SPREAD BTP-BUND, RIFLESSI NEGATIVI OLTRE I CONFINI EUROPEI

DI VIRGINIA MURRU

 

Inutile cercare eufemismi, l’Italia sta vivendo uno dei momenti più drammatici, purtroppo non solo nel versante politico, ma anche in quello economico-finanziario (semmai queste variabili interdipendenti potessero essere considerate in modo disgiunto..). Momenti in cui anche le parole diventano cristalli da maneggiare con cura, perché possono essere recepite e interpretate nella loro pura accezione letterale.

I mercati finanziari sono diventati bersagli sensibili, più che mai. Certo era evidente per tutti che i risultati delle urne, in Italia, avrebbero portato sconvolgimenti negli assetti politici, e ribaltato gli equilibri in Parlamento, ma francamente era difficile presentire un tale dissesto.

Non era previsto questo sconquasso generale, e le ripercussioni così pesanti sul piano finanziario, con Piazza Affari che sembra essere diventata un faro che trasmette segnali di allarme in tutto il pianeta.

Che l’Italia, da seconda economia industriale europea, esercitasse il suo peso in ambito Ue, e l’Eurozona in particolare, era evidente, ma che rischiasse di essere pure determinante per la solidità dell’Euro, era una concezione lontana, o meglio: non era in discussione.

Dalla settimana scorsa lo spread sembra l’ago di una bussola impazzita, nei mercati si avverte tensione al limite del panico, e così si susseguono le sedute, una dopo l’altra. con avvio e chiusura in negativo.
Oggi l’indice Ftse Mib è ancora in perdita: -1,8%, a 21.535 punti. Nel mirino di questa crisi politica, che tutto sta travolgendo sotto il suo passaggio, i maggiori istituto di credito italiani, che con fatica stavano riacquistando credibilità sul piano internazionale.

Nei giorni scorsi ci sono state perdite consistenti registrate da Unicredit, Bpm, Mps. Anche Poste è stata interessata dal cliclone, ma ovviamente il repertorio è ben più ampio. Oggi l’avvio a Piazza Affari non promette di meglio, le banche in primo piano, le più bersagliate nel sistema.

Solo ieri a Milano il Ftse All Share (indice di tutti i titoli del listino), ha lasciato sul campo l’1,88%, mandando così al rogo 12 mld di euro. Ora il saldo della capitalizzazione, bruciato in una decina di sedute, va oltre i 62 miliardi di euro. Sempre ieri sera lo spread ha chiuso in forte ascesa: a 233 punti base.

Sul settore bancario sta imperversando il sell-off, effetto di un certo panico diffuso nei mercati, causato dall’ascesa turbolenta dei rendimenti sul Btp, mettendo in risalto la relativa solidità di un comparto che ancora stenta a riprendere quota. E così l’osservatorio internazionale punta la lente da vicino agli istituti di credito italiani. Ieri, intanto, l’indice Ftse All-Share Banks, ha chiuso in forte perdita: -3,67%, e tanti titoli che a causa del sell-off percorrono la via della volatilità.

La causa principale di questa ‘aggressione’ all’indice del comparto bancario è, neanche a dirlo, lo spread; le conseguenze, se l’andamento negativo dovesse persistere, è di un’inversione del trend principale, (rispetto ai mesi precedenti).

La coalizione Lega-5Stelle non è andata avanti con la formazione del nuovo governo, e dunque la mancanza di stabilità pesa come il piombo sull’attendibilità di una nazione solida sul piano politico ed economico. Tanto basta ai mercati per scatenare reazioni a catena, che col passare dei giorni diventano sempre più insidiose per la precarietà dei conti pubblici del Paese.

Ancora incertezza in prospettiva, dunque, e gli effetti, come un boomerang, stanno intaccando l’euro, che è diventato nelle ultime settimane vulnerabile, non solo nei confronti del dollaro. Il monito del presidente della Confindustria, Vincenzo Boccia, non è da sottovalutare: “L’Italia senza l’euro? Sarebbe davvero la fine, non si può nemmeno scherzare su certe cose.”

Intanto, se non ci saranno le premesse per una solidità politica degna di questo nome, sarà come costruire alle pendici di un vulcano in eruzione, tutt’altro che in stato di quiescenza. Gli effetti della crisi politica sono stati amplificati sul piano finanziario, perché il Paese aveva solo negli ultimi anni intrapreso la strada delle riforme strutturali e del controllo dei conti pubblici. E proprio su queste fondamenta ancora ‘fresche’, non propriamente solide, si è scatenata una tempesta praticamente senza precedenti a livello politico.

Piazza Affari ha influenzato i mercati europei, ma, come si è accennato, anche il resto del pianeta. Proprio oggi è evidente che il ‘contagio’ è giunto anche sulle borse asiatiche, che danno una lettura forse distorta delle nuove elezioni che si svolgeranno quasi sicuramente entro l’anno in Italia. Il rimando è alla possibilità che l’esito sia un test sulla permanenza o meno in area euro.

Una crisi al di là di ogni valutazione o previsione, nessuno immaginava che diventasse simile ad un sasso scagliato in una superficie d’acqua più o meno immobile, e che le sue onde concentriche finissero per arrivare anche nei punti più lontani del pianeta.

L’auspicio ovviamente, per tutti, è che questo clima di emergenza finisca, se continuasse sarebbe davvero arduo delimitarne i confini. Già qualche flessione nella produttività sul piano globale si avvertiva, ora potrebbe innescare effetti imprevedibili.

Forse non sarebbe poi così improprio il rimando ai mutui subprime, i quali sembravano una mina vagante e sommersa, che in breve tempo avrebbe esaurito il suo potenziale esplosivo, e invece, prima che ciò sia avvenuto, si sono bruciate immense risorse, non solo negli Usa, e poi inevitabilmente in Europa, ma anche oltre.