e il \u201crinato\u201d Partito socialista, acquisiti i deputati che la NUPES gli aveva garantito, si erano ritenuti liberi di scatenare un fuoco di sbarramento contro LFI e contro M\u00e9lenchon.<\/p>\n<p>Ma, evidentemente, la catastrofe razzista e reazionaria che i risultati delle europee facevano presagire ha fatto prevalere il buon senso, assieme alla straordinaria pressione dal basso verso l\u2019unit\u00e0 d\u2019azione espressa dalle grandi manifestazioni semispontanee che si sono ripetute a Parigi e in numerose altre citt\u00e0 e perfino in tanti piccoli centri fin dalla sera stessa del 9 giugno.<\/p>\n<p>Questa mobilitazione, con le centinaia di migliaia di dimostranti in piazza in tutto il paese sabato 15 e con la manifestazione femminista contro l\u2019estrema destra indetta per domenica 23, non esprime solo una sana reazione antifascista di fronte alla crescita dell\u2019estrema destra, ma anche il bisogno di farla finita con la politica di austerit\u00e0 di Macron, e di farlo costruendo una vera unit\u00e0 politica e sociale.<\/p>\n<p>Si tratta anche qui dell\u2019espressione della forza sociale e politica che si \u00e8 accumulata un anno fa con la straordinaria lotta sulle pensioni e che, appunto, nonostante la sconfitta, riemerge ora nel nuovo contesto politico ed elettorale.<\/p>\n<p>I sondaggi, si sa, possono essere ingannevoli, ma tutte le varie fonti collocano, almeno per il momento il NFP in seconda posizione dietro i candidati di Le Pen e Bardella, con quelli macroniani in terza posizione. Le elezioni, in Francia, sono a doppio turno, e, dunque, nei collegi nei quali nessun candidato verr\u00e0 eletto al primo turno del 30 giugno (perch\u00e9 nessuno ha raccolto pi\u00f9 del 50%) la partita vera potrebbe svolgersi il 7 luglio, quando anche gli elettori \u201cmacroniani\u201d potrebbero essere chiamati a scegliere tra il candidato postfascista e quello di sinistra.<\/p>\n<p>I sondaggi dicono anche che \u201cun francese su due\u201d teme l\u2019avvento di un governo di estrema destra.<\/p>\n<p>La straordinaria mobilitazione a favore dell\u2019unit\u00e0 della sinistra, che si \u00e8 espressa in particolare nei quartieri delle periferie popolari delle grandi citt\u00e0 della Francia, ora tende a trasformarsi in una mobilitazione a sostegno del successo elettorale del NFP e mostra che la vittoria dell\u2019estrema destra non \u00e8 scontata.<\/p>\n<p>Non a caso la campagna elettorale dell\u2019estrema destra non mette al centro le critiche a Macron, ma attacca soprattutto e frontalmente il programma del NFP, usando a piene mani lo strumento della paura, della paura di un \u201csalto nel vuoto\u201d. Un salto nel vuoto che non sarebbe costituito da un governo postfascista ma piuttosto da un accesso al potere di una sinistra che porterebbe \u201cil paese nel caos\u201d, tanto che Jordan Bardella ha dichiarato che il NFP \u00e8 il suo \u201cprincipale avversario\u201d.<\/p>\n<p>Il programma del NFP, definito Contratto di legislatura (<a href=\"https:\/\/drive.google.com\/file\/d\/1oawDcR2kmwhGslvh87MU-fr7qgMIsWm2\/view?pli=1\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">qui il testo integrale in francese<\/a>) che i partiti di sinistra hanno rapidamente messo a punto, \u00e8 un \u201cprogramma di emergenza\u201d, articolato in tre fasi: quella della \u201crottura\u201d (da attuare nel primi 15 giorni), poi quella delle \u201cbiforcazioni\u201d (da attuare entro i primi 100 giorni), e poi la fase delle \u201ctrasformazioni\u201d da attuare nei cinque anni di mandato.