﻿{"id":200,"date":"2020-12-08T08:24:04","date_gmt":"2020-12-08T07:24:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.union-net.it\/?p=200"},"modified":"2020-12-08T08:24:04","modified_gmt":"2020-12-08T07:24:04","slug":"intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/2020\/12\/08\/intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca\/","title":{"rendered":"INTERVISTA COLLETTIVA SULLA SITUAZIONE IN FCA"},"content":{"rendered":"<p>DI FABRIZIO BURATTINI<\/p>\n<p><em>Dieci anni fa (per l\u2019esattezza il 15 giugno 2010) veniva stipulato un accordo separato tra la FIAT da un lato e dall\u2019altro Fim-Cisl, Uilm, Ugl e Fismic, un accordo separato che, con lo specchietto per le allodole di un\u2019ipotesi di raddoppio delle produzioni di auto negli stabilimenti italiani, stabiliva un pesante ulteriore peggioramento delle condizioni di lavoro per i dipendenti: 20 turni settimanali di 8 ore dal luned\u00ec al sabato compreso, un incremento della flessibilit\u00e0, una nuova metrica nell\u2019organizzazione del lavoro, una dura ridefinizione delle regole per le malattie, i permessi, le ferie e i diritti sindacali.<\/em><\/p>\n<p><em>Visto che questa \u201cricorrenza\u201d coincide in qualche modo con la messa in linea di questo nuovo sito, abbiamo voluto non tanto ricostruire quel che avvenne dieci anni fa, ma che cosa accade oggi negli stabilimenti della FCA (come si chiama oggi la Fiat dopo la fusione con la Chrysler americana). Tanto pi\u00f9 perch\u00e9 \u00e8 alle porte la tanto discussa ulteriore \u201cfusione\u201d tra FCA e PSA (il gruppo francese di Peugeot). E lo abbiamo chiesto ad alcuni operai che hanno vissuto quella fase e che ancora oggi lavorano nella stessa azienda. Si tratta di Stefania Fantauzzi (della FCA di Termoli), di Pasquale Lojacono (della FCA di Torino-Mirafiori) e di Mimmo De Stradis (della FCA di Melfi). <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cMarchionne, facendo passare il suo progetto \u2018Fabbrica Italia\u2019 (cos\u00ec si chiamava il suo piano)\u201d<\/em>, ci dice <strong>Mimmo De Stradis<\/strong> della FCA di Melfi <em>\u201cha vinto e ha stravolto per sempre il modello di relazioni sindacali che vigeva da anni nell\u2019azienda e pi\u00f9 in generale nell&#8217;industria manifatturiera italiana. E non lo ha fatto solo nei confronti di chi non volle firmare allora quell\u2019accordo, ma nei confronti del complesso del sindacalismo. Il problema \u00e8 che, dopo il pur discreto risultato dei referendum sull\u2019accordo, una vera lotta contro quel progetto non si \u00e8 fatta. Il paradosso \u00e8 che l\u2019unico che ha beneficiato della vertenza contro quel progetto \u00e8 stato l\u2019allora segretario generale della Fiom Cgil, Maurizio Landini, che ha raggiunto la sua notoriet\u00e0 proprio in quella vicenda, notoriet\u00e0 che lo ha condotto, anni dopo, alla promozione a segretario generale della Cgil. Sono pochi quelli che conoscono i punti salienti del CCSL (il Contratto Collettivo Specifico di Lavoro) allora stipulato, ma tutti conoscono Maurizio Landini. Quella che doveva essere una lotta negli stabilimenti, sulle linee di montaggio, dei delegati e degli operai \u00e8 diventata soprattutto una lotta mediatica e giudiziaria, che non \u00e8 riuscita a scalfire neanche in minima parte i contenuti dell\u2019accordo\u201d<\/em>.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Stefania Fantauzzi<\/strong>, esponente dell\u2019Usb della FCA di Termoli, rincara la dose: <em>\u201cE\u2019 proprio l\u2019incipit del CCSL che proclamava la produttivit\u00e0 come preoccupazione principale delle relazioni industriali e obiettivo comune tra sindacati e azienda. Dunque i lavoratori chiamati a sacrificare diritti, condizioni di lavoro libert\u00e0 e salari in nome della competitivit\u00e0 della FCA\u201d. <\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Pasquale Lojacono<\/strong>, della Fiom delle Carrozzerie della FCA di Mirafiori, ci dice: <em>\u201cA Torino siamo rientrati a lavorare a pieno ritmo un paio di mesi fa, a settembre, dopo 11 anni di cassa integrazione quasi ininterrotta. Ora produciamo la nuova \u2018Cinquecento\u2019. In questi anni abbiamo vissuto il piano Marchionne e tutto quello che \u00e8 avvenuto dopo quasi sempre fuori dello stabilimento. Ma le Carrozzerie di Mirafiori, al momento del referendum sull\u2019accordo con Marchionne (gennaio 2011), contavano 5.300 lavoratori, oggi ne vedono solo 2.700\u201d. <\/em><\/p>\n<p><em>\u201cIn questi ultimi tempi, per poter produrre la Cinquecento, FCA \u00e8 stata costretta a prendere dei giovani operai, con contratti interinali di uno o due mesi. Tieni conto che l\u2019et\u00e0 media delle Carrozzerie di Mirafiori (\u00e8 cos\u00ec un po\u2019 in tutto lo stabilimento) \u00e8 di 53 anni. Molti operai non hanno tutte le idoneit\u00e0 per lavorare alla linea e cos\u00ec FCA si \u00e8 rivolta alle sue agenzie di interinali. Poi ci sono lavoratori che arrivano dalla ex-Bertone. Altri sono in distacco dalla CNH (che, sia detto tra parentesi, \u00e8 uno stabilimento che non produrr\u00e0 pi\u00f9 i trattori e diventer\u00e0, ben che va, un reparto di logistica aziendale, con un ulteriore taglio all\u2019occupazione)\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cL\u2019accordo capestro del 2010 ha peggiorato le condizioni in fabbrica in modo verticale. Ed \u00e8 stato fatto \u2018digerire\u2019, a poco a poco, ai lavoratori, anche sfruttando la situazione di prolungata cassa integrazione. C\u2019\u00e8 stata una parziale ripresa produttiva con l\u2019avvio della linea della \u2018Maserati Levante\u2019, il nuovo SUV, ma solo per una parte degli operai. Probabilmente se, subito dopo il referendum del gennaio 2011, si fosse stati tutti in fabbrica, ci sarebbe stata la possibilit\u00e0 di un conflitto di fronte a condizioni di lavoro che sono diventate drasticamente molto pi\u00f9 pesanti\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cQuel che resta delle Carrozzerie \u00e8 una produzione bassa della Levante, che lavora su 5 giorni, con un solo turno, per fare ogni giorno 54 vetture, e una produzione della Cinquecento elettrica che fa circa 150 vetture a turno, su due turni. Si \u00e8 importato un altro lavoro, con un reparto creato ad hoc, per lavoratori sindacalizzati e per colleghi parzialmente inidonei (circa 125 operai), che fanno le mascherine chirurgiche su una commessa governativa. Ne ha parlato anche la stampa, anche perch\u00e9 sembra che siano fatte male, rispetto ai parametri sanitari\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cNon dimentichiamoci\u201d<\/em>, ricorda <strong>Stefania,<\/strong> <em>\u201cche il premier Conte, quando, giusto un anno fa nel novembre 2019, fece visita per esempio alla FCA-Sata di Melfi (dilaniata dalla cassa integrazione e da migliaia di esuberi dichiarati), nonostante l\u2019evidenza del dramma, e in totale continuit\u00e0 con la politica del passato, giudic\u00f2 positivo il modello di fabbrica scaturito dal \u2018piano Marchionne\u2019, che ha cancellato decine di migliaia di posti di lavoro in un decennio e che ha determinato tante malattie professionali, in tutti gli stabilimenti Fca italiani\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cMesi fa Marco Revelli, storico, sociologo e giornalista\u201d,<\/em> continua <strong>Stefania<\/strong>, <em>\u00a0\u201criportava sul \u2018Manifesto\u2019 le cifre della diminuzione del numero di dipendenti FCA in Italia, che, secondo le sue stime, sarebbero passati dai 120.000 del 2000, ai 29.000 del 2018. Qualche