CHIUDE CRISITALY NEMMENO LA CRISI FA PIÙ NOTIZIA

DI PIERLUIGI PENNATI
https://alganews.wordpress.com/
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L’idea era venuta nl 2013 ad un informatico romano, “Non c’è nessun fine speculativo – diceva – L’idea è nata per un motivo banale: trovavo parecchia difficoltà nell’aggiornarmi sulle news, nei temi citati, e ho pensato che visualizzare la crisi potesse avere un impatto emotivo ancora maggiore, rispetto alla lettura. Mi auguro che questo possa risvegliare qualche coscienza e sollecitare la partecipazione volontaria al progetto”.
Nasceva così un sito web specializzato in notizie sulla crisi, una sorta di mappa della recessione nel nostro paese, aziende che chiudono, delocalizzano, suicidi di disoccupati, casi di usura.
Persino L’Espresso aveva riportato notizia, vera curiosità ma anche fatto di costume così diffusa che rendeva interessante persino creare, utilizzando gli strumenti della rete, una sorta di mappa sulla “geografia della crisi” che aveva investito il nostro paese già da qualche anno, un flusso ininterrotto di notizie specializzato in aziende che chiudono, posti di lavoro polverizzati, suicidi.
Credito, tasse, usura, degrado sociale, nuova povertà, malaffare, disservizi per la cattiva gestione politica, manifestazioni e proteste, perdita di posti di lavoro, case che non si hanno e suicidi, le più grandi vittime della crisi, erano le sezioni tematiche.
L’icona della morte, il teschio, caratterizzava la categoria suicidi provocando un colpo d’occhio sinistro e dirompente, e la materia prima non mancava, nel solo primo anno 6 suicidi a Caserta, 4 in Toscana, 1 a Milano ed altri un po’ dappertutto, tutti perché stanchi di non riuscire più a sopravvivere in modo dignitoso.
L’ultimo suicidio alle cronache pochi giorni fa, Michele, trentenne di Udine, si suicida lasciando una toccante lettera che tutti noi speriamo l’ultima.
Nel frattempo, però, persino la crisi non è più quella di prima, non sono le notizie a mancare, ora manca l’interesse e la speranza, e nemmeno i suicidi fanno più tanta audience, ci siamo abituati prima alle morti “sul” lavoro oggi non ci impressionano quasi più nemmeno le morti “per” il lavoro.
Così da qualche settimana persino Crisitaly, che raccoglieva le notizie sulla crisi, chiude: mancano i fondi. Nel sito web appare la scritta: “Crisitaly.org ha bisogno di voi. Fai una donazione via Paypal per contribuire alle spese di gestione e mantenimento del server e far tornare online Crisitaly.”
Non farò una donazione e spero non la faccia nessuno, non mi interessa finanziare un sito che diffonde notizie sulla crisi, voglio che la crisi finisca ed il sito sparisca per carenza di materia prima, continuerò, invece, non solo a denunciare la situazione, ma ad agire affinchè le cose cambino.
Solo con la partecipazione alla vita sociale del nostro paese possiamo cambiare le cose, votando non solo le promesse, ma anche e soprattutto l’onestà e togliendo il voto a chi non solo non mantiene le promesse, ma fa ed è disonesto.
Il cambiamento comincia sempre da noi, se siamo onesti noi lo saranno anche gli altri.

1 Comment

  1. anche se a qualcuno non piacerà non può fregarmene di meno.
    Seguivo “Crisitaly” e ricondividevo . Avevo anticipato da qualche anno che le l’italiano si sarebbe abituato anche al suicidio giornaliero. Non ho la sfera magica e non credo ai profeti so solo osservare. Ho notato come anche gli animali nati in cattività non cercano la libertà perchè non la conoscono. Personalmente provo sollievo adesso che ho la quasi totale certezza che l’italiano si sta estinguendo. Sono sardo puro sangue.

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