ALITALIA. ANCORA STALLO NELLA VALUTAZIONE DELLE OFFERTE

DI VIRGINIA MURRU

 

Si è concluso l’incontro interlocutorio al Mise tra i ministri Carlo Calenda, Graziano Delrio e i Commissari straordinari Alitalia, Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari . Al momento non ci sono novità di rilievo, c’è stata solo un’analisi e uno scambio d’impressioni sulla procedura di amministrazione e il processo di vendita della Compagnia.

Si è in definitiva concordato sull’esigenza di ulteriori approfondimenti prima dell’avvio di una negoziazione in esclusiva. Si dovranno valutare con attenzione le tre manifestazioni d’interesse più importanti per il rilevamento dell’ex compagnia di bandiera, e dunque le proposte di Lufthansa, Easy Jet e il Fondo Cerberus.

I tre Commissari hanno puntualizzato che nel primo trimestre Alitalia presenterà una situazione di ricavi in crescita rispetto allo stesso periodo del 2017, e che il prestito ottenuto dallo Stato (900 milioni), non è stato utilizzato. I ministri hanno poi fornito indicazioni ai Commissari per giungere alla conclusione rapida della trattativa allorché si presentasse un’offerta solida e congrua.

Lufthansa, per ora, nonostante le aspettative fossero quelle di un orizzonte più certo, con intese vincolanti, resta in sala d’attesa. Del resto, in più occasioni, il ministro Delrio ha precisato che Alitalia non può essere svenduta con la logica ‘del miglior realizzo’, seguendo ciecamente le condizioni di chi vorrebbe rilevarla. E la Cgil ha a sua volta messo in evidenza la contrarietà verso un possibile piano di esuberi , una delle clausole di Lufthansa per l’acquisto.

Il ministro dei Trasporti Delrio ha anche più volto messo in chiaro l’intento di rendere più veloci le procedure per gli accordi “affinché non si sprechino i soldi degli italiani, e il prestito ponte concesso dal Governo Gentiloni, 900 milioni in tutto, ancora intonso, si eviti di intaccarlo.”

Si deve poi ricordare che nelle travagliate vicende che hanno riguardato Alitalia, è intervenuta anche la Regione Lazio, con 3 milioni e mezzo di euro, a sostegno dei dipendenti della compagnia, che coinvolgono peraltro fortemente la regione, dato che tra aziende operanti sul territorio e 12 mila dipendenti, c’è un evidente interesse alla tutela.

I Commissari, prima della delicata decisione finale, hanno seguito un iter a ritroso, analizzando ancora una volta, le 32 manifestazioni d’interesse che erano pervenute alla sede dell’ex compagnia di bandiera a giugno del 2017. I relativi soggetti interessati sono stati riascoltati, l’intesa, a questo punto, potrebbe essere raggiunta in modo anche imprevedibile, con possibili modifiche ai precedenti accordi e nuovi scenari.

Delle tre proposte più vicine al traguardo ‘acquisto’, Easy Jet e Lufthansa hanno presentato offerte vincolanti, mentre il Fondo Cerberus ha presentato solo una manifestazione di interesse, non offerte formali.
Intanto ci sono in gioco anche Delta e Air France, quest’ultima ha avuto accesso alla data room, segno di interesse prima di elaborare un’offerta. La partita in campo è pertanto ancora aperta, gli interlocutori sono aumentati, e il clima di ‘concorrenza’ non potrà che giovare alle trattative in corso; a favore di Alitalia, ci si augura.

Difficilmente si prenderà una decisione prima delle prossime elezioni politiche, ormai prossime, per ragioni di opportunità è possibile che il tutto slitti alle soglie dell’estate, anche perché, qualora si procedesse ad un taglio sul piano dell’occupazione, i sindacati si rivolterebbero.

Se si optasse per Lufthansa, si deve essere consapevoli che gli esuberi sfiorerebbero le 2 mila unità, oltre ad un processo di riduzione della flotta, e conseguenti cancellazioni di tratte a medio e lungo raggio che determinano solo costi. E’ una strategia della Compagnia tedesca, la quale si è dimostrata inflessibile su questi punti, fondamentali per il risanamento dell’azienda.

E’ altrettanto evidente che ogni soggetto proponente, tende a ‘portare l’acqua al proprio mulino’, e non certo a compiacere gli interessi della controparte. In gioco ci sono gli hub, le più grandi compagnie che si sono avvicinate alla data room di Alitalia, mirano a incrementare il traffico attraverso nuovi flussi, è in definitiva la logica del puro profitto, che va oltre ogni scrupolo di ripercussione sul piano occupazionale.

Ma forse più di ogni altro rischio c’è da valutare la perdita di autonomia, questi colossi del traffico aereo, considerano Alitalia semplicemente un mezzo per rendere più solidi e stabili i loro bilanci. Sul piano decisionale, l’ex compagnia di bandiera potrebbe perdere veramente autonomia, e anche quel prestigio internazionale che, malgrado tutte le battaglie perse in retrovia, l’ha contraddistinta.

Considerazioni sulle quali non si dovrebbe sorvolare a prescindere, nonostante la criticità del momento.