giorno dopo l\u2019ufficio stampa di Fca correggeva un po\u2019 le stime di Revelli, ma non poteva non ammettere una colossale riduzione. E oggi, due anni dopo, il dato pu\u00f2 solo essere peggiorato e, con queste prospettive, essere destinato a peggiorare ulteriormente. Il declino di FCA non \u00e8 dovuto alla sfortuna o a particolari errori di gestione\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cE\u2019 la conseguenza voluta e costruita a tavolino del \u2018piano Marchionne\u2019. La situazione dello stabilimento di Termoli \u00e8 coerente con questo quadro. Da 10 anni rincorriamo falsi proclami, promesse di nuovi modelli, che dovrebbero portare \u2018piena occupazione e salari tedeschi\u2019. Produciamo cambi e motori, che montiamo su diversi modelli di vetture. Siamo fornitori per gli stabilimenti che producono carrozzerie in Italia, in Europa in giro per il mondo. Nello stesso stabilimento convivono pi\u00f9 officine di lavorazione e di montaggio, ognuna coi propri ritmi ed orari, a seconda di quanto lo specifico prodotto tiri sui mercati. Faccio alcuni esempi, anche se mi riferisco alla situazione pre-Covid, perch\u00e9 ora \u00e8 tutto pi\u00f9 confuso\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cIl reparto M40 produce un cambio per grandi vetture. D\u00e0 lavoro a 100 persone scarse. \u00c8 in forte crisi\u201d. <\/em><\/p>\n<p><em>\u201cIl V6 ed il T4 sono le officine di produzione dei motori di nicchia per la \u201cGiulia\u201d e la Maserati. Marchionne, nel 2014 annunci\u00f2 grandiose prospettive per Termoli, arrivando un giorno a sorpresa in elicottero, accolto dal plauso di (quasi) tutti. Questi nuovi motori, avrebbero dovuto dare respiro rispetto alle aree in dismissione. Ad oggi, il V6 impiega meno di 100 addetti, il T4 circa 400. Sono aree chiuse persino alle rappresentanze sindacali firmatarie. Occupano in gran parte operai giovanissimi, ricattati dal jobs act, terrorizzati, a cui sembra che si sottraggano pause, ferie e si imponga loro di stare spesso oltre l\u2019orario ed oltre i giorni consentiti. Si vocifera di un numero abnorme di infortuni\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cIl 16V produce un motore che d\u00e0 lavoro a quasi 300 persone, ma che non ha prospettive di fronte alle nuove leggi sulle emissioni. Soffre pesanti periodi di cassa integrazione da pi\u00f9 di un anno\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cI vecchi cambi (C520 e C510) e il vecchio motore (8V), impiegano il maggior numero dei dipendenti, (pi\u00f9 di 1.000 in totale). Ma visti i prodotti e le linee vetusti, non danno prospettive occupazionali e di continuit\u00e0. Si lavora, e si \u00e8 lavorato infatti, per esaurire tutto il materiale in magazzino o in arrivo e per qualche commissione richiesta da paesi che non applicano i trattati contro le emissioni (ad esempio Turchia e India). I reparti dei servizi ed i magazzini in percentuale subiscono le stesse sorti delle aree a cui sono collegati\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cPraticamente, in tutte le aree o facciamo cassa integrazione, o vediamo la riduzione dei turni o i tagli del personale o tutte e tre le cose insieme\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cA Termoli, ma so che accade in tanti altri siti FCA, nell\u2019ottica di \u2018ottimizzare le spese\u2019, ci fanno lavorare come asini, addirittura chiedendo di venire a lavorare in straordinario (cio\u00e8 pagati di pi\u00f9) nelle stesse settimane in cui facciamo la cassa integrazione. E\u2019 una delle tante \u2018stranezze\u2019 e assurdit\u00e0 di questa fase di crisi: non oso sperare in una riduzione generalizzata dell\u2019orario di lavoro, ma, anzi, invece di favorire i part-time per redistribuire il lavoro, bloccano addirittura il rinnovo di quelli gi\u00e0 esistenti per le mamme\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Pasquale <\/strong>di Mirafiori aggiunge: <em>\u201cL\u2019organico cos\u00ec risicato nel nostro stabilimento ha imposto vari straordinari di sabato. Si sono fatti tre sabati consecutivi ad ottobre sulla linea della Levante. Ora la Levante non ne fa pi\u00f9 ed iniziano i sabati straordinari cosiddetti obbligatori sulla linea della Cinquecento. Obbligatori perch\u00e9 il contratto ormai prevede la possibilit\u00e0 per l\u2019azienda di comandare fino a 15 sabati per anno. E\u2019 una delle tante concessioni fatte al padrone all\u2019interno del CCSL che, nei fatti, azzera la possibilit\u00e0 di vere assunzioni. Perch\u00e9 per produrre queste vetture, in realt\u00e0, occorrerebbe un vero incremento di organico, con l\u2019assunzione di giovani, perch\u00e9 la forza lavoro FCA, che come ti dicevo ha una alta et\u00e0 media, non ce la pu\u00f2 fare a produrre a quei ritmi. L\u2019aver dato a FCA carta bianca per gestire fino a 15 sabati obbligatori, per di pi\u00f9 senza avere nulla in cambio, ti impedisce perfino di rivendicare vere assunzioni. Ci dicono, come dicono sempre, che la Cinquecento ha pi\u00f9 ordinazioni di quelle che si attendevano, ma noi non ci crediamo. D\u2019altra parte l\u2019avevano detto anche per la Giulia, per tante altre vetture. Per giustificare gli straordinari, almeno al sindacato gliela devono raccontare cos\u00ec\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma, riprende <strong>Mimmo <\/strong>di Melfi: <em>\u201cAnche grazie al fallimento della iniziativa di contrasto a Marchionne, oggi la stragrande maggioranza dei dipendenti FCA non crede pi\u00f9 nelle iniziative sindacali. Ed \u00e8 stato difficile per me e per le altre compagne e gli altri compagni che hanno voluto dare vita all\u2019USB alla FCA di Melfi ripartire dopo quella vicenda e le delusioni di massa che ha comportato. D\u2019altra parte, durante la vertenza non \u00e8 stato fatto nulla, veramente nulla, neanche un\u2019ora di sciopero da parte dei sindacati firmatari (ovviamente) ma neanche da parte della Fiom, per dare spazio al protagonismo dei lavoratori. La vertenza, forse, ha avuto un po\u2019 pi\u00f9 sostanza solo a Pomigliano, ma anche l\u00e0, non appena \u00e8 finita la campagna mediatica tutto si \u00e8 spento\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cLa vera sconfitta, dunque, non \u00e8 stata tant il CCSL in s\u00e9, ma la disillusione che regna tra i lavoratori. I lavoratori non credono pi\u00f9 nella lotta collettiva. Lo strumento principe dello sciopero \u00e8 stato utilizzato poco e malissimo. Voglio sottolineare questo dato. Si \u00e8 pensato e praticato il fatto che le relazioni sindacali si esercitano al massimo nelle aule dei tribunali, ma non con l\u2019azione dei lavoratori. E la vertenza \u00e8 stato lo strumento con cui alcuni delegati, facendosi funzionarizzare dal sindacato, se ne sono andati dal posto di lavoro\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E la partecipazione alle assemblee come va?, chiediamo. <em>\u201cGuarda, ti do un dato\u201d<\/em>, ci dice <strong>Mimmo<\/strong>, <em>\u201cl\u2019ultima assemblea indetta dalla Fiom qui a Melfi un paio di settimane fa ha visto presenti non pi\u00f9 di 70-80 operai, su un\u2019azienda di oltre 7.000 dipendenti. La stessa Fiom ha ammesso che il risultato di quella assemblea \u00e8 stato una sconfitta. Anche in termini di adesioni, i sindacati firmatari del CCSL stanno perdendo iscritti, penso che siano tutti sotto i 1.000 (alcuni di loro erano a quasi duemila tesserati). La Fiom, dopo la crescita importante che aveva conosciuto con la vertenza contro Marchionne, oggi \u00e8 ritornata pi\u00f9 o meno ai livelli