<\/p>\n<p>Pur nel suo taglio riformista radicale, il programma \u00e8 molto ambizioso perch\u00e9 il NFP, in caso di successo, prevede di\u00a0<em>\u201cdecretare uno stato di emergenza sociale\u201d<\/em>\u00a0appena insediato al governo e di adottare\u00a0<em>\u201c20 azioni rivoluzionarie per rispondere all\u2019emergenza sociale, alla sfida climatica, alla necessit\u00e0 di riparare i servizi pubblici e a un percorso di pace in Francia e nel mondo\u201d<\/em>:<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>bloccare i prezzi dei beni essenziali alimentari e energetici,<\/li>\n<li>abrogare la controriforme del governo sulla previdenza, sull\u2019indennit\u00e0 di disoccupazione e sull\u2019immigrazione,<\/li>\n<li>aumentare la pensione minima e il salario minimo (a 1.600 euro netti), e le retribuzioni dei tirocinanti, degli apprendisti e degli studenti in formazione,<\/li>\n<li>decretare una moratoria sulle grandi opere,<\/li>\n<li>rilanciare la costruzione di alloggi sociali,<\/li>\n<li>approvare misure in direzione di\u00a0<em>\u201csalvare il sistema ospedaliero pubblico\u201d<\/em>\u00a0e di rivalutare il lavoro notturno e festivo del personale ospedaliero,<\/li>\n<li>ripristinare il\u00a0<em>\u201cruolo emancipatore della scuola pubblica\u201d<\/em>\u00a0per arrivare a renderla completamente gratuita e preservare la libert\u00e0 educativa, limitando le dimensioni delle classi a un massimo di 19 alunni e aumentando le retribuzioni del personale scolastico,<\/li>\n<li>ripristinare la pace nella Nuova Caledonia,<\/li>\n<li>rifiutare i vincoli di austerit\u00e0 del patto di bilancio<\/li>\n<li>e proporre una riforma della Politica Agricola Comune (PAC).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Quanto alla\u00a0<strong>Palestina<\/strong>, superando le diverse valutazioni sui fatti del 9 ottobre 2023, nel programma si denunciano\u00a0<em>\u201ci massacri terroristici di Hamas\u201d<\/em>, si chiedono\u00a0<em>\u201cun cessate il fuoco immediato a Gaza e il rispetto dell\u2019ordine della Corte internazionale di giustizia (CIG), che fa riferimento senza ambiguit\u00e0 a un rischio di genocidio\u201d<\/em>, il riconoscimento\u00a0<em>\u201cimmediato\u201d<\/em>\u00a0dello stato di Palestina\u00a0<em>\u201caccanto allo stato di Israele\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Quanto alla\u00a0<strong>guerra russo-ucraina<\/strong>, si rivendica l\u2019alt alla\u00a0<em>\u201cguerra di aggressione di Vladimir Putin, per costringerlo a rispondere dei suoi crimini davanti alla giustizia internazionale: difendere incrollabilmente la sovranit\u00e0 e la libert\u00e0 del popolo ucraino e l\u2019integrit\u00e0 dei suoi confini, consegnando le armi necessarie, cancellando il debito estero, sequestrando i beni degli oligarchi che contribuiscono allo sforzo bellico russo nel quadro consentito dal diritto internazionale, inviando forze di pace per mettere in sicurezza le centrali nucleari, in un contesto internazionale di tensione e guerra nel continente europeo, e lavorando per il ritorno della pace\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Viene denunciata la\u00a0<em>\u201cpreoccupante esplosione di atti razzisti, antisemiti e islamofobici\u201d<\/em>. Ci si impegna a reintrodurre una\u00a0<em>\u201ctassa di solidariet\u00e0 sul patrimonio con una componente climatica\u201d<\/em>, a\u00a0<em>\u201ctassare i pi\u00f9 ricchi a livello europeo per aumentare le risorse proprie del bilancio dell\u2019Unione Europea\u201d<\/em>\u00a0e\u00a0<em>\u201cgeneralizzare la tassazione dei super-profitti a livello europeo\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Il NFP fa propria la parola d\u2019ordine della France Insoumise della\u00a0<em>\u201cconvocazione di un\u2019assemblea costituente\u201d<\/em>\u00a0per abrogare il potere di decretazione del presidente della Repubblica (quello usato da Macron per far passare la riforma previdenziale senza l\u2019approvazione del parlamento) e ripristinare una legge elettorale proporzionale.<\/p>\n<p>Il programma (evidentemente per un sotterraneo gioco di veti incrociati dei diversi partiti) elude la questione dell\u2019energia e del nucleare e, soprattutto, non chiarisce chi sia il candidato ad assumere, naturalmente in caso di successo, la carica di presidente del consiglio dei ministri.