Drastico taglio alle prerogative sindacali.

Ancora la mannaia: dimezzati i permessi ed i distacchi sindacali.

 

Il Ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia, ha deciso di dimezzare i permessi ed i distacchi sindacali per la pubblica amministrazione a partire dal 1 Settembre 2014. Il testo della circolare recita: “Tutte le associazioni sindacali rappresentative dovranno comunicare alle amministrazioni la revoca dei distacchi sindacali non più spettanti” ed avverrà “Il rientro nelle amministrazioni dei dirigenti sindacali oggetto dell’atto di revoca”.

Prima di commentare ed analizzare questo penoso provvedimento, chiariamo chi è la trentatreenne Marianna Madia: trattasi di un ministro super raccomandato dalle potenti amicizie derivanti dalla famiglia, infatti, oltre ad essere figlia del giornalista ed attore Stefano Madia, consigliere comunale a Roma per il PDS di Veltroni, è pronipote di Titta Madia, deputato del Partito Nazionale Fascista prima e del MSI poi e nipote (nonno materno) di Normanno Messina, giornalista parlamentare legato a doppio filo alla DC; venendo all’attualità, la signora Madia si è resa celebre (oltre che per comparsate televisive) per alcune frasi come: “Laurea con lode fra un mese” oppure “In parlamento porto in dote la mia straordinaria inesperienza”; nell’ambiente politico, dopo la “corte” di Veltroni ed Enrico Letta, diventa la prediletta di D’Alema, poi siede al fianco di Bersani, si “fa un giro” dalle parti di Pippo Civati per poi “abbracciare” definitivamente (per ora) Renzi. Cosa ne sappia di pubblica amministrazione non è dato sapere, certo è che il ministro il “valzer lo balla benissimo” e di gente “importante” ne conosce parecchia. L’Europa è per lei un mito, tanto da preferirla alla sua Nazione.

Torniamo al dimezzamento dei permessi e dei distacchi sindacali, la reazione delle confederazioni è abbastanza scontato, il malcontento è evidente. Così si esprimono concordi, in merito, i massimi dirigenti sindacali: il segretario generale della CISL, Raffaele Bonanni: “che rinnovi i contratti dei pubblici dipendenti fermi scandalosamente da ben sette anni” e ancora: “non sarà l’ennesimo taglio dei distacchi sindacali, che peraltro la CISL non ha contrastato, a risolvere i problemi della pubblica amministrazione”; il segretario generale aggiunto UIL Carmelo Barbagallo: “questa scelta non c’entra nulla con la spending review. Da tale operazione, infatti, non scaturirà alcun risparmio per lo Stato; anzi, il rientro dei distaccati comporterà un aumento dei costi per le casse pubbliche, perché occorrerà pagare a questi dipendenti anche il salario accessorio, i buoni pasto e la produttività”; il responsabile dei settori pubblici della CGIL Michele Gentile: “chiaramente metterà in difficoltà ma siamo forti e continueremo ad esercitare la nostra funzione sindacale”.

Non ci sono dubbi che le varie organizzazioni sindacali subiranno passivi questo schiaffo ben assestato, in quanto anch’esse sono ormai parte di tale meccanismo distruttivo, basti pensare al nulla messo in atto contro la demolizione dell’articolo 18, oppure il nulla contro manovre finanziarie improponibili, il nulla contro l’orribile riforma sulle pensioni, il nulla contro il recente decreto sul lavoro di Renzi (Job’s Act) e ancora il nulla contro le nuove regole sulla rappresentanza sindacale (anzi avvallate e sottoscritte), ecc.

Questo drastico taglio alle prerogative sindacali, testimonia ancora una volta quanto a questo Governo fascista non importi niente dei lavoratori e dei loro diritti. I politici usurpatori, perseverano nel rubare al povero (ormai il popolo schiavo), per dare al ricco (le oligarchie finanziarie europee); lo annichiliscono rendendolo succube e credulone per mezzo dei media e poi lo amputano dei suoi diritti fondamentali (lavoro, sanità, istruzione, casa, ecc) e dei suoi denari, oltre che della dignità e della libertà. Ogni passo mosso da questa classe politica, in qualsiasi ambito ed a qualsiasi livello, va in questa direzione.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*