del 2010. Credo che abbiano a malapena un centinaio di iscritti. Tutta la vertenza non le ha dato nulla in termini di nuove adesioni stabili\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cPurtroppo Usb a Melfi, diversamente dagli altri siti Fca, ha perso la causa per l\u2019articolo 28 e per il riconoscimento delle tessere e questo ci impedisce un consolidamento degli iscritti. Ma la vertenza di Melfi ci ha aiutato a crescere in tutto il territorio, nell\u2019indotto, perfino nell\u2019altra provincia, quella di Matera. Oggi, Usb, tra i metalmeccanici lucani \u00e8 passata da non pi\u00f9 di 10 iscritti a parecchie centinaia, con parecchi delegati d&#8217;azienda, svariati Rls, Rsu. Abbiamo fatto tesoro dell\u2019esperienza di tutti i sindacati di base, dimostrando che fare sindacato dalla base non \u00e8 un\u2019azione da pazzi. Facciamo azioni sensate, denunce chiare. Nessuno contesta la nostra scelta di avere costruito Usb in azienda e sul territorio. Certo, magari i nostri iscritti pagano il prezzo della propria scelta essendo collocati nelle postazioni pi\u00f9 disagiate, ma sanno che la nostra azione \u00e8 stimata, i mass media locali non snobbano pi\u00f9 i nostri comunicati, li pubblicano puntualmente. La stessa azienda non ci prova nemmeno pi\u00f9 a contestare la legittimit\u00e0 delle nostre iniziative, degli stessi scioperi sugli straordinari o sulle domeniche comandate. Paradossalmente, negli ultimi tempi l&#8217;unica contestazione \u00e8 stata fatta a dei delegati Fiom che avevano aderito ad un nostro sciopero, per cercare di metterli in contraddizione, chiedendogli conto del perch\u00e9 aderissero all\u2019iniziativa di un\u2019altra sigla\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Stefania<\/strong>, a questo proposito ci racconta: <em>\u201cIo ho iniziato a militare sindacalmente proprio nel 2010, al momento dell\u2019operazione Marchionne, pensando: \u2018se non ora quando?\u2019. La Fiom, nella quale militavo all\u2019epoca, vinse la causa contro la sua esclusione dai diritti sindacali e io venni eletta RLS. Ma non sono mai riuscita a svolgere effettivamente i miei compiti come rappresentante per la sicurezza, non mi \u00e8 stata mai data la chiave della saletta o l\u2019accesso ai documenti, a partecipare realmente a nessun incontro, a nessuna trattativa. Marchionne, prima ancora di Fornero e Renzi, ha cancellato tutto lo statuto dei diritti dei lavoratori\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cPeraltro, la Cgil rifiut\u00f2 di firmare il contratto Marchionne, ma poi sottoscrisse l\u2019accordo sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014 che andava nella stessa direzione, impedendo la libert\u00e0 del lavoratore di scegliere chi voleva a rappresentarlo\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cSe rileggi lo statuto del 1970, ti sembra di leggere una cosa che sta sulla luna. Ora in pi\u00f9 ci si \u00e8 messo anche il Covid: non puoi fare le assemblee, non puoi andare alle bacheche sindacali, non puoi dare volantini. I sindacati firmatari ormai fanno le assemblee via internet, sul portale FCA, senza possibilit\u00e0 di intervento dei lavoratori. Devi iscriverti al portale, l\u2019assemblea diventa l\u2019assemblea dell\u2019azienda. Non \u00e8 diverso dai comunicati della direzione aziendale\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cPer non parlare del concetto di militanza, altrettanto cancellato. Complessivamente tutto ci\u00f2 che riporta al concetto di sindacato come l\u2019abbiamo conosciuto e praticato per anni e anni. E non riguarda solo i sindacati \u2018conflittuali\u2019. Se un giorno anche la Fim-Cisl volesse fare un\u2019azione a difesa dei lavoratori non potrebbe farla\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cNon dispongo dei dati della sindacalizzazione nello stabilimento di Termoli, ma sono certa che siamo ai minimi storici. E chi si iscrive oggi lo fa solo perch\u00e9 cos\u00ec i firmatari possono contrattare di inserire il suo nome nella lista di quelli che sono esclusi dalla cassa integrazione. La stessa azione di costruzione di una proposta sindacale alternativa \u00e8 ostacolata dalla paura non tanto del padrone, ma del sindacato firmatario che poi te la farebbe pagare. Se sei iscritto ti faccio fare perfino gli straordinari, se no ti faccio mettere in cassa\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cCon il risultato che FCA pu\u00f2 mettere in cassa met\u00e0 azienda e far pagare quei dipendenti dall\u2019INPS, mentre l\u2019altra met\u00e0 fa gli straordinari, nella connivenza pi\u00f9 generale\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cUna delle conseguenze pi\u00f9 rilevanti che il \u2018piano Marchionne\u2019 ha comportato a Termoli \u00e8 un abbassamento ulteriore del gi\u00e0 basso livello di sindacalizzazione e del livello di consapevolezza tra i lavoratori. I lavoratori si difendono, sono costretti a difendersi dal padrone ogni istante, ma si difendono da soli, con un livello di rabbia che viene covato individualmente, contro il capo reparto, che mi fa andare la domenica pomeriggio, che non mi d\u00e0 i permessi che mi spettano, che mi mette in cassa integrazione se mi ammalo anche solo un giorno\u201d<\/em>.<\/p>\n<p><em>\u201cNessuno, tranne pochi (e noi tra questi), ha opposto una reale resistenza a questo progetto, n\u00e9 i sindacati confederali, n\u00e9 i partiti politici, tutti genuflessi a Marchionne e ad Elkann. Non lo hanno fatto nei dieci anni dal CCSL ad oggi e non lo stanno facendo oggi.<\/em><\/p>\n<p><em>I sindacati firmatari (che sono gli unici ad avere il diritto di farlo) rinunciano perfino ad organizzare le assemblee. Gli anni si chiudono sempre con un ampio credito di ore da parte dei lavoratori, come se non ci fosse nulla da chiarire, nulla da organizzare, tanto pi\u00f9 in questo periodo di generalizzato rischio di contagio\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cOggi, a differenza del passato i livelli di conflittualit\u00e0 tendono ad azzerarsi. E non possiamo solo parlare dei sindacati firmatari, dato che anche la Fiom non ha voluto dare nessun seguito alla sua formale opposizione al \u2018piano Marchionne\u2019. Anzi, qui ricordo la vicenda che ha coinvolto alcuni di noi, Landini e il suo gruppo dirigente hanno voluto bloccare le iniziative che noi delegati d\u2019azienda mettevamo in piedi contro gli straordinari e contro le domeniche comandate\u2026\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Pasquale <\/strong>dice la sua su questo punto: <em>\u201cE\u2019 difficile dare una valutazione complessiva su quale sia ad oggi lo stato del rapporto tra lavoratori e sindacati. Complice il Covid, \u00e8 ancora pi\u00f9 difficile fare assemblee. La Fiom ne ha fatta una all\u2019aperto pochi giorni fa, con una partecipazione decente, peraltro ostacolata dall\u2019ubicazione dell\u2019area scelta. Ma il clima \u00e8 di sfiducia. Di delega totale. Anche perch\u00e9, per tutti questi anni, anche a causa della cassa integrazione, il conflitto e la partecipazione diretta non \u00e8 stata possibile. Quando un lavoratore lavora due o tre giorni in una settimana, a volte solo sei o sette giorni al mese, non ritiene possibile che si organizzino scioperi. Il lavoratore si riposa anche \u2018troppo\u2019. E per FCA e per i sindacati firmatari \u00e8 stato facile arrivare a far digerire il CCSL e tutto quel che comporta\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cLa Fiom all\u2019epoca fece una grossa campagna per il No al referendum e nei reparti operai il