BCE. CRESCITA AREA EURO MODERATA, INVARIATI TASSI E QUANTITATIVE EASING

DI VIRGINIA MURRU

 

Il Consiglio Direttivo della BCE, nell’ultima riunione del 26 aprile, non ha deciso interventi di rilievo rispetto al mese scorso, tuttavia, l’analisi dei dati macroeconomici ha evidenziato una fase di rallentamento nell’attività economica e dunque nella crescita, nonostante, in generale, l’economia dell’Eurozona rifletta una rassicurante “tenuta”. Lo afferma poi anche Draghi nella conferenza stampa:  “crescita più moderata”.

E aggiunge:

“Necessari ancora stimoli, l’inflazione, la grande assente del sistema (con il mancato raggiungimento del target 2%), non consente al momento cambiamenti rilevanti nella politica monetaria. Il protezionismo è una seria minaccia per la crescita dell’economia in area euro.”

Una stasi dunque, dopo diversi trimestri all’insegna dello sviluppo e della crescita, andati oltre le stime.

In questo quadro che proietta nuovi scenari, emerge il calo rilevato negli indici di fiducia, la contrazione dei dati concernenti il settore manifatturiero, il balzo dei prezzi degli energetici. Segnali che prospettano altre direttive, ma i vertici della BCE hanno scelto di attendere nuovi sviluppi prima d’intraprendere iniziative e interventi relativi alla ‘virata’ rilevata nei dati macro riguardanti l’Eurozona.

L’impressione di esperti e analisti, che hanno seguito con attenzione i comunicati e la conferenza stampa del Presidente Mario Draghi, è che la BCE non intende apportare revisioni al costo del denaro, e pertanto resteranno fermi i tassi d’interesse sui movimenti di rifinanziamento principali, su quelli marginali e sui depositi, la cui stabilità si conferma rispettivamente sullo 0,00%, lo 0,25% e -0,40%.

Non verrà modificata la politica monetaria, e l’acquisto di asset andrà avanti al ritmo già annunciato da mesi, ossia di 30 mld al mese fino al prossimo settembre. “Ma anche oltre, qualora necessario” – ha aggiunto Mario Draghi – il Board procederà al reinvestimento del capitale dei bond giunti a scadenza per un periodo lungo dopo la fine degli acquisti netti”.

Si attenderanno pertanto le proiezioni economiche del mese di giugno, prima di operare scelte sulle misure relative al Qe.