TERREMOTO AFD AL 12,8 %,. MA LA MERKEL RESTA IN PIEDI

 

Dal nostro inviato in Germania.

Angela Merkel si appresta ad entrare nella leggenda ma il suo record è offuscato da un vero e proprio terremoto politico: l’onda populista che sta attraversando l’Europa non ha risparmiato la Germania e l’AfD con il 12,8% dei suffragi, nonostante i suoi soli 4 anni di vita, diventa il terzo partito tedesco producendo una grande rivoluzione nello scenario politico del paese.

Prima di lei solo Helmut Kohl aveva governato per quattro mandati e complessivamente 16 anni, ora Angela Merkel, la ragazza dell’Est, si appresta ad eguagliarlo, ma a caro prezzo, quella che si appresta all’orizzonte non è più solo una Grosse Koalition, ma addirittura una possibile Riesen (gigante) Koalition, dopo che l’SPD, il partito dello sfidante principale, Martin Schulz, ha registrato il peggior risultato degli ultimi decenni attestandosi al 20,6%.

Commentando gli esiti del voto Schulz ha detto che per l’SPD ”è tempo di tornare all’opposizione” ed ha dichiarato in un’intervista alla radio ARD di voler rimanere leader del partito anche dopo questa storica sconfitta elettorale, ma non sarà presidente della fazione nel Bundestag: “Io non parteciperò alla presidenza della fazione, ma mi concentrerò completamente sul rinnovo del partito”, ha detto domenica in un’intervista ARD.

Angela Merkel, sorpresa per il risultato elettorale, non si è però persa d’animo e si è appellata alla responsabilità dell’SPD per governare fino a Natale, quando pensa di essere pronta con il nuovo governo che, in assenza di SPD, sembra già destinato ad adottare la formazione detta Jamaica, per i colori dei partiti partecipanti, con FDP e Verdi.

L’AfD, forte del risultato, starebbe già pensando ad un comitato d’indagine contro la cancelliera.

Anche il presidente dell’Istituto di Ricerca Economica di Monaco (IFO), Clemens Fuest, pensa che la coalizione “Giamaica è la risposta appropriata”, “il nuovo governo dovrebbe concentrarsi sull’istruzione e la ricerca, sulla digitalizzazione e sulla globalizzazione dell’economia, sulla politica dell’energia e sul clima e sull’integrazione europea. – ha detto – Il FDP ha espresso chiaramente un trasferimento nella zona euro, i Verdi piuttosto per esso. Queste differenze nella politica economica, tuttavia, possono essere colmate “.

Ma non tutti sono sorpresi, il ministro degli Esteri austriaco, Sebastian Kurz, interfvistato sull’argomento ha detto, all’agenzia di stampa APA, che “il risultato non mi sorprende molto”, la ragione per la scarsa performance dell’Unione e il successo dell’AfD alle elezioni del Bundestag risiederebbe nella politica sui rifugiati del governo federale, “c’è molta insoddisfazione con la posizione del governo nella politica dei rifugiati in Germania”, ha aggiunto, “La crisi dei rifugiati non è stata presa sul serio da molti politici e partiti tradizionali in Europa”.

Mentre ancora si spogliavano i voti centinaia di persone dimostravano già a Colonia contro l’AfD, secondo la polizia, una marcia di protesta promossa dal comitato nazionale “Il nazionalismo non è un’alternativa”, ha attraversato il centro cittadino, un gruppo iniziale di 300 partecipanti ha avviato la marcia che si è conclusa in modo pacifico con oltre 700 persone al seguito.

Anche la superstabile e conservatrice Germania è ora al bivio, l’ingresso massiccio di AfD in parlamento creerà non pochi fastidi alla cancelliera che ha ora davanti solo due alternative: la grande coalizione con la SPD, ch eperò sembra non essere possibile per le resistenze del partito, l’alleanza giamaica con CDU / CSU, FDP e Verdi.

Dopo quattro anni di assenza, i liberali sono tornati al Bundestag con circa il dieci per cento, mentre i partiti di collegamento dei Verdi hanno raggiunto circa il nove per cento.

Nel grafico i risultati complessivi da ARD.