No prevalse. Il S\u00ec ha vinto solo grazie agli impiegati e ai quadri. Ma buona parte degli operai non sa che cosa c\u2019\u00e8 nel CCSL. Molti si stupiscono di certe clausole, come quella del \u2018recupero\u2019 obbligatorio. Se la linea si ferma per un guasto e non si raggiungono gli obiettivi produttivi, FCA pu\u00f2 obbligare gli operai a lavorare il sabato per recuperare la produzione persa. Scoprono mano mano le storture del contratto e si chiedono come sia stato possibile firmarlo con quei contenuti. Ma troppo tardi\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cE quanto alla possibilit\u00e0 di lotta, ti do le cifre dello sciopero fatto nel reparto \u2018mascherine\u2019 (dove peraltro \u00e8 maggiore la presenza dei sindacalizzati) con l\u2019adesione all\u2019astensione dal lavoro di 12 e 17 lavoratori a fronte di circa 60 addetti per ciascuno dei due turni\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cOccorre tenere conto\u201d <\/em>prosegue <strong>Pasquale<\/strong>, <em>\u201cche per anni migliaia di lavoratori hanno dovuto tirare a campare con tutta la decurtazione salariale che la CIG comporta. Guarda posso dirti che tra il 2009 e oggi, con tutta la cassa integrazione che ho fatto, ho calcolato di aver perso almeno 70.000 euro. E, cos\u00ec come me, migliaia di altri miei colleghi di lavoro hanno perso cifre simili. Forse non altrettanto quanto me (a me hanno fatto pagare il mio ruolo sindacale), ma comunque cifre molto importanti\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cPerfino i sindacati firmatari si accorgono di non riuscire pi\u00f9 ad avere il ruolo di gestione della manodopera che avevano un tempo. E\u2019 tutto in mano all\u2019azienda, senza intermediazioni\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cNon so, n\u00e9 posso sapere quanti siano gli iscritti alle varie sigle. La Fiom non pu\u00f2 avere iscritti con delega, come accadeva un tempo, ed \u00e8 costretta a far attivare ai propri aderenti la \u2018cessione del credito\u2019. Prima del 2010 la sindacalizzazione era pari al 53%, considerando tutti i sindacati, quelli filopadronali, i confederali, i Cobas, USB, ecc. A oggi non so pi\u00f9 quale possa essere questo dato. Comunque ho la sensazione che grande sia l\u2019adesione al sindacato di comodo, la Fismic. Molti della Fiom, sia delle Carrozzerie, sia della ex Bertone, hanno cambiato sigla sotto il ricatto della cassa integrazione. E\u2019 ovviamente un comportamento non condivisibile, ma, purtroppo, molto spiegabile\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>E, chiediamo, come vivono gli operai FCA la loro separazione dal resto degli operai metalmeccanici, tanto pi\u00f9 in questa fase di vertenza per il CCNL con Federmeccanica?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci risponde <strong>Pasquale<\/strong>: <em>\u201cLa separazione dal contratto metalmeccanico (quello con Federmeccanica) \u00e8 stata totalmente introiettata, anche per responsabilit\u00e0 dei sindacati. La vertenza in corso in queste settimane per il nuovo CCNL con Federmeccanica \u00e8 totalmente lontana dalle preoccupazioni dei lavoratori FCA. D\u2019altra parte, io sto alla Fiat dal 1988, i lavoratori di Mirafiori, dopo la sconfitta del 1980 non hanno pi\u00f9 avuto un ruolo protagonista nelle lotte per il contratto nazionale. Era una vertenza lasciata ai lavoratori delle altre fabbriche. Al massimo gli operai di Mirafiori si occupavano pi\u00f9 che altro del contratto aziendale, che comportava un qualche miglioramento economico. Ma ora non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, perch\u00e9 il CCSL riassume sia il nazionale che l\u2019aziendale. Alcuni si rendono conto delle conseguenze dell\u2019uscita dal CCNL metalmeccanico. Magari hanno amici o parenti che lavorano in aziende aderenti a Federmeccanica e constatano la differenza netta di salario, che cresce sempre di pi\u00f9\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Stefania <\/strong>ci dice:<em> \u201cI dipendenti FCA, rispetto agli altri metalmeccanici delle aziende aderenti a Federmeccanica hanno retribuzioni inferiori di \u20ac 1.900,00 annui, non hanno la quattordicesima. E\u2019 aumentata per loro la parte \u2018premiale\u2019 del salario, che non incide sulla rendita previdenziale, sul TFR, ecc. I nostri stipendi sono diminuiti perfino rispetto all\u2019ultimo contratto metalmeccanico applicato in Fiat, che \u00e8 il CCNL del 2008. Non vengono pagati i primi tre giorni di malattia. La nuova metrica dell\u2019organizzazione del lavoro elimina ogni tipo di pausa e satura al 100% l\u2019intera giornata di lavoro, con le conseguenze immaginabili su chi \u00e8 costretto a lavorare alla catena con i ritmi che impone oggi FCA. La pausa mensa \u00e8 stata spostata a fine turno, in quasi tutti gli stabilimenti, con la conseguenza di lavoratori che sono costretti al digiuno per 7 ore e trenta minuti. Il numero di lavoratori che rinunciano alla mensa aziendale e che approfittano della pausa mensa a fine turno per andarsene a casa mezz\u2019ora prima \u00e8 grande ed \u00e8 in crescita, anche a causa della pandemia, perch\u00e9 cos\u00ec si evita di andare in mensa e si approfitta di pullman meno affollati.<\/em><\/p>\n<p><em>E\u2019 non \u00e8 solo un problema di alimentazione. La pausa mensa a met\u00e0 della giornata lavorativa serviva ai lavoratori per dare ristoro ai muscoli, alla schiena, al corpo in generale. Le scelte di FCA e la connivenza di chi l\u2019ha accettata fa s\u00ec che sta crescendo e crescer\u00e0 la quantit\u00e0 di patologie psicofisiche, muscoloscheletriche, il numero di lavoratori che avranno un danno sul lavoro e che con la loro inabilit\u00e0 totale o parziale graveranno sullo stato\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E, per dedicare un po\u2019 di tempo anche alle prospettive occupazionali, abbiamo chiesto quali siano le previsioni per gli stabilimenti ex Fiat italiani, dopo il famoso accordo tra Fca e PSA, il gruppo Peugeot.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Pasquale <\/strong>ci ricorda di averci gi\u00e0 detto sul quadro occupazionale a Mirafiori. e aggiunge: <em>\u201cE\u2019 un quadro molto preoccupante, ancor pi\u00f9 preoccupante appunto nella prospettiva della \u2018fusione\u2019 con PSA. Di quella fusione non se ne parla in fabbrica, anche perch\u00e9 nessuno ne sa nulla, compresi i sindacati. Non sappiamo a gennaio che cosa ci aspetta. Ora siamo tutti rientrati da settembre, ma non \u00e8 affatto detto che con la fusione non ci saranno nuove richieste di cassa integrazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Sulle prospettive, gi\u00e0 il fatto di aver destinato oltre 100 lavoratori a fare mascherine, dunque un prodotto che non ha nulla a che fare con le auto, \u00e8 un segnale inquietante. E\u2019 vero che spesso si tratta di operai non totalmente idonei ma in altri tempi sarebbero stati destinati ad altri compiti pi\u00f9 attinenti al lavoro delle linee di produzione.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Stefania <\/strong>rincara la dose: <em>\u201cChiamare fusione quella tra FCA e PSA, oltre ad essere una grande bugia, costituisce l\u2019epilogo della nostra fine annunciata. Due grandi aziende dell\u2019auto diventano un unico gruppo, con il fine dichiarato di costruire macchine elettriche e a guida autonoma. Salvo che le fabbriche francesi provengono da 10 anni di investimenti concentrati nel settore. L\u2019elettrico lo fanno gi\u00e0. In FCA invece, in Europa e in Italia, abbiamo sub\u00ecto 10 anni di dismissioni e le linee produttive sono lontane anni luce dall\u2019essere in grado di produrre l\u2019elettrico: dovranno essere stravolte! Nell\u2019accordo \u00e8 scritto a chiare lettere che la guida francese del nuovo gruppo non potr\u00e0 essere contestata da nessuno. Non a caso gli Agnelli-Elkann hanno acquistato da De Benedetti tutta l\u2019opinione pubblica italiana, l\u2019intero gruppo Gedi (Repubblica, L\u2019Espresso, La Stampa, ecc.)