Il Jobs Act e la risposta sindacale.
Il sig. Renzi dice di volere rispettare il mandato datogli da oltre il 40% degli Italiani. A parte il fatto che non si tratta del 40% degli italiani ma del totale di chi ha votato e considerando l’enorme astensionismo, i reali valori di quel dato sono ben diversi da come vengono proclamati, in secondo luogo si trattava di elezioni Europee e non per il Parlamento italiano, per il quale il signorino “so tutto io” non è mai stato eletto invece insediato con un golpe bello e buono. Inoltre semplici calcoli matematici (prendendo a riferimento passate elezioni), testimoniano come l’elettorato PD sia determinato dalla somma di uno zoccolo duro di simpatizzanti e da moltissimi destrosi che finalmente riconoscono nel Presidente del Consiglio il leader giusto per vedere realizzati i loro sogni liberali di carattere politico\economico.
Contestuale conseguenza è che le vittorie in Parlamento, il PD le ottiene grazie all’alleanza con Forza Italia di Berlusconi, passato da acerrimo nemico ad interlocutore preferito e fedele alleato. Dice di volere difendere i diritti di coloro che sino ad ora non hanno avuto questo privilegio. Chi sarebbero ora questi fortunati? Le aziende? I ricchi? I padroni? Le banche? Le multinazionali? Dalle sue manovre politiche sono senza dubbio questi soggetti i “nuovi” tutelati. E i lavoratori dipendenti? I piccoli artigiani e commercianti? Le piccole aziende e partite iva? I pensionati? Gli studenti? I disoccupati?
Tutte queste categorie, ovvero la stragrande maggioranza della gente, per il leader fascista possono tranquillamente: non arrivare a fine mese, subire estorsioni da Equitalia, pagare tasse infinite, subire il lavoro precario, essere licenziati in qualsiasi momento, dovere sborsare denaro per ricevere assistenza sanitaria o per frequentare le scuole dell’obbligo ecc, al limite possono arrivare anche a suicidarsi, in nome del suo “mandato”.
Accentratore di potere, demolitore delle “minoranze”, sbeffeggiatore dei sindacati, schiacciasassi dei suoi dissidenti, assassino dei diritti fondamentali delle persone, falso ma accattivante nelle masse popolari con slogan d’effetto e parlantina tagliente, quale miglior “attore” protagonista per attuare tutti quei progetti fascisti dettati dalla UE e dai “seguaci della religione” del capitale finanziario!
Il Jobs Act del PD è il concentrato di tutte queste innegabili ingiustizie sociali: si passa dall’attacco allo Statuto dei Lavoratori alla limitazione del diritto allo sciopero.
I sindacati hanno “parzialmente” reagito, passatemi il termine ma parzialmente è d’obbligo: UIL, CISL ed altri si defilano dalla “lotta”, la FIOM (senza la CGIL) ha organizzato sit-in in diverse città mentre USB e CGIL hanno la “brillante” idea di organizzare due manifestazioni di protesta separate, alla faccia della comunione di intenti. Poco male, USB ha riempito le piazze d’Italia venerdì 24 ottobre e la CGIL ha paralizzato Roma con un milione e mezzo di persone sabato 25 ottobre (per completezza UGL ha organizzato un corteo a parte, sempre a Roma e sempre il 25 ottobre ma nessuno se n’è accorto, forse perché erano in quattro e forse perché la loro protesta è veramente poverissima di contenuti). Certo è che in quest’ultima manifestazione della CGIL le contraddizioni politiche ed intellettuali erano evidenti, politici quali Civati, Fassina, Cuperlo, Bindi, Vendola hanno partecipato al corteo ma io gli dico: se siete in disaccordo con le manovre del vostro partito esiste la possibilità di rimettere le dimissioni, questo sì sarebbe un segnale tangibile in direzione della popolazione. Ad ogni modo è stata una manifestazione più che sentita e più che “sofferta”, la dimostrazione evidente di un Paese in ginocchio e che ritiene necessario un cambiamento radicale, a favore del lavoro, a favore dei lavoratori.
Care confederazioni sindacali, avete dormito sino ad ora, avete commesso errori madornali ma adesso che avete deciso di agire, obbligatoriamente occorre dare continuità all’evento, fomentare la protesta, unire la gente per il bene comune e quindi: sciopero generale il prima possibile.
Non ha senso attendere sviluppi che positivi non saranno mai con il fascistello di Firenze al “comando”. Costui è arrivato a comunicare il peggio del peggio: incontra i sindacati e poi li snobba dicendogli di trattare con le aziende e non con il Governo; insinua che il posto di lavoro fisso non deve esistere più per nessuno e che sino ad ora è stato un privilegio. Cosa deve aggravare tali atteggiamenti per fare esplodere la rabbia degli italiani? Siamo al capolinea di una tragedia popolare caro Renzi, ora devi fare i conti con la protesta.
Lascia un commento