<\/p>\n<p>In ogni caso il programma del NFP contiene misure che potranno essere attuate non solo disponendo di una maggioranza parlamentare ma anche e soprattutto se si creer\u00e0 attorno ad esse un fortissimo sostegno di massa e una straordinaria mobilitazione sociale, per contrastare l\u2019inevitabile opposizione da parte dei \u201cmercati\u201d, delle associazioni padronali, dei mass media, e di tutto l\u2019establishment capitalista.<\/p>\n<p>Un grosso problema politico, che non va trascurato (e fanno bene le compagne e i compagni del NPA, che pure sostengono il NFP, a metterlo in risalto nei loro comunicati) \u00e8 l\u2019ingombrante e contraddittoria presenza dell\u2019ex presidente social-liberale\u00a0<strong>Fran\u00e7ois Hollande<\/strong>, a suo tempo mentore dello stesso Emmanuel Macron, che fu suo ministro dell\u2019Economia. E \u201cingombrante\u201d \u00e8 la complessiva presenza nel NFP di quel che resta del Partito Socialista (PS) e del suo apparato amministrativo e elettorale, responsabile negli ultimi decenni di aver applicato politiche neoliberiste e antipopolari, nel quadro della tradizionale alternanza al potere tra destra e \u201csinistra\u201d.<\/p>\n<p>In ogni caso, quanto sta accadendo Oltralpe, seppure in una situazione di gravissima minaccia conseguente all\u2019estensione dei governi postfascisti o comunque di estrema destra (dopo l\u2019Italia, la Svezia, l\u2019Ungheria, l\u2019Olanda, l\u2019Austria anche in Francia), mostra l\u2019esistenza di un potenziale di sinistra allo stato attuale totalmente assente in Italia.<\/p>\n<p>In Francia, a differenza di quanto \u00e8 accaduto nel nostro paese, si \u00e8 prodotta una straordinaria mobilitazione politica e sociale, non solo in queste settimane in reazione alla vittoria dell\u2019estrema destra nelle europee, ma gi\u00e0 nei mesi e negli anni scorsi contro le politiche neoliberiste di Macron. Dunque la dinamica politica che ha portato alla creazione del NFP (cosa che d\u2019altra parte risponde positivamente anche se in maniera indiretta a quanto auspicato da lungo tempo dal NPA, con la sua campagna<em>\u00a0\u201cper l\u2019unit\u00e0 nelle piazze e nelle urne\u201d<\/em>) \u00e8 una cosa la cui rilevanza va ben al di l\u00e0 della Francia perch\u00e9 scongiurare l\u2019esito annunciato di un ennesimo successo dell\u2019estrema destra, per di pi\u00f9 in un paese cruciale come la Francia, costituirebbe comunque un forte elemento di forte controtendenza politica e sociale<\/p>\n<p>Dunque, il fatto che una dinamica simile sia totalmente assente qui in Italia non significa che possiamo ignorare quanto avviene oltre le Alpi n\u00e9 che dobbiamo solo osservarlo. La scelta unitaria, la radicalit\u00e0 dell\u2019impostazione, un programma il cui obiettivo non \u00e8 solo quello di sbarrare la strada al neofascismo, ma \u00e8 soprattutto quello di invertire le politiche sociali, economiche, ambientali e militaristiche di Macron, che sono individuate come il contesto che ha aperto la strada alla crescita dell\u2019estrema destra francese, e di praticare un\u2019esplicita rottura con il patto di stabilit\u00e0 dell\u2019Ue, dovrebbero essere tutte indicazioni di riflessione e di ripensamento per l\u2019intera sinistra europea e, in particolare, per quella italiana.<\/p>\n<p>Una sinistra, che oggi \u00e8 chiamata a promuovere da subito e per tutte le prossime due settimane (e poi, se la prima dinamica dar\u00e0 i suoi frutti, anche nella settimana successiva che prepara i ballottaggi) iniziative di solidariet\u00e0 e di sostegno alla campagna elettorale del Nuovo Fronte Popolare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Andrea Martini Credo di non essere stato il solo a considerare le pi\u00f9 che evidenti differenze tra quel che \u00e8 accaduto in Italia e quel che sta accadendo in Francia. 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