&#8230; Ormai solo una piccola parte degli interessi degli Agnelli \u00e8 legata a Fiat-Chrysler. E solo una minima parte di questa parte gi\u00e0 minoritaria \u00e8 rappresentato dalle fabbriche italiane, quelle in cui noi lavoriamo\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cOramai quasi la totalit\u00e0 degli interessi della EXOR (la holding di famiglia) converge su altri investimenti: banche, giornali, Avio (con l&#8217;aerospazio e le armi!), le societ\u00e0 calcistiche, Auchan, Rinascente, Leonardo, Sistemi per la difesa, solo per elencare le pi\u00f9 importanti\u201d. <\/em><\/p>\n<p><em>\u201cIl ridimensionamento della fabbrica di Termoli va avanti da tempo. Sono stati rispediti a Melfi i trasfertisti, meno di due anni fa (e l\u00e0 ora sono in cassa di solidariet\u00e0) e nell\u2019ultimo anno, anche prima dell\u2019epidemia, contiamo diverse centinaia di dipendenti in meno. Oltre 500. Siamo ai minimi storici della forza lavoro della FCA di Termoli, al di sotto delle 2.000 unit\u00e0. Molti sono stati incentivati alla pensione, altri (giovani), hanno pattuito \u2018ad personam\u2019 il licenziamento\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cIl mercato dell\u2019auto, tutti i dati ce lo testimoniano, \u00e8 saturo da tempo e PSA non pensa di produrre vetture in Italia, che vede soprattutto come un grande mercato da conquistare. E questo far\u00e0 una bella differenza in termini di occupazione. Le prospettive, per Termoli sono veramente grigie e rischiamo di spegnerci piano piano. La FCA di Termoli \u00e8 la pi\u00f9 grande realt\u00e0 industriale molisana e rischia di portare a fondo buona parte dell\u2019economia della regione, e non solo. Non ci riferiamo solo all\u2019indotto e ai collegati, ma anche a tutte quelle attivit\u00e0 che nascono e vivono intorno ai posti di lavoro dello stabilimento di Pantano Basso\u201d. <\/em><\/p>\n<p><em>\u201cSenza dimenticare che i salari FCA sono i pi\u00f9\u00a0 bassi tra i metalmeccanici italiani, i quali hanno i salari pi\u00f9 bassi d\u2019Europa, i peggiori orari e la pi\u00f9 alta tassazione\u201d. <\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quanto a <strong>Mimmo <\/strong>ci dice: <em>\u201cIo mi sono fatto un\u2019idea: per noi operai non cambia granch\u00e9 se i padroni dell\u2019azienda saranno francesi e non pi\u00f9 italiani: certamente ci saranno stabilimenti che saranno costretti a chiudere, disoccupati, probabilmente a decine di migliaia, qui a Melfi, a Cassino, a Torino, in Francia e in altri paesi del mondo, che vinca o meno Peugeot. E quelli che rimarranno verranno massacrati dai ritmi che verranno imposti dalla nuova azienda. L\u2019unica ricaduta positiva della fusione potrebbe essere che nel nuovo contesto si riesca a innescare un\u2019internazionalizzazione delle lotte. Io, per esempio, mi aspetto molto dai compagni francesi, perch\u00e9 gli operai francesi, mi sembra che le lotte le sanno ancora fare, molto pi\u00f9 di noi qui in Italia. L\u2019importante \u00e8 che, di fronte a quelle che saranno le ricadute occupazionali dell\u2019accordo, non si agisca difendendo ognuno il proprio recinto, dando un ulteriore gigantesco contributo alla guerra tra poveri, con la conseguenza della contrattazione al ribasso da parte delle organizzazioni sindacali complici, dell\u2019accettazione di un livello di sfruttamento ancora pi\u00f9 selvaggio per restare aperti. Occorrer\u00e0 operare per costruire quella coscienza di classe tra i lavoratori necessaria a resistere\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cLa Fiat ha resistito per molti anni a non guardare neanche al mercato dei motori elettrici, probabilmente sotto la spinta di Chrysler e del mercato del petrolio. Con la conseguenza di ritrovarsi totalmente spiazzata dall\u2019andamento prevedibilissimo del mercato. Partire con l\u2019elettrico con 10 anni di ritardo, mentre la concorrenza, in Corea, in Giappone, nella stessa Francia, \u00e8 mille anni luce pi\u00f9 avanti, ha condotto la Fiat in un vicolo cieco e l\u2019ha costretta ad elemosinare un accordo da qualche partner. Ci ha provato con la Renault-Nissan e poi ha ripiegato su Peugeot. Con questo nuovo partner non giocava pi\u00f9 alla pari come sembrava avvenisse con Renault. Questo accordo invece \u00e8 risultato una vera e propria vendita, affidando ai francesi tutto il potere decisionale e riservando a John Elkann solo un ruolo di rappresentanza\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Stefania <\/strong>coglie l\u2019occasione della nostra intervista per raccontarci le condizioni concrete di vita e di lavoro delle operaie e degli operai FCA di Termoli: <em>\u201cIn azienda \u00e8 sempre pi\u00f9 inutile rivolgersi al medico competente per segnalare disturbi. Quel medico \u00e8 lo stesso che, retribuito dall\u2019azienda, ha valutato e dichiarato idonee le postazioni di lavoro. Cio\u00e8 \u00e8 il controllore che controlla se stesso. Se soffri di una patologia cronica, ad esempio la tiroidite, devi chiedere di essere esonerato dal notturno a quello stesso medico che ha dichiarato idonee quelle postazioni. Con tutta certezza, sta accadendo a Termoli per tanti colleghi, ti dichiara idoneo, dunque ti fa guarire miracolosamente da una malattia cronica, incurabile. Meglio che andare a Lourdes\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cCi sono operai con invalidit\u00e0 civile certificata dalle ASL che vengono dichiarati idonei a lavorare su postazioni unanimemente riconosciute pesanti. E a volte i lavoratori vengono messi l\u2019uno contro l\u2019altro a causa dell\u2019attribuzione delle postazioni pi\u00f9 disagevoli\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cE l\u2019assistente sociale svolge una funzione analoga. Ai colleghi, e, ovviamente, soprattutto alle colleghe che, per vari motivi, non possono lasciare i figli da soli, ma potrebbe essere anche il caso dei genitori invalidi, l\u2019assistente sociale fa ostruzionismo sulle richieste rispetto ai turni di lavoro, rinvia le decisioni e, alla fine le respinge di fatto minacciando di metterti in cassa integrazione. Per l\u2019azienda, quando il figlio ha compiuto l\u2019anno di et\u00e0 pu\u00f2 essere lasciato solo, anche di notte\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cC\u2019\u00e8 un clima di paura che vige da oltre 10 anni alla FCA. Se mandi raccomandate di denuncia alla ASL, l\u2019unico effetto che hai \u00e8 che i capi ti terranno ancora di pi\u00f9 sotto pressione\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cE\u2019 questo l\u2019uso della cassa integrazione, anche di quella di questa fase di pandemia: \u2018sei ammalato? ti metto in cassa, hai la mamma invalida? ti metto in cassa e non in permesso per 104, vuoi andare a donare il sangue? ti metto in cassa, devi allattare tuo figlio? devi rinunciare ai permessi o ti metto con quelli in cassa\u2026\u2019. Con la conseguenza di dover arrivare alla fine del mese con un reddito di 790 euro. A me, in sei mesi, hanno fatto lavorare solo per due settimane, e non nello stesso mese per non farmi maturare nessun rateo di tredicesima. Mi hanno chiamata a lavorare perch\u00e9 dovevano finire una fornitura urgente di 200.000 motori obsoleti per la Turchia. Talmente urgente che hanno fatto lavorare me e i miei compagni di linea anche nel fine settimana perch\u00e9 cos\u00ec poteva ripartire al pi\u00f9 presto la Cig. Per completare questa fornitura hanno perfino sospeso la produzione dei motori ibridi\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cPer il Covid, visto che i capi hanno i loro obiettivi di produzione turno per turno, si saltano le sanificazioni, si corre a casa, rinunciando alla mensa, furbescamente spostata a fine turno. Tieni conto che ci sono tanti operai che vengono da lontano, che partono da casa alle 3 e mezzo\/4 della mattina e che restano a digiuno fino a quando rientrano a casa dopo le 4 del pomeriggio, senza mangiare nulla. E nelle poche e brevissime pause non puoi mangiare perch\u00e9 devi andare al bagno evitando l\u2019assembramento, e senza fare la via pi\u00f9 breve, ma rispettando i \u2018percorsi Covid\u2019. Se non ce la fai ti metto in cassa. C\u2019\u00e8 gente infartuata che viene a lavorare, con i venti turni, compresa la notte. Chi presenta certificazioni del medico per s\u00e9 o per i propri figli viene messo in cassa Covid. Con il risultato che anche chi ha patologie gravi e realmente invalidanti non le dichiara. Senza trascurare il fatto che cos\u00ec le esigenze di efficienza produttiva di FCA vengono scaricate sulle spalle della spesa statale, con risorse che potrebbero essere utilizzate ben diversamente\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cQuesto \u00e8 il modo in cui il singolo lavoratore cerca di difendersi, dimenticando totalmente l\u2019idea della difesa collettiva, che \u00e8 alla base dell\u2019idea di sindacato, che, oltre che difesa \u00e8 anche progetto, conquista relativamente stabile. Il singolo lavoratore, al contrario, oggi, non vede pi\u00f9 l\u2019obiettivo del cambiamento, magari parziale, ma effettivo\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cE\u2019 tutta l\u2019idea del fare sindacato che ormai viene interpretata in modo distorto da parte dei lavoratori, c\u2019\u00e8 perfino un logoramento del linguaggio che andrebbe affrontato. Lo stesso termine \u2018sindacato\u2019 ha assunto alle orecchie dei lavoratori un significato degenerato. Marchionne, e chi ha acconsentito al suo progetto, in questo ha raggiunto pesanti risultati: ha distrutto l\u2019idea del sindacato come azione collettiva e consapevole, l\u2019idea di potersi opporre tutti insieme. Se il grosso dei lavoratori non ammette che si possa contestare apertamente quel che dice il padrone, \u00e8 difficile, se non impossibile fare sindacato. Quando si afferma, solennemente, che c\u2019\u00e8 un obiettivo comune tra te e il padrone, quello della \u2018produttivit\u00e0\u2019, che \u00e8 sbagliato opporsi alla volont\u00e0 padronale, si torna indietro di decenni. Mio nonno mi raccontava che quando si raccoglievano le patate nella piana del Fucino, chi non aveva da mangiare si affollava seduta a terra nelle piazze del paese per aspettare che il signorotto lo chiamasse per avere almeno una giornata di lavoro come bracciante. A volte l\u2019attesa era di giorni, prima che il signore ti chiamasse, scegliendo \u2018tu s\u00ec e tu no\u2019, tu \u20185 denari\u2019, tu invece \u20183 denari\u2019. Se sei d\u2019accordo bene, se no aspetti altri giorni e magari non ti chiama nessuno. Rischiamo di tornare a quella logica, a quella condizione\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cTi racconto un paradosso accaduto ad una mia compagna di lavoro, madre single, con tre figli, uno di tre anni e due adolescenti. Volendo seguirli un po\u2019 nel pomeriggio ha chiesto all\u2019azienda di lasciarle liberi i pomeriggi ed eventualmente collocandola di tanto in tanto nel turno notturno, quando le risultava pi\u00f9 agevole lasciare i figli soli mentre dormono. Conclusione: l\u2019azienda l\u2019ha collocata fissa sempre di notte ma, visto il \u2018favore\u2019 fattole, le ha chiesto di lavorare anche nel suo giorno libero a scorrimento, cosa che l\u2019operaia non ha potuto non accettare\u2026\u201d. <\/em><\/p>\n<p><em>\u201cNessuno ha spiegato il senso dello spostamento della mensa a fine turno, tanto pi\u00f9 in una fase di epidemia come quella che stiamo vivendo. Per la regola del distanziamento, dai sette turni di mensa che prima c\u2019erano si sarebbe dovuti passare a un numero ancora maggiore di turni, per diradare l\u2019affollamento. Invece tutti insieme, 1.000 persone a fine turno. Con il risultato che si deve far la fila teoricamente in mille per prendere il sacchetto preconfezionato, che ha sostituito il prodotto fresco, e la gran parte rinuncia. Con grande profitto per FCA che gi\u00e0 sta pensando di eliminare il servizio mensa, licenziando i lavoratori che impiega e che sono pagati a chiamata. Ci sono dipendenti della mensa che hanno lavorato per due giorni in un mese\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cE non \u00e8 solo la mensa: gli spogliatoi sono pericolosi? allora non vi spogliate pi\u00f9, con il risultato che gli operai restano per dieci ore con la tuta sporca addosso. Ma sono pericolosi anche i bagni, i pullman\u2026\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cD\u2019altra parte anche i 20 turni aumentano il rischio di contagio: il sabato e la domenica i trasporti collettivi sono molto pi\u00f9 rarefatti, cos\u00ec gli operai si organizzano e vengono al lavoro in automobile, riempiendola passando a raccogliere i colleghi che abitano vicino, ovviamente senza la possibilit\u00e0 di rispettare le minime regole di distanziamento. Si portano da mangiare da casa, consumando il pasto dentro l\u2019officina, mentre vanno in bagno\u2026\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cCi dicono: se facciamo i 20 turni vuol dire che l\u2019azienda va bene, dunque non vi lamentate e non mettete gli scioperi, senza considerare che per l\u2019azienda \u00e8 pi\u00f9 conveniente intensificare la produzione, anche con i notturni, e poi, raggiunti gli obiettivi, mettere tutti in cassa risparmiando sull\u2019energia elettrica e tutte le altre spese fisse. Ci\u00f2 significa per l\u2019azienda che, se le cose vanno bene, conviene fare veloci e, se vanno male, conviene fare veloci lo stesso. Occorre che i lavoratori capiscano che, se non si muovono loro, noi, ben che va, continueremo a lavorare cos\u00ec\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Stefania <\/strong>ci ha dato qualche dato sulla situazione del Covid in azienda, cos\u00ec lo chiedo anche agli altri.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Mimmo<\/strong>, da parte sua ci dice: <em>\u201cIl risultato negativo del fallimento della lotta contro il CCSL lo si vede anche nella difficolt\u00e0 a rispondere ai rischi di contagio. Ad esempio oggi noi abbiamo definito lo stabilimento di Melfi come la \u2018la pi\u00f9 grande zona rossa della Basilicata\u2019, con i suoi oltre 100 dipendenti censiti come \u2018positivi\u2019 al Covid-19. Ma una \u2018zona rossa\u2019 nella quale ogni giorno entrano ed escono migliaia di persone senza alcuna limitazione e senza nessuna reale sanificazione, con lo stesso numero di pullman e senza il minimo distanziamento sui mezzi di trasporto. Non \u00e8 un caso che le giornate semispontanee di sciopero del marzo scorso per chiudere le aziende a rischio contagio non abbiano toccato gli stabilimenti FCA\u201d. <\/em><\/p>\n<p><em>\u201cUsb Basilicata (e solo Usb) ha cos\u00ec indetto per ben due volte 24 ore di sciopero, il 26 settembre e il 13 novembre, anche per denunciare la deroga decretata dal presidente della regione per consentire anche ai lavoratori delle zone rosse di recarsi al lavoro alla FCA. Ma, occorre sottolinearlo, proprio per la scarsa credibilit\u00e0 dello strumento dello sciopero, oggi che \u00e8 in gioco perfino la salute e forse la stessa vita dei lavoratori esposti al contagio, solo pochissimi si ribellano\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cNon lo dico per vantarci, ma siamo stati gli unici a muoverci sul terreno del contrasto dal basso al Covid. Siamo perfino riusciti a imporre un tavolo attorno al quale, pur non essendo un sindacato formalmente riconosciuto, eravamo seduti noi assieme ai rappresentanti dell\u2019azienda, alle autorit\u00e0 regionali e ai carabinieri, per discutere sull\u2019andamento dei contagi nei reparti\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cIl CCSL, tra tutti i suoi punti negativi, ha anche la questione dei 20 turni a ciclo continuo, introdotti a partire dal 2014, che ha molto colpito i lavoratori. La Fiom non ha preso alcuna iniziativa su questo ulteriore peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita. Noi abbiamo dichiarato sciopero sugli straordinari, per contrastare i 20 turni. Questa nostra iniziativa \u00e8 stata quella che ha particolarmente infastidito Landini che poi ci ha cacciato dalla Fiom. Ora, come Usb di Melfi noi continuiamo a contrastare sistematicamente quella misura, indicendo lo sciopero per tutte le domeniche pomeriggio. All\u2019inizio di ogni anno Usb indice lo sciopero per tutte le domeniche pomeriggio dell\u2019anno e per tutti gli straordinari, dal 1\u00b0 gennaio al 31 dicembre. Questo per contrastare uno dei contenuti peggiori del CCSL ma anche per restituire nelle mani dei lavoratori lo strumento di lotta. Noi non vogliamo la classica pratica sindacale: io proclamo uno sciopero, aspetto che l\u2019azienda mi convochi, sospendo lo sciopero\u2026 cos\u00ec il lavoratore resta marginalizzato, risulta solo un oggetto dell\u2019azione sindacale e ancor pi\u00f9 della contrattazione. E i risultati si vedono, soprattutto per le domeniche pomeriggio lavorative, che abbiamo ricominciato a farne tantissime. Ebbene, abbiamo una media di 450-500 lavoratori che ogni domenica pomeriggio comandata scioperano. Sono numeri importanti, rispetto alla partecipazione agli scioperi in Fca, che \u00e8 oramai ridotta a cifre marginali. Ammesso che qualcuno proclami sciopero, cosa che non succede. La nostra oramai \u00e8 l\u2019unica azione sindacale di contrasto al CCSL. Avevamo pensato di proclamare uno sciopero di 15 minuti ogni giorno, per riconquistare le pause abolite con il CCSL, come fanno alla Sevel di Atessa, ma abbiamo verificato numerosi problemi formali e giuridici che ci hanno indotto a rinunciare\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E <strong>Pasquale<\/strong>: <em>\u201cI contagi di operai in azienda sui circa 3.000 addetti sono un po\u2019 pi\u00f9 di 50, ma ci sono molti in quarantena, a causa di familiari \u2018positivi\u2019 ai tamponi. Le misure di distanziamento e di prevenzione sono in gran parte rispettate, con la pulizia dei reparti, dei bagni, dei carrelli, con 5 minuti di tempo per pulire la propria postazione. Il minimo indispensabile viene rispettato. L\u2019assurdit\u00e0 \u00e8 quella dello spostamento della mensa a fine turno, con la gran parte degli operai che non ne usufruisce perch\u00e9 trova assurdo mangiare alle 21,30 e preferisce andare a casa mezz&#8217;ora prima.<\/em><\/p>\n<p><em>Naturalmente in uno stabilimento di oltre 3.000 persone \u00e8 impossibile impedire del tutto il contagio. Sarebbe necessario fermare la produzione. Ma non si far\u00e0 se non lo imporremo noi\u2026\u201d.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>DI FABRIZIO BURATTINI Dieci anni fa (per l\u2019esattezza il 15 giugno 2010) veniva stipulato un accordo separato tra la FIAT da un lato e dall\u2019altro Fim-Cisl, Uilm, Ugl e Fismic, un accordo separato che, con <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/2020\/12\/08\/intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca\/\" title=\"INTERVISTA COLLETTIVA SULLA SITUAZIONE IN FCA\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":76,"featured_media":298,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[46,60,124],"class_list":["post-200","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-contrattazione-sindacale","tag-contrattazione","tag-fabrizio-burattini","tag-sindacale"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>INTERVISTA COLLETTIVA SULLA SITUAZIONE IN FCA - UNION-NET<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/2020\/12\/08\/intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"INTERVISTA COLLETTIVA SULLA SITUAZIONE IN FCA - UNION-NET\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"DI FABRIZIO BURATTINI Dieci anni fa (per l\u2019esattezza il 15 giugno 2010) veniva stipulato un accordo separato tra la FIAT da un lato e dall\u2019altro Fim-Cisl, Uilm, Ugl e Fismic, un accordo separato che, con [...]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/2020\/12\/08\/intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"UNION-NET\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2020-12-08T07:24:04+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"http:\/\/www.pennati.net\/union-net\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2020\/12\/1616px-FCA_Pressconference_Genf_2019_1Y7A5368.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1616\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1080\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Fabrizio Burattini\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Fabrizio Burattini\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"34 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.pennati.net\\\/union-net\\\/2020\\\/12\\\/08\\\/intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.pennati.net\\\/union-net\\\/2020\\\/12\\\/08\\\/intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Fabrizio Burattini\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.pennati.net\\\/union-net\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/853640751a0350f0e1dc259856471c80\"},\"headline\":\"INTERVISTA COLLETTIVA SULLA SITUAZIONE IN FCA\",\"datePublished\":\"2020-12-08T07:24:04+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.pennati.net\\\/union-net\\\/2020\\\/12\\\/08\\\/intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca\\\/\"},\"wordCount\":6750,\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.pennati.net\\\/union-net\\\/2020\\\/12\\\/08\\\/intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.pennati.net\\\/union-net\\\/wp-content\\\/uploads\\\/sites\\\/20\\\/2020\\\/12\\\/1616px-FCA_Pressconference_Genf_2019_1Y7A5368.jpg\",\"keywords\":[\"CONTRATTAZIONE\",\"FABRIZIO BURATTINI\",\"SINDACALE\"],\"articleSection\":[\"Contrattazione &amp; sindacale\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.pennati.net\\\/union-net\\\/2020\\\/12\\\/08\\\/intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.pennati.net\\\/union-net\\\/2020\\\/12\\\/08\\\/intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca\\\/\",\"name\":\"INTERVISTA COLLETTIVA SULLA SITUAZIONE IN FCA - UNION-NET\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.pennati.net\\\/union-net\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.pennati.net\\\/union-net\\\/2020\\\/12\\\/08\\\/intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.pennati.net\\\/union-net\\\/2020\\\/12\\\/08\\\/intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.pennati.net\\\/union-net\\\/wp-content\\\/uploads\\\/sites\\\/20\\\/2020\\\/12\\\/1616px-FCA_Pressconference_Genf_2019_1Y7A5368.jpg\",\"datePublished\":\"2020-12-08T07:24:04+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.pennati.net\\\/union-net\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/853640751a0350f0e1dc259856471c80\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.pennati.net\\\/union-net\\\/2020\\\/12\\\/08\\\/intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.pennati.net\\\/union-net\\\/2020\\\/12\\\/08\\\/intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.pennati.net\\\/union-net\\\/2020\\\/12\\\/08\\\/intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.pennati.net\\\/union-net\\\/wp-content\\\/uploads\\\/sites\\\/20\\\/2020\\\/12\\\/1616px-FCA_Pressconference_Genf_2019_1Y7A5368.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.pennati.net\\\/union-net\\\/wp-content\\\/uploads\\\/sites\\\/20\\\/2020\\\/12\\\/1616px-FCA_Pressconference_Genf_2019_1Y7A5368.jpg\",\"width\":1616,\"height\":1080,\"caption\":\"Von Alexander Migl - Eigenes Werk, CC BY-SA 4.0, Link\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.pennati.net\\\/union-net\\\/2020\\\/12\\\/08\\\/intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.pennati.net\\\/union-net\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"INTERVISTA COLLETTIVA SULLA SITUAZIONE IN FCA\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.pennati.net\\\/union-net\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.pennati.net\\\/union-net\\\/\",\"name\":\"UNION-NET\",\"description\":\"Il sindacalismo non \u00e8 morto\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.pennati.net\\\/union-net\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.pennati.net\\\/union-net\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/853640751a0350f0e1dc259856471c80\",\"name\":\"Fabrizio Burattini\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/f934dddc460f9268079a1ccfc17bff5b64daef3499da0836302ded65e3292220?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/f934dddc460f9268079a1ccfc17bff5b64daef3499da0836302ded65e3292220?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/f934dddc460f9268079a1ccfc17bff5b64daef3499da0836302ded65e3292220?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Fabrizio Burattini\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/www.pennati.net\\\/union-net\\\/author\\\/fabrizioburattini\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"INTERVISTA COLLETTIVA SULLA SITUAZIONE IN FCA - UNION-NET","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/2020\/12\/08\/intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"INTERVISTA COLLETTIVA SULLA SITUAZIONE IN FCA - UNION-NET","og_description":"DI FABRIZIO BURATTINI Dieci anni fa (per l\u2019esattezza il 15 giugno 2010) veniva stipulato un accordo separato tra la FIAT da un lato e dall\u2019altro Fim-Cisl, Uilm, Ugl e Fismic, un accordo separato che, con [...]","og_url":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/2020\/12\/08\/intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca\/","og_site_name":"UNION-NET","article_published_time":"2020-12-08T07:24:04+00:00","og_image":[{"width":1616,"height":1080,"url":"http:\/\/www.pennati.net\/union-net\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2020\/12\/1616px-FCA_Pressconference_Genf_2019_1Y7A5368.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Fabrizio Burattini","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Fabrizio Burattini","Tempo di lettura stimato":"34 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/2020\/12\/08\/intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/2020\/12\/08\/intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca\/"},"author":{"name":"Fabrizio Burattini","@id":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/#\/schema\/person\/853640751a0350f0e1dc259856471c80"},"headline":"INTERVISTA COLLETTIVA SULLA SITUAZIONE IN FCA","datePublished":"2020-12-08T07:24:04+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/2020\/12\/08\/intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca\/"},"wordCount":6750,"image":{"@id":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/2020\/12\/08\/intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2020\/12\/1616px-FCA_Pressconference_Genf_2019_1Y7A5368.jpg","keywords":["CONTRATTAZIONE","FABRIZIO BURATTINI","SINDACALE"],"articleSection":["Contrattazione &amp; sindacale"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/2020\/12\/08\/intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca\/","url":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/2020\/12\/08\/intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca\/","name":"INTERVISTA COLLETTIVA SULLA SITUAZIONE IN FCA - UNION-NET","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/2020\/12\/08\/intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/2020\/12\/08\/intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2020\/12\/1616px-FCA_Pressconference_Genf_2019_1Y7A5368.jpg","datePublished":"2020-12-08T07:24:04+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/#\/schema\/person\/853640751a0350f0e1dc259856471c80"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/2020\/12\/08\/intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/2020\/12\/08\/intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/2020\/12\/08\/intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2020\/12\/1616px-FCA_Pressconference_Genf_2019_1Y7A5368.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2020\/12\/1616px-FCA_Pressconference_Genf_2019_1Y7A5368.jpg","width":1616,"height":1080,"caption":"Von Alexander Migl - Eigenes Werk, CC BY-SA 4.0, Link"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/2020\/12\/08\/intervista-collettiva-sulla-situazione-in-fca\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"INTERVISTA COLLETTIVA SULLA SITUAZIONE IN FCA"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/#website","url":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/","name":"UNION-NET","description":"Il sindacalismo non \u00e8 morto","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/#\/schema\/person\/853640751a0350f0e1dc259856471c80","name":"Fabrizio Burattini","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/f934dddc460f9268079a1ccfc17bff5b64daef3499da0836302ded65e3292220?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/f934dddc460f9268079a1ccfc17bff5b64daef3499da0836302ded65e3292220?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/f934dddc460f9268079a1ccfc17bff5b64daef3499da0836302ded65e3292220?s=96&d=mm&r=g","caption":"Fabrizio Burattini"},"url":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/author\/fabrizioburattini\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/200","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/wp-json\/wp\/v2\/users\/76"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=200"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/200\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/wp-json\/wp\/v2\/media\/298"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=200"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=200"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pennati.net\/union-net\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=200"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}